gente che scrive · Poesia

Giornata Nazionale Del Gatto

Ebbene sì, esiste anche questa.

edward lear, foss, giornata del gattoVoi credete al principio secondo cui l’umanità si dividerebbe in dog personscat persons – ovvero gente che ama, capisce e possiede cani, e gente che ama, fa il suo meglio per capire e convive con gatti? Io non molto, ad essere sincera. Sarà che per tutta la vita sia cani che gatti hanno girato per casa mia, e non saprei definirmi esclusivamente attaccata all’uno o all’altro genere di quadrupedi… Sono due tipi di gente molto diversa, questo è certo, al punto che non vedo come possano escludersi vicendevolmente dalla considerazione di un padrone.

Ma sto divagando, è di gatti che si parla oggi – vediamo di restare in tema. E edward lear, foss, giornata del gattopotremmo cominciare col fatto che molti scrittori sembrano aver legato bene con uno o più gatti. Poe e l’adorabile Catterina, Hemingway e la sua colonia di gatti, Stephen King e Clovis, Aldous Huxley che consigliava agli scrittori di tenersi accanto un gatto… Senza parlare dei gatti-musa: Edward Lear disegnò spessissimo l’inseparabile Foss*, ispiratore di The Owl And The Pussy Cat, T.S. Eliot incluse Jellylorum nel suo Old Possum’s Book of Practical Cats, Peter Gethers dedicò ben tre romanzi alle avventure del suo Norton, Thomas Gray scrisse un’ode in memoria di Selima, la gattà di Walpole che annegò nella vasca dei pesci rossi, Dorothy L. Sayers, che scriveva poesie oltre ai gialli, ne dedicò due al suo Timothy, e Christopher Morley mise in poesia l’attitudine al furto del suo Taffy.

E in realtà il fenomeno non è limitato agli scrittori: Freddie Mercury trovò modo di infilare il suo Delilah (sì – maschio) sulla copertina di Innuendo, mentre Mourka, il gatto di Balanchine è il protagonista di una “autobiografia”, e indovinate un po’ chi è Rupi, di Rupi’s Song di Ian Anderson?

edward lear, foss, giornata del gattoBadate che quasi mai si tratta di effusioni o tenerezze. I gatti letterari del mondo anglosassone sono per lo più gente tosta, dalla determinazione inscalfibile e dalle tendenze criminali. Dovete sapere che a un certo punto la Disney contattò la vedova di T.S. Eliot con l’idea di trarre un cartone animato da Old Possum’s Book of Practical Cats, e lei rifiutò. Quando, anni dopo, Andrew Lloyd Webber si fece avanti proponendo un musical, Mrs. Eliot esitò, ma poi finì con l’accettare quando si rese conto che ALW non aveva nessuna intenzione di ritrarre i Practical Cats dei “mici”. E in effetti, Cats ha ben poco di tenero e soffice.

Si direbbe che gatti e artisti prosperino bene insieme – come sembra dimostrare anche questa serie di fotografie… Sarà l’imprevedibilità, l’irriducibile personalità, la combinazione di perfetto egoismo e inopinate tenerezze, la predisposizione a lunghe ore di immobilità, l’intensità di proposito…? Godendo della compagnia di due egocentrici, gelosissimi felini con il dono della sorpresa, il senso del dramma e un talento combinato per il disastro su vasta scala, posso dire con cognizione di causa che si tratta di creature dalle vaste possibilità. Osservare un gatto non è mai tempo perso, e molti gatti sembrano possedere personalità e vite eminentemente narrabili. giornata nazionale del gatto, tess&udrotti

Essendo la giornata che è, lasciate che vi presenti i miei due soriani, Tess e Udrotti (conosciuti anche come The Tabbbies, The Bigginses, The Garden Tigers, Disgrazia&Sciagura SnC, Bedlam Inc. e un sacco di altri nomi meno carini), qui ritratti in un raro istante di quiete. Se dicessi di non avere mai pensato di scrivere qualcosa su di loro, mentirei.

E finiamo con qualche link felino.

– Di nuovo, caso mai vi fosse sfuggita prima, Writers & Kitties, una deliziosa raccolta di foto di artisti con i loro gatti.

– Poesie d’argomento felino in Italiano e in Inglese.

– Due spassosi articoli sul rapporto tra gatti e scrittori – dal punto di vista felino. Uno qui e uno qui.

– Le meravigliose strisce a fumetti di Hallmarks of Felinity.

– L’adorabilmente distruttivo Simon’s Cat.

E per finire… T.S. Eliot in persona che legge The Naming Of Cats (di cui trovate una traduzione orfana nella pagina di poesie in Italiano…):

The Naming of Cats is a difficult matter,
It isn’t just one of your holiday games;
You may think at first I’m as mad as a hatter
When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.
First of all, there’s the name that the family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,
Such as Victor or Jonathan, or George or Bill Bailey –
All of them sensible everyday names.
There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:
Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter –
But all of them sensible everyday names.
But I tell you, a cat needs a name that’s particular,
A name that’s peculiar, and more dignified,
Else how can he keep up his tail perpendicular,
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?
Of names of this kind, I can give you a quorum,
Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,
Such as Bombalurina, or else Jellylorum –
Names that never belong to more than one cat.
But above and beyond there’s still one name left over,
And that is the name that you never will guess;
The name that no human research can discover –
But THE CAT HIMSELF KNOWS, and will never confess.
When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:
His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable effable
Effanineffable
Deep and inscrutable singular Name.

E voi? O meglio: e i vostri gatti?

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* E sono schizzi di Lear con Foss per soggetto a illustrare questo post. A parte l’ovvia eccezione.

4 pensieri riguardo “Giornata Nazionale Del Gatto

  1. Personalmente credo di essere una cat person – non ho passato un singolo giorno della mia vita, dall’età di un anno, senza almeno un gatto nelle vicinanze.
    Ho imparato a gattonare (…) e a camminare inseguendo il gatto di casa.
    Ed uno di questi giorni infilerò il cane dei vicini con una freccia, come uno spiedo, bestiaccia dannata…

    Nell’elenco degli scrittori dai gusti felini, segnalo
    . il buon vecchio H.P. Lovecraft: oltre a svariati racconti e poesie, il fondamentale articolo “Cats and Dogs, che trovi qui http://www.hplovecraft.com/writings/texts/essays/cd.asp)
    . naturalmente Fritz Leiber – un personaggio chiamato Gray Mouser, un gatto praticamente in ogni storia (esiste in circolazione un mio dotto articolo sui gatti nella narrativa leiberiana); fondamentale “Spacetime for Springers”, su un gatto che si crede dio.

    E naturalmente 100 punti per aver citato il tristemente dimenticato Mr Lear (ed il suo gatto Foss, naturalmente).

    When I was an old man, I had a cat named Foss
    Now he’s gone I wander on
    With this unbearable sense of loss

    Peccato che ci sia anche una penalità di 100 punti per aver ciccato il titolo della canzone di Ian Anderson (non dei JT), che è “Rupi’s Song”.
    Ma a parte questo increscioso errore, ottimo post!

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