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Shakeloviana

The portrait supposedly of Christopher Marlowe...Allora, vediamo un po’…

Vi ho forse accennato, credo – appena un pochino e mai più che en passant – che il Quattordici è l’anno di Shakespeare e di Marlowe.

Ve l’ho accennato, vero?

I thought so.

Be’, insomma, l’Anno di Shakespeare e Marlowe. Quattrocentocinquantesimo anniversario della nascita di entrambi, a due mesi piuttosto esatti l’uno dall’altro. E allora mi sono chiesta: può forse Senza Errori di Stumpa ignorare del tutto la ricorrenza?

O magari, già così com’è non la sta ignorando del tutto, ma può forse trascurare di solennizzarla in qualche modo?

Perché in fondo, per l’anno verdiano abbiamo fatto le Librettitudini – mai finite, è vero, ma abbiate fiducia: ci saranno sviluppi, prima o poi. Più prima che poi. Ma non divaghiamo: perché, mi sono chiesta, non fare qualcosa del genere, ma in salsa elisabettiana e teatrale? E a dire il vero non me lo sono nemmeno chiesta da sola, visto che almeno tre di lettori mi hanno pungolata ripetutamente in proposito.

Ma, supponendo di cedere alla tentazione, in che forma?

La prima e più ovvia risposta era quella di un equivalente marlovian-shakespeariano delle Librettitudini, una sorta di guida semisera alle opere dell’uno e dell’altro.

Però… ecco, un certo qual senso di Già Fatto mi scoraggia un pochino – per non parlare della complessiva mancanza di nonsense del teatro elisabettiano quando lo si confronta con le fioriture dei libretti ottocenteschi… Scrivere le Librettitudini è stato spassoso, ma non credo che troverei lo stesso gusto a riservare lo stesso genere di cottura a Marlowe&Shakespeare.

William Shakespeare

Così, dopo avere tergiversato e strologato a lungo, comincio a veder germogliare un’idea – un’idea che ha a che fare con la quantità di romanzi e plays che il mondo anglosassone ha dedicato all’uno e all’altro autore. E non è soltanto una questione di quantità, ma anche di selvaggia varietà: romanzi storici in senso stretto, ça va sans dire, ma anche gialli, ucronie, rinarrazioni, fantasy, spionaggio, metateatro, storie di fantasmi, la Questione del Vero Autore, l’omicidio a Deptford… E poi, oltre ai romanzi e al teatro, c’è anche tutta una quantità di affascinante saggistica…

Perché non dedicare un post settimanale a una rassegna di questa abbondanza d’inchiostro?

Il caveat è il solito: di tutto ciò, in realtà, ben poco è tradotto – e a volte è davvero un peccato. Magari sarà l’occasione per scoprire qualche titolo inatteso, ma di sicuro sarà interessante vedere la varietà di modi in cui una folla di autori ha immaginato, caratterizzato e interpretato questi due illustri colleghi defunti.

Così, in fondo, perché no? Da lunedì prossimo, si parte alla scoperta di Marlowe&Shakespeare per iscritto. La faccenda si chiamerà Shakeloviana*. Non ho idea di quanto durerà. Per ora, si parte – poi si vedrà.

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* Credit where it’s due: grazie per l’idea, M.

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