Julie Andrews, nell’insopportabile The Sound of Music, il film/musical che ci ha dato la frase immortale “The hills are alive” (che pare la tag line di un brutto horror lovecraftiano, ed è stata usata come tale infinite volte).
Nel musical originale non ricordo.
E parlando di orrore – orrore descrive bene ciò che provai quando scoprii che tutta la storia, dalla bambinaia canterina alla fuga dai nazisti, è accaduta davvero.
E si chiamava davvero Von Trapp (nome da malvagio di uno spy-movie di serie B), il personaggio interpretato da Plummer.
La realtà ha sempre il potere di sorprenderci, come diceva quel tale.
Avresti vinto i biscotti virtuali, in effetti – ma se mi maltratti così la famiglia von Trapp…
Che vuoi che ti dica? Libro e film sono stati due pilastri della mia infanzia. A dieci anni sapevo entrambi poco meno che a memoria, comprese la canzoni tradotte, e avrei potuto mentire, truffare, rubare e uccidere per un teatrino dei burattini come quello dei marmocchi von Trapp…
Beh, faccio coming out e ammetto che io da ragazzino preferivo i musical con Fred Astaire. Poi ok, io sono notoriamente un partigiano di Cole Porter.
Forse ciò che mi rende insopportabile The Sound of Music è il fatto che da un decennio almeno infesta i miei Natali o, più raramente, i miei Capodanni.
E poi no, è proprio la scena iniziale, con la vallata e lei che trottola e cinguetta “The hills are alive…”
They are alive?!
Hell…!
Bellissima versione!
Quanto alle colline, considera che all’epoca non sapevo un bottone d’Inglese, e la mai conoscenza della faccenda si limitava a “La musica va per le valli in fiore, e canta il mio cuor, la parola amore…” che è decisamente peggio quanto a bruttezza e indice di saccarosio. Per cui, quando ho scoperto che The hills are alive, ho accolto la cosa con un certo grado di… sollievo? 🙂
Julie Andrews, nell’insopportabile The Sound of Music, il film/musical che ci ha dato la frase immortale “The hills are alive” (che pare la tag line di un brutto horror lovecraftiano, ed è stata usata come tale infinite volte).
Nel musical originale non ricordo.
E parlando di orrore – orrore descrive bene ciò che provai quando scoprii che tutta la storia, dalla bambinaia canterina alla fuga dai nazisti, è accaduta davvero.
E si chiamava davvero Von Trapp (nome da malvagio di uno spy-movie di serie B), il personaggio interpretato da Plummer.
La realtà ha sempre il potere di sorprenderci, come diceva quel tale.
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Avresti vinto i biscotti virtuali, in effetti – ma se mi maltratti così la famiglia von Trapp…
Che vuoi che ti dica? Libro e film sono stati due pilastri della mia infanzia. A dieci anni sapevo entrambi poco meno che a memoria, comprese la canzoni tradotte, e avrei potuto mentire, truffare, rubare e uccidere per un teatrino dei burattini come quello dei marmocchi von Trapp…
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Beh, faccio coming out e ammetto che io da ragazzino preferivo i musical con Fred Astaire. Poi ok, io sono notoriamente un partigiano di Cole Porter.
Forse ciò che mi rende insopportabile The Sound of Music è il fatto che da un decennio almeno infesta i miei Natali o, più raramente, i miei Capodanni.
E poi no, è proprio la scena iniziale, con la vallata e lei che trottola e cinguetta “The hills are alive…”
They are alive?!
Hell…!
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E per fare ammenda, se il tuo blog non se ne fa un boccone, ti propongo questa versione…
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Bellissima versione!
Quanto alle colline, considera che all’epoca non sapevo un bottone d’Inglese, e la mai conoscenza della faccenda si limitava a “La musica va per le valli in fiore, e canta il mio cuor, la parola amore…” che è decisamente peggio quanto a bruttezza e indice di saccarosio. Per cui, quando ho scoperto che The hills are alive, ho accolto la cosa con un certo grado di… sollievo? 🙂
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E comunque mi piacciono molto sia Fred Astaire che Cole Porter.
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