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Pezzettini di Teschio: parte IV

E veniamo, come promesso, all’Azzurra Pietra del Cuore.

 

La Pietra è un personaggio a pieno titolo. Splende, canta, parla per via telepatica, piange, rende il suo coustode molto felice, dà l’allarme quando ci sono i ladri in casa, insegna come effettuare complesse operazione chirurgiche, fa un ottimo caffè… Ok, il caffè me lo sono inventato io, ma tutto il resto viene pari pari dal romanzo: chi non vorrebbe un’Azzurra Pietra del Cuore? Non è meravigliosa? Be’, ecco, forse lo sarebbe come coinquilino. Come elemento di un romanzo, lo è assai di meno. Capiamoci: è un simpatico oggetto, ma spesso diventa un vero e proprio deus ex machina, specialmente nella storyline contemporanea. Proprio quel d.e.m. che era tanto di moda ai tempi di Sofocle, non so se mi spiego.

 

La Pietra non solo avverte Stella del pericolo imminente, ma le indica chi è degno di fiducia (con qualche eccezione, se vogliamo, visto che si fa sfuggire completamente il vero assassino, ma diffida per tutto il tempo di un innocente), la spinge nella direzione giusta quando Stella divaga, la conduce sempre al posto giusto per gli snodi della trama, offre folgorazioni intuitive al momento opportuno… Curerebbe persino le menomazioni di Kit, se lui lo permettesse, e anzi: alla fine lo fa, con o senza il suo consenso.

 

Insomma, per la maggior parte del tempo è la Pietra a muovere il libro in avanti, e se posso capire la fiducia implicita che Cedric Owen, uomo del Rinascimento, ripone nell’oggetto che ha guidato la sua famiglia per generazioni, con Stella è tutta un’altra questione. Quest’astrofisica del XXI Secolo, tosta e razionale, che non impiega nemmeno dieci minuti ad innamorarsi della Pietra, tanto da fidarsene più che di suo marito, mi resta un po’ di traverso.

 

Non che abbia torto: la Pietra parla con la voce dell’Autrice, e l’Autrice sa che cosa è bene per la sua protagonista. Forse anch’io, se mi capitasse per le mani uno zaffirone tanto gentile da passarmi le dritte del mio Autore in vista del Lieto Fine, gli darei retta… Oh, ma aspettate: non dovrei sapere che le dritte arrivano dall’Autore, giusto? Sapevo che c’era qualcosa che non andava…

 

E ormai siamo in dirittura d’arrivo: non ci resta che il finale.

2 pensieri riguardo “Pezzettini di Teschio: parte IV

  1. Bof. Accetterei se la pietra facesse qualcosa di preciso (e soltanto quello), ma come minimo dovrebbe creare anche una serie di problemi incalcolabili. E più le proprietà magiche, più i problemi.
    Ma così, umpf, questa è vera pigrizia.

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  2. E-xactly! Invece gli unici problemi derivati sono le cattive intenzioni dell’assassino e la (comprensibile) acidità di Kit, e quelli sono dovuti alla *presenza* della pietra e all’umana fragilità, non effetti collaterali della pietra. Oddìo, ci sarebbe il non trascurabile fatto che i tutti custodi muoiono in difesa della pietra stessa, ma proprio non riesco a considerarlo un problema serio, visto il modo in cui viene… aggirato. Va a finire che l’APdC è a tutti gli effetti pratici un macguffin!

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