cinema e tv · fenomenologia dello sbregaverze

Ehi di coffa! (Ed altre espressioni marinare)

A quanto pare, a nessuno è piaciuto abbastanza Henry Morgan da farci un film, con l’eccezione di una produzione italo-francese del 1960, il cui protagonista però è Steve Reeves. Siccome Reeves è quello che di solito faceva Maciste, ho arbitrariamente deciso di non considerare Il Pirata Morgan un film rilevante.

Ora, non è che Morgan non compaia mai, ma di solito è un personaggio secondario. Di sicuro, siamo lontani mille miglia da Steinbeck. Come in questo caso, Il Cigno Nero, in cui il Nostro è già diventato governatore della Giamaica, e rimane abbastanza sullo sfondo, a dare gli ordini che mettono in moto la trama, se di trama vogliamo parlare:

E poi quest’altro: Captain Blood. Il motivo ufficiale è che Rafael Sabatini basò liberamente il suo pirata fittizio su Morgan (nel romanzo Peter viene deportato nelle Americhe dopo essersi messo nei guai con la sollevazione di Lord Monmouth); ma è tutta una scusa per giustificare la mia debolezza per i vecchi, ingenui, adorabili trailer cinematografici: