grilloleggente

Ascoltare I Libri

D’accordo, adesso posso dire di averci provato.

Sto parlando di audiolibri, quelle registrazioni di letture più o meno integrali, fatte da un singolo attore e più o meno provviste di effetti sonori e musica d’atmosfera.

Mi si dice che siano spesso ottimi, e i loro parenti, gli sceneggiati radiofonici più che i radiodrammi propriamente detti, non mi sono mai dispiaciuti. Non che possa dire di averne ascoltato mai granché, ma l’idea mi attira…

Vero è che l’unico vero precedente con un audiolibro non è incoraggiantissimo: back in the day, durante la mia seconda estate a Edimburgo, comprai la lettura integrale di Kidnapped su audiocassette – letta da un attore scozzese di cui mi si dicevano meraviglie. La delusione fu notevole: la voce non mi piaceva, per non parlare dell’accento delle Highlands e del tono aggressivo affibbiati al narratore David – placido gentiluomo delle Terre Basse se mai ce ne fu uno…

Però sono passati vent’anni, e chiaramente quell’audiolibro in particolare soffriva di scelte malguidate… e insomma, ci ho riprovato. Ma non così, fuori dal blu. A un certo punto ho scoperto l’esistenza di un dramma radiofonico della BBC, una cosa chiamata The Killing e incentrata su – indovinate un po’ – Marlowe.

Si capisce che non ho avuto pace finché non l’ho trovato su Amazon, e l’ho acquistato. Ma per acquistare audio su Amazon (o almeno questo particolare Audio) bisogna iscriversi ad Audible. Per iscriversi ad Audible si comincia con un periodo di prova e, oltre al primo acquisto, vi regalano un libro a vostra scelta.

Be’, perché no? mi sono detta – e ho scelto uno dei gialli di Rory Clements che hanno per protagonista un fittizio fratello maggiore di Shakespeare…

Sì, lo so – ma portate pazienza. Non vi infliggo nulla di elisabettiano, oggi – se non per dirvi che, una volta scaricato il bottino sul Kindle, ho cominciato con il radiodramma, e tutto è andato bene. Me l’aspettavo abbastanza: non da oggi vado matta per i radiodrammi della BBC – ben scritti, ben recitati, ben ambientati, con un ottimo ritmo e una meravigliosa atmosfera.

Ottimo, mi sono detta, e sono passata al romanzo. E… hmf.

Per carità: Rory Clements mi piace molto, e Peter Wickham è un ottimo lettore, ma dopo un po’ mi sono accorta che mi distraevo facilmente sull’uno o sull’altro particolare delle descrizioni o del dialogo e, quando tornavo a concentrarmi sulla storia, avevo perso un paragrafo o due.

Frustrante.

Nel dubbio che non fosse la serata giusta, ho chiuso tutto e ci ho riprovato una seconda volta. E poi una terza. E adesso mi arrendo: è evidente che gli audiolibri non sono fatti per me. Non so immaginare troppo bene perché: l’idea in teoria mi piace molto, il libro è del tutto il mio genere e appartiene a una serie che ho letto, se non con costanza, con soddisfazione. Il lettore è davvero in gamba, e tutto dovrebbe andare alla meraviglia… Però si direbbe che non sia il mio modo di assorbire le storie.

Va tutto bene per la serrata mezz’ora scarsa del radiodramma. Un romanzo intero, o anche soltanto qualche capitolo di un romanzo, non funziona per me. Devo averle davanti agli occhi, le parole. Devo essere libera di distrarmi a cogitare sul sistema giudiziario dell’epoca e sui pigmenti per tingere le stoffe – con la certezza che, quando avrò finito, la storia sarà esattamente lì dove l’ho lasciata.

E poi tutti i miei tentativi sono stati fatti nottetempo, nella quiete e nel silenzio più assoluti. Non oso pensare a che cosa succederebbe se provassi ad ascoltare, che so… mentre guido o mentre faccio nordic.

No, davvero: non fa per me. Tanto che ho già cancellato la sottoscrizione ad Audible. Colpa mia, e non di Audible, e peccato – ma no, grazie.

E adesso, in circostanze normali vi chiederei come ve la cavate voi con gli audiolibri, ma qui non è chiaro come si faccia a commentare, per cui… se proprio i commenti non funzionano, scrivetemi: laclarina@gmail.com.

 

Natale

A Christmas Carol

charles dickens,a christmas carol,fumetti marvel,radiodrammiVenerdì vi avevo promesso un piccolo strascico dickensiano nella forma di un link, vero? Ebbene, eccoci qui: A Christmas Carol, un sito interamente dedicato al Natale dickensiano. Me lo ha passato lo scorso anno Danilo Zanelli di Idee Per Scrittori – e io ci ho passato metà delle mie vacanze natalizie, ma mi sono eroicamente trattenuta dal mettervene a parte per tutto un anno, in attesa della Vigilia del Bicentenario.

E adesso ci siamo, per cui ve lo giro. Ci troverete ogni dickensiano ben di Dio: un testo completo della novella, naturalmente, e tonnellate di illustrazioni, e link a tutti i saggi natalizi*** di Dickens, e informazioni sul diluvio di adattamenti cinematografici, teatrali charles dickens,a christmas carol,fumetti marvel,radiodrammiradiofonici di ACC, e una versione a fumetti della Marvel, nella sua scannerizzata interezza… Consultate con cura quella sidebar sulla destra, perché è una miniera.

Già che ci siamo, qui c’è un articolo su un manoscritto originale di ACC riscoperto, con la possibilità di consultare un certo numero di pagine riprodotte. Oh, e le due illustrazioni che vedete in questo post sono l’acquerello originale di John Leech per lo Spirito del Natale Presente e la versione rifatta, perché lo spirito doveva essere vestito di verde, e non di rosso…

E a questo punto, miei cari lettori, credo che vi augurerò una buona e lieta e serena Vigilia. E se i fantasmi di qualche Natale vi verranno a trovare questa notte – o magari schiaccianoci e re dei topi – vi auguro che siano benevoli e di buona compagnia.

Merry Christmas Eve.

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* Quest’anno, A Christmas Tree costituirà la mia lettura per la notte di Natale, insieme a una traduzione di Nußknacker und Mäusekönig di Hoffman e, se reggo ancora, la dumasiana Histoire d’un casse-noisette. Voi cosa leggete la notte di Natale?