libri, libri e libri

Cronache Nogaresi

Ecco, poi invece ci sono le presentazioni praticamente perfette (come Mary Poppins), in cui tutto va così bene da non crederci.

A cominciare dal relatore, che non solo ha letto il libro con vorace entusiasmo, ma è pieno di buone idee, intuizioni e domande stimolanti, discute una scaletta flessibile, nota l’onnipresenza del vento nell’imagery, fa le battute al momento giusto e non batte ciglio quando bisogna rinunciare al proiettore all’ultimo momento. Confesso di non avere mai preparato tanto approfonditamente una presentazione come con l’Ing. Bocchi – nemmeno la discussione della tesi di laurea!

Poi i lettori, con un contingente di Histriones a curare il reading di quattro tra le mie pagine preferite. Detto en passant, è stato bizzarro sentire l’interprete di Re Antioco, cimentarsi con la narrazione in prima persona di Annibale.

Poi ancora il pubblico, non numerosissimo ma motivato, attento e percettivo. Benché avessimo leggermente sforato sul tempo, nessuno è fuggito e ci sono state numerose domande – una più pertinente e interessante dell’altra.

Persino il tempo – pomeriggio e crepuscolo bigi e piovosi – sembrava fatto apposta per incoraggiare una raccolta atmosfera da libri e chiacchiere… mancava soltanto il fuoco nel camino. E infine una gradevolissima e allegra cena tra autori e organizzatori, a base del locale risotto con le noci, per poi tirare tardi chiacchierando di poeti crepuscolari e diffusione dei dialetti.

Insomma, questa volta nulla – ma proprio – nulla è andato storto. Il mio bilancio personale del Festival della Letteratura di Nogara è davvero ottimo: tanto entusiasmo, un’organizzazione attenta, disponibile e simpatica, un pubblico interessato e partecipe – che si potrebbe volere di più?

E al mio finesettimana dei sogni va aggiunto che il debutto di Bibi a Gonzaga è stato una meraviglia: tanta gente – genitori e bambini – ad applaudire uno spettacolo realizzato deliziosamente, con una regia asciutta, efficace e lieve al tempo stesso, e dei bravissimi interpreti. Essì, sono molto, molto, molto soddisfatta. C’è un che di speciale nel vedere i propri personaggi prendere vita sul palcoscenico. Non credo di avere finito con il teatro, if I’m to have any say in the matter.

Spero di avere presto delle foto di entrambe le giornate.

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