scrittura

What If…

Non ricordo se vi ho già parlato di IdeasForWriters, il sito di Dave Haslett. Uno dei motivi per cui mi piace, sono i What Ifs che arrivano periodicamente per posta elettronica se ci si iscrive alla newsletter. Internet è piena di posti in cui si trovano writing prompts: provate a inserire le due parolette in un motore di ricerca, e vi ritroverete inondati.

Quelli di Dave si distinguono dalla media, perché non si limitano a suggerire qualche fumosa idea di partenza, ma forniscono un conflitto vero e proprio, completo di aspetto singolare – e al tempo stesso lasciano tutte le porte aperte. Ve ne traduco alcuni, e vedrete che cosa intendo.

Che succederebbe se…

1. …non riuscissi a farti licenziare, per quanto ci provassi?
2. …fossi disposto a tutto pur di vendere?
3. …fossi compiaciuto di avere perso?
4. …il funerale fosse stato cancellato?
5. …non riuscissi a distinguere un suono dall’altro?

Voglio dire: un licenziamento è un conflitto, ma voler essere licenziati e non riuscirci a nessun costo è un conflitto fuori dalla norma. E perché ci si vorrebbe far licenziare? E, ancora più interessante, perché non ci si dovrebbe riuscire? Avere perso implica una situazione di conflitto, ma esserne compiaciuti cambia un bel po’ le cose… si è perso apposta (dopo essersi impegnati per perdere) o si è scoperto che, dopo tutto, è meglio così?

E via dicendo. Non sono solo vaghi suggerimenti: sono storie in nuce – proprio quello che i prompts dovrebbero fare.
 

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