Isoletta · libri, libri e libri

Biblioteche II

Si parlava, ieri sera con M, di biblioteche… e, cresciute in città diverse, ciascuna raccontava un po’ delle “sue”.

“Mi fai venir voglia di farci un post,” le ho detto – e solo dopo mi è tornato in mente che ne avevo già fatto uno, anni fa… questo qui, in cui dicevo del mio tardivo rapporto con questo genere di luogo… E rileggendolo, mi è parso che il post in questione parlasse di cose lontane lontane…

Well, yes – alcune lo sono davvero, come il Ginnasio, l’Università, l’Erasmus… Altre, lo sembrano soltanto. Continua a leggere “Biblioteche II”

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Ricapitolando…

E mi rendo conto  solo adesso – tempo di bilanci and stuff – che all’inizio del Ventuno non ho fatto propositi pubblici. Nemmeno l’ombra, né qui né su Scribblings…

Qui addirittura avevo iniziato l’anno rimuginando cupamente su come e perché avessi rinunciato a un concorso importante sull’Isoletta. Gloomy, nevvero? Niente propositi – e una rinuncia… Continua a leggere “Ricapitolando…”

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Qualcosa – qualcosa… la storia del libricino rosso e grigio

È un arnesetto in brossura della Dover Thrift, sottile sottile, con le pagine un po’ ingiallite all’orlo e le mie iniziali timbrate a secco nell’angolo destro in alto del frontespizio… e non mi ricordo da dove arrivi. Continua a leggere “Qualcosa – qualcosa… la storia del libricino rosso e grigio”

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Quel che dovrei leggere…

Parlavasi ieri con L. di libri e letture – e ho ammesso, non per la prima volta, che non leggo praticamente più nulla di ambientazione contemporanea.

“Forse dovresti, ogni tanto…” ha osservato L. “Almeno per farti un’idea, visto che ti occupi del campo.”

E sapete, L. ha perfettamente ragione. Dovrei, dovrei proprio – non foss’altro che per non sembrare del tutto arroccata su un platano. Ricordo ancora vividamente la presentazione durante la quale la bravissima moderatrice mi chiese chi fossero i miei autori preferiti… “Conrad,” dissi io, ovviamente. “Kipling, poi ovviamente gli Elisabettiani…” Lei chiese se c’era nessuno di contemporaneo, e io snocciolai Barry Unwin, Patricia Finney e qualche altro nome così. “Ma… Qualche autore italiano? O almeno tradotto?” E io non avevo nulla da rispondere.

Quindi sì: L. ha perfettamente ragione.

E tuttavia…

Il fatto si è, vedete, che negli anni mi sono accorta di avere davvero poco tempo per leggere per il mio piacere – as opposed to leggere per lavoro, studio e documentazione. Con questo non voglio dire che quel che leggo per altri motivi non sia spesso piacevolissimo – ma leggere narrativa senza secondi fini è cosa ormai confinata alle quotidiane ore piccole, alle Reading Weeks, e all’occasionale domenica pomeriggio.

Ho memorie felici dei tempi in cui leggevo tantotantotanto – a volte anche un libro al dì… ma che volete che vi dica? Gli occhi, la resistenza, e malinconicamente forse anche il sacro fuoco, non sono più quelli di un tempo. Per cui leggo ancora più che posso, e leggerò sempre – ma bisogna venire a patti con il fatto che il tempo per farlo è limitato.

E con il fatto sono venuta a patti in questo modo: siccome ho poco tempo per leggere, leggo solo cose che mi piacciono davvero. Scelgo libri che mi attirano davvero e, se qualcosa non mi piace, lo lascio e passo oltre. E anche questa è stata una conquista lenta e faticosa – perché per molti, molti anni ho finito tutto quello che cominciavo, anche se non mi piaceva, anche se mi annoiava da morire o mi levava il sonno. Mi ci son voluti decenni a decidere che la lettura non ha bisogno di essere una questione di principio…

Ad ogni modo, non posso negare che questa duplice selezione tenda a lasciare in piedi quasi solo romanzi storici e saggistica storica, per lo più di autori anglosassoni – vivi o meno.

È un problema? Sì, l’ho già ammesso. Non a livelli cosmici, certo – ma un problemetto.

È risolvibile? Assolutamente sì. Basterebbe leggere più contemporanei – di anagrafe e d’ambientazione. Almeno qualcuno. Dopo tutto non è difficile leggere qualcosa in più di praticamente nulla, giusto?

Ho intenzione di porre rimedio? Er… well. È una di quelle cose come catalogare i libri dello studio, rimettermi a studiare il Tedesco e sgelare il freezer: prima o poi mi ci proverò.

E voi, o Lettori? Riuscite a leggere quanto vorreste? Ci sono cose che vi parrebbe di dover leggere – solo che…? E, già che ci siamo, finite sempre tutto quel che iniziate? Do tell!

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Il Giocatore di Scacchi

Sì, sì – ancora la Romantica Mondiale Sonzogno, ma abbiate pazienza, perché questa è una chicca. Non l’unica, sospetto vivamente – ma una chicca notevole: il Giocatore di Scacchi, di Henri Dupuy-Mazuel.

Cominciamo col dire che quando, qualche anno fa, sono giunta all’originale francese, Le Joueur d’Échecs, per vie molto traverse, mai e poi mai mi sarei aspettata che ne esistesse una traduzione italiana… Continua a leggere “Il Giocatore di Scacchi”

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Racconti Turbolenti

Non so voi – ma per me agosto sarebbe un mese pigro…

Letturaletturalettura, un nonnulla di cura dello stagno, ancora lettura, verdura dell’orto ancor calda di sole, lunghi pomeriggi dorati (magari con tanto di pigozzetto postprandiale), tè alla menta, placido freewriting quotidiano, tramonti lunghissimi, sere azzurre, qualche vecchio film in technicolor, stargazing in giardino, ancora letturaletturalettura fino a tarda notte con i grilli negli alberi…

Puro idillio, n’est-ce pas? Continua a leggere “Racconti Turbolenti”

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Il Richiamo dell’Estate

Immaginate una mattina di luglio: la Clarina se ne sta al computer, intenta a fare più cose al tempo stesso. Cerca immagini di miniature medievali, e intanto con un lobo del cervello ascolta musica secentesca, e intanto prepara elenchi di fatture, e intanto organizza orari per le prove di stasera via Whatsapp, e intanto si chiede se sia ora per un’altra tazza di tè, e intanto… Continua a leggere “Il Richiamo dell’Estate”

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Il Corradino Ritrovato

Il dramma di Corradino di Svevia, di Salvator Gotta e Andrea Fanton. Libro per fanciulli, e gl’inizi della ricerca difatti risalgono alla mia lontana preadolescenza, quando soffrivo di medievite grave e Manfredi di Svevia era il mio eroe… E di Manfredi Corradino era il nipote – close enough, tutto considerato – ma il libro per fanciulli proprio non si trovava. Uscito di catalogo presto, immagino, e refrattario alle mie ricerche. Anni più tardi, venuta l’era di internet, ci riprovai – e nulla. Nemmeno una traccia, davvero, da nessuna parte, se non una manciata di copie in altrettante biblioteche remote… Continua a leggere “Il Corradino Ritrovato”

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Pasqualità di carta e inchiostro

Ma vi siete accorti di quanto Pasqua sia giusto dietro l’angolo?

Da non credere. Non so voi – ma a me è arrivata addosso proprio a tradimento, quest’anno. Mentre non guardavo, si è avvicinata in punta di piedi – e… tac! Fra sei giorni è Pasqua.

E a dire il vero, non so troppo che cosa farne, di questa seconda Pasqua dell’Era Covid. Per tutta una serie di motivi, ho sempre sentito la Pasqua molto meno del Natale, e nel corso degli anni le tradizioni famigliari si sono andate assottigliando… adesso, per la seconda volta, non si possono seguire nemmeno quelle. Insomma, non c’è nulla da fare: per me l’atmosfera pasquale (such as it was) è alquanto evaporata.

E però questa mattina, quando mi sono improvvisamente resa conto che è proprio quasi Pasqua, mi è anche venuto in mente che c’è una tradizioncella del tutto personale che potrei, dovrei, vorrei recuperare: un romanzo storico di ambientazione medievale.

E voi magari adesso levate gli occhi al cielo, e domandate: ma che c’entra mai, o Clarina? Continua a leggere “Pasqualità di carta e inchiostro”