teatro

La stagione

Informazioni e prenotazioni:

  • Direttamente presso la biglietteria del Teatrino di Palazzo d’Arco aperta dal giovedì al sabato dalle ore 17:30 alle ore 19:00;
  • Per telefono al n. 0376 325363 (stessi giorni, stessi orari)
  • Per posta elettronica all’indirizzo biglietteria@teatro-campogalliani.it

 

romanzo storico · scribblemania · The Tom Walsingham Mysteries

Piccolo Bollettino del Lunedì

Ed è pur vero che un tempo i PB erano immediati, talvolta persino notturni… Che posso dire? Sarà l’età che avanza. Per cui siate indulgenti se la notizia che vi comunico in realtà risale a ieri pomeriggio, quando ho superato la linea delle 50000 parole con la prima stesura del terzo volume dei Tom Walsingham Mysteries. Continua a leggere “Piccolo Bollettino del Lunedì”

Ossessioni · posti · romanzo storico · scribblemania · Storia&storie

Una di quelle giornate…

Avete presente quanto veleggiate verso la metà della prima stesura di un romanzo, e l’azione si sposta verso un luogo sui cui credevate di avere le idee ragionevolmente chiare, ma poi, colti da un pigro dubbio estivo, trovate delle mappe delle case canoniche extraclaustrali a Reims nel secondo Settecento, da cui si capisce che la Rue des Anglais settecentesca non poteva assolutamente essere stata la Rue de Langueau un paio di secoli prima, e quindi il vostro luogo dell’azione non è affatto dove credevate che fosse, e allora tornate a lambiccarvi sulle fonti, e passate un’intera domenica a (ri)leggere in Latino e in Francese, e scoprite chi ha ereditato le allegre approssimazioni di chi,  ma la cosa non vi aiuta affatto se non a rendervi conto del ginepraio in cui vi siete cacciati, e va a finire che all’una e un quarto del mattino spedite una lunga e dettagliata mail al seminario cattolico della Diocesi di Westminster, supplicando che, se non sanno rispondere, vi puntino almeno nella direzione giusta?

Ecco.

E lasciate che ve lo dica: we are not amused.

 

teatro

Scuola di Teatro “Campogalliani”…

Immaginate di studiare teatro.

Immaginate di farlo, qualunque età abbiate, nella scuola di una piccola compagnia di prestigio e di tradizione.

Immaginate di farlo in un teatro vero, con l’opportunità di esplorarne il dietro le quinte, di assistere (e talvolta anche partecipare) alla vita quotidiana e al lavoro della compagnia.

Immaginate di imparare le tecniche, la storia e le meraviglie del teatro di parola sotto la guida di insegnanti che sono a loro volta attori, registi, tecnici e autori.

Immaginate di scoprire, in un percorso ricco, vario e articolato, non solo le tecniche della recitazione, ma anche la regia, la scenotecnica, la scrittura teatrale…

Immaginate di distillare e mettere in pratica ciò che avete imparato in una rassegna di saggi che sono veri e propri spettacoli…

Che ne dite? Attraente?

E allora unitevi a noi: iscrivetevi ai corsi della Scuola di Teatro “Francesco Campogalliani”. Le iscrizioni sono aperte, e c’è tempo fino al 30 di settembre. Qui trovate tutte le informazioni e il modulo da compilare.

Il teatro è un luogo di sogni, di meraviglie, di idee, di molteplici vite… volete entrarci insieme a noi?

teatro

Il Rumore delle Ali a Borgoforte

Poteva l’ambizioso Icaro essere felice di una vita faticosa a terra,
una vita di aratri e di buoi dal passo lento,
dopo aver provato anche una volta sola l’estasi senza remore del volo?
E.A. Bucchianeri
Amelia Earhart avrebbe senz’altro risposto di no. Celeberrima aviatrice e icona americana tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, Amelia combina in sé l’aspirazione antica e divorante del volo con l’impegno per l’emancipazione della donna e il glamour più luccicante. Un Icaro al femminile, al perenne inseguimento della prossima sfida – un mito alimentato dal marito pubblicista … Ma quando, nel luglio del 1937, Amelia intraprende un lungo e incerto volo attraverso l’Oceano Pacifico, e del suo aereo si perde ogni traccia a poche miglia dalla destinazione, che ne è di coloro che attendono notizie con il cuore in gola? Il Rumore delle Ali, di Chiara Prezzavento racconta il prezzo dei sogni, il potere delle aspirazioni umane, e il dramma di chi resta a terra, nel cono d’ombra delle imprese leggendarie.
Anche de L’Aviatore nato da un’idea del romanziere inglese Frederick Forsyth, seppur visto soltanto in controluce, non ci si può non chiedere: sarebbe stato capace di tornare alla vita faticosa a terra? Una notte di Natale, un giovanissimo ufficiale pilota e un volo che, sulla carta, non può che andare liscio… Ma il destino ci si mette di mezzo, nella forma di un guasto tecnico: che cosa si fa smarriti in volo, disperatamente soli nel cielo notturno di dicembre? A chi si chiede aiuto? L’esperienza personale di Forsyth, a sua volta pilota RAF negli anni Cinquanta, dà colore e consistenza a un’insolita, avventurosa e misteriosa storia natalizia.
In due atti unici, due storie diverse e complementari esplorano i pericoli e il fascino potente del volo, e il rapporto tra l’uomo e le sue ali meccaniche – che forse non è cambiato poi troppo dai giorni di Icaro in fuga dal labirinto.
Vi andrebbe di vedere (o rivedere) l’omaggio della Campogalliani al sogno del volo? E allora unitevi a noi:  siamo allo splendido, imponente Forte di Borgoforte, sabato 9 alle 21.30. Non si prenota. I biglietti (posti numerato 10 € e post green 5 €) si acquistano in loco la sera dello spettacolo. Per informazioni potete scriverci all’indirizzo info@teatro-campogalliani.it oppure contattare gli organizzatori della rassegna, dal lunedì al sabato tra le 8.30 e le 12.30, al numero 0376 283022.
libri, libri e libri

Caldo!

“Su che cosa posso postare oggi, M.?”

“Sul caldo…”

Ebbene, eccoci qui. Il caldo in letteratura. Una rassegna breve, perché, you know, fa caldo – e con il caldo anche i blogger diventano pigri…

HeatAd ogni modo, mi vien voglia di cominciare da La Rivolta nel Deserto, con la descrizione del terribile attraversamento del deserto del Nefud – non a caso definito l’Incudine del Sole – per raggiungere Aqaba per via di terra. Non è per caso che i Turchi non si sono preoccupati di difendere la postazione da quel lato: il deserto si ritiene inattraversabile. Invece Lawrence e i suoi lo fanno, con eclatante successo, ma la traversata sulla sabbia arroventata e infestata da scorpioni e serpenti, sotto un cielo bianco come il fuoco, senza acqua e senza ombra, non è una passeggiata nemmeno per i beduini di Auda Abu Tayi… figurarsi per l’Inglese della compagnia. Ovviamente tutto finisce in gloria – ma che caldo! heatgattopardo

Tutt’altro caldo, ovviamente, è quello di Sicilia, sopportato a forza di ventagli dalle signore in crinolina di Tomasi di Lampedusa e di De Roberto. E sopportare il caldo – bene o con stoicismo – è segno di finezza. Le signorine Uzeda vengono sgridate quando se ne lamentano, e Concetta Salina, non dà mai cenno di accorgersi della calura opprimente di Donnafugata – a differenza della borghese Angelica Sedara, che però riesce ad essere bella ed attraente persino accaldata.

heat conrad

Non è mai così gentile il caldo di Conrad. Che sia acquoso e pesante nel cuore dell’Africa, verde e soffocante nell’immaginario Costaguana sudamericano o immobile nella notte dell’Oceano Indiano, questo caldo spossa e soffoca gli Europei trapiantati (non importa da quanti anni) e distorce le loro percezioni fino alla follia.

E questa è un’idea comune, che ritroviamo nella calura natalizia del Natale a Ceylon di Guido Gozzano e nella terribile, insonne, inquieta Lahore notturna di Kipling*, in cui il caldo “popolato di cadaveri che si agitano” uccide, indebolisce, spaventa. heatGolding

Un’altra idea presente in Conrad – quella che il caldo uccida un poco per volta il senso di proprietà e le convenzioni che gli Occidentali si sono portati da casa, e tanto rapidamente quanto più sono isolati – si ritrova anche in Golding. Ne Il Signore delle Mosche il caldo opprime i ragazzini, li stanca, logora i loro nervi e da un lato li rende più inclini alla violenza, mentre dall’altro li induce a spogliarsi sempre di più, segnando le due coordinate del loro allontanamento dalla civiltà. Anche nella Trilogia del Mare il caldo della traversata rilassa i costumi e introduce un margine di licenza che, a furia di scherzi crudeli, culminerà nel suicidio del Reverendo Colley.

Diverso è il caldo anormale in cui inizia il Quaderno di Un Amore Perduto di Mino Milani. Nella Pavia secentesca, con il Ticino così basso e il sole rosso e il cielo bianco e mai un filo d’aria, l’intera Università è a caccia di misure igieniche da prendersi. La protagonista Giovannina, però, pur nipote di un uomo di scienza, non sa impedirsi di vedere nel caldo singolare un prodigio che annuncia cambiamenti. Lo zio rettore si fa gioco di lei per queste supersitzioni – ma, mormora l’autore strizzandoci l’occhio, il contenuto del libro non dà forse in qualche modo ragione a Giovannina?

Ed è possibile che per il momento mi fermi qui… La giornata si preannuncia calda e io magari non sono pronta a recidere i legami con la civiltà, ma comincio a sentirmi pigra.

E voi, o Lettori? Quali sono le vostre calure letterarie preferite?

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* Se volessi, potrei vantarmi di aver fatto venire caldo a una decina di persone leggendo loro The City of Dreadful Night…

cinema · editing · gente che scrive · grillopensante · scrittura

Niente scrittori per favore

Mi è capitato di recente d’imbattermi nelle linee guida di una rivista letteraria americana in cui supplicava ironicamente l’aspirante contributor di non, non, non mandare storie incentrate su scrittori all’opera, blocco dello scrittore e processo creativo in generale.  Non se ne può più, dicevano in sintesi le Guidelines: vogliamo storie, non storie su come si scrivono le storie!

E, benché la storia che avevo – e ho ancora – intenzione di mandare parlasse di tutt’altro, mi sono sentita colta in fallo, perché… vi ho mai detto che adoro la metanarrativa? Che poche cose mi fanno felice come le storie su come si scrivono le storie?

Ve l’ho detto, vero? Giusto qualche migliaio di volte. E quindi… er. Continua a leggere “Niente scrittori per favore”

Arte Varia · grillopensante · guardando la storia

La Fabbrica del Rinascimento

Venerdì scorso sono stata rapita* e portata a Vicenza, a visitare La Fabbrica del Rinascimento – ed è stata un’esperienza di enorme soddisfazione.

C’è il fatto che non visitavo una mostra da prima della fine del mondo, ma soprattutto La Fabbrica del Rinascimento è una mostra magnifica, concepita e realizzata in un modo che mi fa estremamente felice. Continua a leggere “La Fabbrica del Rinascimento”