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La Giusta Parola – ovvero Piccole Gioie Del Traduttore Occasionale

Alan.jpgVi ricordate di Alan Breck Stewart?

Forse sì, visto che ogni tanto vi infliggo qualche rapsodia in materia. E’ più improbabile che vi ricordiate del mio prurito linguistico a proposito della strepitosa battuta in cui, dopo avere sconfitto da solo una mezza dozzina di avversari, Alan si rivolge al narratore David così:

And tell me: am I no’ a bonny fighter?”

Da traduttrice occasionale, come dice lo header qua sopra, non mi sono mai cimentata davvero con la traduzione letteraria – questa eterna caccia al giusto equilibrio tra coscienza ed efficacia – però ho una passione per le espressioni apparentemente intraducibili a cui strologare una versione convincente. E’ un giochino utile e dilettevole per le lunghe attese, quando si sia dimenticato di portarsi un libro, e può durare anni, perché leggendo altro si trovano sempre altre sfumature, altri contesti, altre connotazioni, altre possibili corrispondenze, altri colori…

Ecco, quel Bonny Fighter è uno dei pezzi della mia collezione, forse il mio preferito fin dal giorno in cui l’ho letto per la prima volta, diciotto o diciannove anni fa, seduta in una sala da tè di Edinburgo, mentre aspettavo che spiovesse almeno un pochino.

Qui trovate le premesse della faccenda in dettaglio – compresa una piccola disquisizione letteraria in proposito – ma il sugo è che l’aggettivo bonny raccoglie una serie di connotazioni di ammirazione quasi affettuosa che “un buon spadaccino”* non rende, e cose semanticamente più affini come “una delizia di spadaccino” fanno suonare più leziose di quanto sia il caso.

Ebbene, rejoice with me. Col tempo e con la paglia, i miei rimuginamenti hanno fatto maturare una nespola di cui non sono insoddisfatta:

“E dimmi: non sono un fior di spadaccino?”

Din, don, dan. Siccome non conosco tutte le traduzioni italiane di Kidnapped, non è impossibile che altri ci siano arrivati – magari decenni prima di me. E se devo dirla tutta, nemmeno spadaccino mi convince fino in fondo: ha la giusta intonazione guasconcella, ma forse non è come Alan definirebbe sé stesso… Magari “un fior di duellatore”?

Ci penserò. In quasi vent’anni ho sistemato a mio piacimento bonny – adesso posso procedere con fighter. Ne riparliamo attorno al 2030. Che posso dire? Ciascuno è malato alla sua maniera.

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* Piero Gadda Conti, traduzione Anni Cinquanta per Rizzoli.

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