elizabethana · teatro

Mettendo in Scena Marlowe – Atto III

Kit or soVi avevo detto che di plays su Marlowe ce ne sono tanti? Be’, era proprio vero. D’altra parte va detto che è un personaggio perfetto: poeta, tragediografo, ateo, spia, irrequieto sotto tutti gli aspetti con un talento per mettersi nei guai… Quindi non c’è da sorprendersi poi troppo se questa faccenda sta diventando una storia in molti atti.

Soprattutto se consideriamo come ai plays che hanno Kit per protagonista, vadano aggiunti quelli in cui il nostro giovanotto ricopre un ruolo più o meno secondario, di solito a lato di Shakespeare.

321C’è persino un’opera lirica in proposito: William, musicata dallo svedese Tommy B. Andersson su libretto del parimente svedese Hakan Lindquist nel una dozzina d’anni orsono… Ora, il libretto non l’ho letto, ma da sinossi e interviste mi par di capire che la storia consista nel piazzare uno Shakespeare innamorato in tutti gli snodi della vita di Marlowe. I due si avvicinano gradualmente, il più cinico e fiammeggiante Marlowe comincia a ricambiare, i due cominciano a meditare di unione delle anime, dei corpi e delle penne – ma, prima che ciò possa accadere in pieno, arrivano Deptford e la coltellata fatale.Channel190

Un rapporto diametralmente opposto – ma a suo modo non meno stretto – si trova in The English Channel, di Robert Brustein, il cui Will Shakespeare non ha una personalità terribilmente definita. È una sorta di spugna che assorbe (e annota) tutto quello che sente. È una manciata di cera morbida, pronta a modellarsi su qualsiasi forma  lo colpisca. È un ladro, dice Kit Marlowe. Un ladro di parole, di espressioni, di sentimenti – e occasionalmente di versi. E lo dice con qualche acidità – ma d’altra parte questo Kit non potrebbe mai essere così neutro e flessibile: un radicale fiammeggiante, è sempre lui a parlare in tutti i suoi personaggi. Marlowe foggia l’umanità a sua immagine e somiglianza, mentre Shakespeare foggia sé stesso in forma di varia e molteplice umanità. E quando Marlowe muore, il suo fantasma inappagato chiede a Will di essere la sua voce, il canale attraverso cui prendono vita le idee che la pugnalata fatale a Deptford ha, so to say, soffocato in culla. E Shakespeare accetta, e tutto diventa una faccenda di rapporto tra artista, ispirazione/i e opere…

Sil2Simili e diverse al tempo stesso sono le cose in Shakespeare in Love – e non sto parlando del film, ma della versione teatrale, in cui il ruolo di Kit è più ampio e più fondamentale. Qui Kit è l’amico e il confidente di Will, il cyrano ironico che gli suggerisce parte del sonetto 18 sotto il balcone di Viola, è il punto fermo la cui perdita fa maturare il ragazzo – e alla fine è il fantasma che rimette tutto in prospettiva. E la prospettiva, a differenza del film, non è quella della storia d’amore, ma quella del teatro. Diverso è il rapporto tra i due poeti, ma simile è la funzione di Kit: chiave di volta, ispiratore (più o meno diretto), pietra di paragone, passatore di testimone…

Insomma, può darsi che io sia di parte – ma si direbbe che non sia la sola: anche quando non è protagonista, Marlowe non rimane precisamente nell’angolo, vi pare? Alla fin fine è sempre la morte di Kit a fare di Will l’autore che è: senza Kit non ci sarebbe William Shakespeare – nel bene e/o nel male.

Spigolando nella rete

Come Scrivere Un’Opera

Il Savonlinna Opera Festival è probabilmente il più famoso festival lirico finlandese. Mettono in scena un mix di opere di repertorio e produzioni contemporanee sullo sfondo di un imponente castello medievale in mezzo a un lago. Non ci sono mai stata, ma mi piacerebbe.

Così come mi piacerebbe prendere parte, una volta in vita mia, alla realizzazione di un’opera. E chissà che adesso non ci riesca.

Perché adesso SOF ha in forno un progetto favoloso: OperaByYou è finalizzato a produrre la prima opera lirica collaborativa creata da una community online. Nel corso dei mesi hanno scelto ed elaborato un libretto intitolato Free Will, una storia in cui Dio e Lucifero si contendono l’umanità a colpi di manipolazione e libero arbitrio. La sinossi originale è dell’italiano Graziano Gallo, ma tutti possono partecipare alla scrittura del libretto, all’ideazione del finale, alla composizione della musica e alla progettazione delle scene tramite questo sito.

E siccome non solo ho una debolezza nei confronti dell’opera lirica, ma ho sempre desiderato scrivere un libretto… Sì, non sghignazzate: storie simboliche, parole musicate in un contesto che combina tante diverse forme di arte, sforzi diversissimi tra loro che si intrecciano e mescolano per formare un insieme unico. Non sono sicurissima di essere una buona giocatrice di squadra, ma questo è qualcosa che vorrei tanto fare.

E così, per cominciare, mi sono iscritta al progetto qui, ho scaricato il materiale, ho inviato un progetto per il finale qui e adesso ho intenzione di provare a partecipare alla scrittura. Free Will andrà in scena a Savonlinna nel Dodici: un’opera vera, un cast di ottanta persone e la magnifica possibilità di prendere parte alla creazione! E’ il genere  di cose per cui adoro Internet.

Oh, e giusto per non avere l’aria di prenderci troppo sul serio, c’è anche questo giochino che permette di creare una miniopera con i personaggi di Free Will. Er… tanto per dire, questo è il primo atto di The Artist’s Fate, su libretto della Clarina. Non so se saprò trattenermi: può darsi che altri atti seguano.