pennivendolerie · Storia&storie

History Will Be Kind su Amazon

History will be kind to me because I intend to write it,

diceva Winston Churchill, ovvero “La storia sarà gentile con me perché ho tutta l’intenzione di scriverla” – e in effetti non si può negare history-kind-sml-2che l’abbia fatto. I narratori storici, in genere, hanno aspirazioni più modeste, quando si mettono in testa di scrivere la storia… O forse non è del tutto vero o, anche se è vero, a volte le loro intenzioni vengono abbondantement superate. Pensate a quanto gente come Dickens o Scott abbiano influito non tanto sulla storia, ma sulla sua percezione da parte dei posteri.

E pensate alla soddisfazione quando un lettore vi dice di avere cambiato idea su un personaggio o un evento storico leggendo il vostro romanzo.

Ma non allarmatevi: se rimugino su tutto questo non è perché abbia intenzione di modellare la percezione della storia nei secoli a venire (anche se non dico che mi dispiacerebbe), ma perché History Will Be Kind, la prima antologia di The Copperfield Press, è disponibile su Amazon.

Come vi avevo già raccontato, contiene la mia storia elisabettiana Gentleman in Velvet, una vicenda di ambizioni, atti sconsiderati, conseguenze e prezzi da pagare che ha per protagonista un giovane Kit Marlowe.* Naturalmente c’è molto altro: una ricca collezione di narrativa e poesia storica ambientata in una varietà di periodi – con una spruzzatina di saggistica. Dal Messico del 1914 alla Terza Crociata, dall’Imperatrice Maud a Giovanna d’Arco ad Alessandro il Grande – History Will Be Kind è una piccola storia del mondo narrata per storie. Non so se Kipling avesse ragione quando diceva che, se la storia venisse raccontata in forma di storie, nessuno se la dimenticherebbe mai – ma di sicuro un racconto o una poesia possono aprire una finestra su un periodo o un avvenimento, risvegliare un interesse, presentare un altro punto di vista…

In fondo credo che, al di là del gusto o della compulsione a raccontare storie, ogni narratore storico aspiri un po’ a questo: aprire una finestra su quel che s’indovina tra le righe dei libri di storia, su quel che è perduto, su quello che non sappiamo più… È un buon momento, credo, per confessare che sesquipedale soddisfazione sia stata quando un’insegnante di storia in un liceo locale mi ha detto di aver fatto leggere ai suoi alunni il mio Somnium Hannibalis. “Per mostrare loro che non esiste solo il punto di vista romano…”

E forse History Will Be Kind è anche una piccola rassegna di modi in cui questo genere di bizzarra creatura, il narratore storico, persegue il suo bizzarro genere di ambizione.

Se a questo punto foste incuriositi, l’antologia si trova qui.
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* No, non siete sorpresi.

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E la Copertina!

Vi avevo detto di The Copperfield Review, ricordate? La rivista americana specializzata che pubblicherà nella sua prima antologia il mio Gentleman in Velvet…

Ebbene, ecco qui la copertina:

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Bella, vero? Io sono di parte – e quindi dirlo lascia esattamente il tempo che trova – ma la la adoro. Bear with me.

History Will Be Kind uscirà il 17 di novembre, e conterrà una quindicina tra racconti e poesie ambientati “in una varietà di periodi storici”, opere di altrettanti tra collaboratori storici di TCR e una manciata di nuovi nomi – tra cui la vostra affezionatissima.

Che posso dire? Non vedo l’ora, non vedo l’ora e non vedo l’ora…

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Oh – e no: ieri niente musica… Influenza. O parainfluenza. O quel che è. Sorry.

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Oltretinozza

Se non  vi dispiace, oggi mi compiaccio un pochino.

Copperfield

Cominciamo con un paio di paragrafi:

Sono nella bottega di mio padre, quando il servitore in livrea porta il velluto – a ricevere una ramanzina per aver fatto a botte. A otto anni sono un bambino riottoso. Ma l’arrivo della stoffa costringe mio padre a tagliar corto, e tutti – io e i due apprendisti – ci affolliamo attorno al banco del padrone, quello meglio illuminato, per veder sciorinare le dieci o dodici spanne di velluto.

S’increspa come acqua, di un rosso bruno che vira al cremisi nella luce obliqua del pomeriggio, e al nero nel cuore delle pieghe molli. Manda un sentore pulito e caldo, ricco nell’aria greve di pece e cuoio conciato con l’urina. Sembra un tale peccato tagliarlo in un paio di pianelle… Quando allungo una mano per toccarlo, mio padre mi bacchetta le nocche e mi spedisce di sopra, ancora in disgrazia – e che ci pensino mia madre e le mie sorelle, almeno fino all’ora di cena…

E questa è una traduzione improvvisata dell’inizio di Gentleman in Velvet. GiV, o Lettori, è uno dei miei racconti elisabettiani – e la notizia di oggi è che The Copperfield Review l’ha accettato per la sua antologia celebrativa. CopSmall

The Copperfield Review è una pluripremiata rivista americana online dedicata alla narrativa storica che, per festeggiare i suoi quindici anni, pubblicherà in ottobre la sua prima antologia. E GiV è uno dei quindici racconti scelti. L’antologia uscirà in ottobre, in formato elettronico e cartaceo, e questo significa una pubblicazione in America. Ho attraversato la Tinozza – o quanto meno, il mio Gentiluomo in Velluto l’ha fatto per me.

Vi terrò al corrente – ma intanto potete chiamarmi Isabella.