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Piccolo Bollettino Notturno

Ecco, sarebbe più o meno a posto anche Why Came You Between Them, dal che potete dedurre che alla fin fine ho commesso il mio omicidio.

Poor Kit. Anche se non è difficilissimo sostenere che se la sia cercata con rara ostinazione.

E con questo avrei finito il secondo atto propriamente detto – e il resto sarebbe cornice, se non fosse che mi è sorto un dubbio nuovo. Credevo di sapere che doveva provocare chi alla baruffa mortale, e invece adesso non sono più così sicura.

Come dice Lasaggezzadeipopoli, la notte porta consiglio. E qualora non dovesse portarne affatto, come dice Rossella O’Hara, ci penserò domani. 

E intanto mi ruga da matti di non avere ancora un titolo…

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Piccolo Bollettino Notturno

E la scena è a posto. O quanto meno credo che sia a posto, ma sono talmente lessa che il mio giudizio potrebbe non essere dei più aguzzi.

Prendete una Clarina, tagliatela a dadini e fatela bollire in acqua salata fino a completa cottura…

Adesso Frizer ha una voce – del genere truculento.

E la battuta importante di Will è dove dovrebbe essere. Magari domani vorrò trafficarci ancora un po’, ma per adesso va bene così.

E il secondo atto è troppo, troppo, troppo lungo. Però ho in programma tagli massicci e cospicui sfrondamenti nella scena successiva alla successiva, per cui stiamo a vedere.

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Piccolo Bollettino Notturno

Nemmeno acceso il computer.

[-E da dove stai postando, o Clarina? -Non dal computer su cui scrivo.]

E nemmeno ci provo, perché sono sfinitella anzichenò e domani mattina si ricomincia molto presto.

Però sentite: è stata una meravigliosa giornata, e davvero non riesco a mugugnare per non avere combinato nulla.

Ecco.

E se venite a Mantova per il finesettimana, portatevi scarpe basse e comode, disse la Mantovana che avrebbe dovuto saperlo…

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Piccolo Bollettino Notturno

E anche Send Me Away (ovvero Deptford Parte I) è a posto.

Mi piaceva quando l’ho scritta e mi piace ancora. Buon ritmo, buone voci, buon conflitto. Peccato che serva più che altro da rampa di lancio per l’arrivo di Will nella scena successiva e per l’omicidio in quella dopo… Così l’ho potata da 1700 a 1200 parole, e adesso è più ragionevole.

Siccome non si butta mai nulla, tuttavia, ho salvato a parte parecchie battute cassate, che andranno benissimo per un altro play che sto progettando.

E che, a dire il vero, stavo progettando già da prima… ma questa è letteralmente un’altra storia.

Comunque, le mie intenzioni di finire la seconda stesura prima del Festival sono andate a farsi benedire, e per il resto della settimana il tempo da dedicare alla revisione sarà pochino…

On the other hand, si è già visto che a volte, meno tempo c’è più si combina, giusto?

Stiamo a vedere.

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Piccolo Bollettino Notturno

Whew! Making Way è finita. O quanto meno, è in un ragionevole stato di seconda stesura.

Non sono insoddisfatta – e posso raccogliere i dischetti di carta dal pavimento.

E adesso, sul tema di We’re off to see the wizard:

We’re off to go to Deptford,
The wonderful place by the Thames.
You’ll find it is a murdering place
If ever a murdering place there was.
If ever a murdering place there was,
Deptford is one because,
Because, because, because, because, because,
Because of the murder that happens there.
We’re off to go to Deptford,
The wonderful place by the Thames!

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Piccolo Bollettino Notturno

Ok, c’è voluta tutta la giornata e buona parte della notte, ci sono voluti tanti dischetti di carta da un pollice e 1/4 di diametro – ciascuno corrispondente a un gruppo di battute, ci sono volute quattro distinte sessioni di brainstorming, c’è voluto che la vera motivazione di Will in questa scena (e di conseguenza il vero conflitto della scena) mi franassero in testa nel bel mezzo del pranzo, c’è voluta un sacco di pazienza da parte della famiglia – ma Making Way II è conclusa.

Si capisce che è una prima stesura, a 1359 parole è troppo lunga e ci sono punti che ho lasciato un nonnulla ruvidi.

Adesso ci dormo su, domani la poto a circa 1200 parole, la lustro per benino e poi magari la sottopongo al mio one-woman-workshop.

Posso, F.?

Ma intanto è riscritta – e quando saremo a Deptford sarà tutto più semplice.

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Piccolo Bollettino Notturno

Sapevo, sapevo, sapevo che questa scena mi avrebbe dato da penare.

Ci ho trafficato attorno tutt’oggi a più riprese e poi, verso sera, F. è venuta ad ascoltare una traduzione impromptu dei miei sforzi. E mi ha fatto notare che quello che a me piaceva chiamare il nocciolo di Making Way era tutt’altro che chiaro e un tantino verboso.

No, non ha detto così, ma ha fatto le domande giuste – e in effetti il nocciolo è poco chiaro e verbosetto.

Così mi ci sono rimessa di buzzo buono con l’intenzione di snellire, snellire, snellire – e più snellivo, più mi rendevo conto che i problemi della scena erano due: troppa carne al fuoco per una scena sola e, quel che è peggio, nocciolo sbagliato.

Mixed metaphores, anyone?

E così, in un sussulto di buon senso, ho aperto un file nuovo e ho cominciato a riscrivere Making Way da zero. Però non sono andata molto lontano, perché pur avendo un punto d’entrata dalla scena precedente, un punto di uscita verso la scena successiva, un conflitto e una serie di idee su quello che Will e Kit devono dirsi, prima di scrivere devo dedicare qualche pensiero a come infilare tutto quanto in modo liscio e coerente.

Per cui adesso mi arrendo – a meno che non faccia un po’ di brainstorming su carta – e rimandiamo tutto a domani.

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Piccolo Bollettino Diurno

E come diavolo è che questa scena, più ci traffico, più s’ingarbuglia? E più cerco di potarla, più germoglia in direzioni inattese? E più mi c’infurio, più lavoro richiede?

‘Od rabbit it.

O*, nelle immortali parole di Winnie The Pooh: che rabbia.

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* Specifico, a seguito di domanda di non anglofono: “che rabbia” non è affatto una traduzione di ‘Od rabbit it – il cui senso potrebbe rendersi letteralmente come “Dio lo conigli.” Pittoresco, vero? C’è un motivo se adoro l’Inglese elisabettiano…

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Piccolo Bollettino Notturno

Be’, Making Way è a buon punto. Abbondantemente riscritta, relativamente potata, sciaguratamente allungata in places. Migliorata senz’altro. A Will, quando s’infuria, si scioglie la lingua e cresce un po’ di spina dorsale.

Ad ogni modo domani conto di finirla del tutto, e aggiungerci la sua piccola coda. Avevo in mente di farla adesso, la coda, ma temo di dovermi arrendere alla palpebra calante.

Dopodiché si lascia il bordello e ci si trasferisce a Deptford – e la parte di Deptford mi piace abbastanza così com’è.

Il che in tutta probabilità dovrebbe allarmarmi, ma quello è un ponte che attraverserò quando ci sarò arrivata – alla volta di domenica.

Quanto a finire prima del Festival… mah.