E D. se ne salta fuori dal blu, e chiede se mi ricordo gli Avion Travel. E sì che mi ricordo. Mi ricordo da lontano lontano, come si ricorda la musica di un’altra vita…
Come oggi, quattrocentosei anni orsono, nella Sala dello Specchio di Palazzo Ducale a Mantova, Claudio Monteverdi finiva d’istruire cantori e cantatrici, danzatori e cori. E intanto si finiva di montar le scene, si davano gli ultimi ritocchi a pepli e calzari…
Il cremonese Monteverdi era nervoso: di lì a qualche ora, a torce accese, la compagnia avrebbe rappresentato per la corte del Duca Vincenzo Gonzaga la sua favola in musica Orfeo – quella che oggi consideriamo la prima vera e propria opera lirica.
Immaginiamoci allora con Vincenzo e la sua corte, ad assistere a questo spettacolo nuovo, mirabilmente complesso, raffinato e vivido… Qui in una bellissima versione del Liceu di Barcellona, diretta da Jordi Savall:
E, una volta tornati dal 1607 e dai festeggiamenti del carnevale gonzaghesco, buona domenica a tutti.
E così venerdì sera sono andata a vedere Les Misérables che, qualora non lo sapeste è la versione cinematografica del musical, e non del romanzo.
Mi ero posta ansiose domande su traduzione e doppiaggio – e invece sbagliavo: nulla di cantato è stato tradotto, a tutto beneficio dell’insieme. Oddìo, sottotitoli per sottotitoli, ho l’impressione che avrebbero potuto omettere di tradurre e doppiare anche i (non frequentissimi) parlati – e l’insieme se ne sarebbe giovato ancor di più, ma accontentiamoci così.
La povera R., che mi sono trascinata dietro, ha finto di non conoscermi quando, a film finito, ho lasciato la sala canterellando One Day More sulla musica dei titoli di coda. Poi però abbiamo incontrato A. (la bravissima Giovanna d’Arco di Bibi & il Re degli Elefanti), che ha detto di avere cantato sottovoce per tutto il film… R. si è un pochino consolata col costatare che, se non altro, c’è altra gente che soffre dei miei stessi esantemi.
E a questo punto, posso forse non mettervi a parte? Ovviamente no. E siccome non trovo il brano rilevante del film, ecco a voi One Day More, nella versione in concerto per il decimo anniversario della produzione londinese:
A titolo di curiosità, qui Jean Valjean è Colm Wilkinson, che nel film interpreta il Vescovo di Digne.
Sembrava che dovesse nevicare chissaché e invece nulla.
Contavo di ninnare via gli ultimi postumi dell’influenza guardando la neve dalla finestra, scaldandomi le mani attorno a una tazzona di tè… e invece nulla.
Mezzo mondo aveva profetato spanne di neve – ci si erano messe proprio tutte le sibille domestiche e istituzionali, dalla Madrina Peregrina al Tetto dell’Aeronautica, passando per il mio polso meteo e la Mariannissima. E invece nulla.
Non dalle mie parti, almeno.
E lo so che siete tutti sollevati da matti dalle mie parti, e seccati a morte dove invece la neve è arrivata, ma io…
Oh well, lasciate che mi consoli con Loreena McKennit, eh?
Anche voi riguardate questo film più o meno tutti gli anni di questa stagione – nonostante abbiate deciso da anni che siete troppo vecchi per commuovervici?
Anche voi rischiate di ricaderci tutte le volte?
Anche voi vi stupite tutte le volte di quanto è stonatello James Stewart?
Ad ogni modo, e visto che giorno è domani, ecco qui il finale, con Auld Lang Syne:
Ecco qui. E sì, lo so, lo so… Ma le feste natalizie, con annessi e connessi, non sono tanto il periodo in cui tutti siamo più buoni, quanto quello in cui siamo meno riluttanti a farci ricattare moralmente. E allora, ricatto sia.