gente che scrive · Poesia

Febbre Di Mare

john masefield, salt-water ballads, C’è un che di Kiplingiano ma non troppo in John E. Masefield, l’orfano che voleva diventare marinaio e non ci riuscì. Amava il mare e le navi, ma non ne possedeva la tempra fisica e, soprattutto, voleva scrivere.

E così scrisse – diventando romanziere storico e per fanciulli, memorialista, biografo e Poet Laureate d’Inghilterra dal 1930 alla morte*.

Però non smise di scrivere di mare, e le sue Salt-Water Ballads, pubblicate per la prima volta 110 anni orsono, si possono considerare un equivalente navale delle Barrack Room Ballads di Kipling.

Un altro particolare molto kiplingiano (dal mio punto di vista, almeno) è questo: sapevo dell’esistenza di Masefield, ma lo consideravo un autore per fanciulli per via di The Midnight Folk e relativi seguiti, ma fino a poco tempo fa non mi era mai capitato di leggere le sue poesie.

E le poesie mi hanno rivelato un altro Masefield, del tutto diverso. Per cui, in omaggio all’umor nautico di questo periodo, e agli scrittori che sembrano qualcosa e invece sono tutt’altro, eccovi i versi del mio nuovo incontro con Masefield. Potrebbero quasi suonare convenzionali, se non fosse per l’urgenza del desiderio in tutti quegli and, and, and , e nelle ripetizioni, e nel ritmo battuto dal rincorrersi di parole mono- e bisillabiche…

Sea-Fever

I must down to the seas again, to the lonely sea and the sky,
And all I ask is a tall ship and a star to steer her by,
And the wheel’s kick and the wind’s song and the white sail’s shaking,
And a grey mist on the sea’s face and a grey dawn breaking.

I must down to the seas again, for the call of the running tide
Is a wild call and a clear call that may not be denied ;
And all I ask is a windy day with the white clouds flying,
And the flung spray and the blown spume, and the sea-gulls crying.

I must down to the seas again to the vagrant gypsy life,
To the gull’s way and the whale’s way where the wind ‘s like a whetted knife ;
And all I ask is a merry yarn from a laughing fellow-rover,
And quiet sleep and a sweet dream when the long trick’s over.


veliero, john masefield, salt-water ballads

E se mai vi venisse voglia di leggerne di più, qui trovate le Salt-Water Ballads complete presso Internet Archive**, in una varietà di formati da  scaricare  o leggere online.

Se vi piacciono velieri, tempeste e avventure nautiche vecchia maniera, potreste fare di peggio.

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* Chissà se gli pagavano lo stipendio in sack? Il sack è una specie di sherry, e a quanto pare, ancora nel tardo Settecento i Poets Laureate d’Inghilterra ricevevano l’intero stipendio in sack – pratica che in seguito perse importanza senza sparire completamente che in tempi relativamente recenti…

** E invece qui, sempre presso IA, trovate un certo numero di altre sue opere.