cinema

Bonnie Prince Charlie

Scopro, senza esserne particolarmente sorpresa, che esiste una versione televisiva di The Master of Ballantrae. Se dicessi che mi piace molto, mentirei – tra l’altro, ho sempre immaginato James Durie come una persona dall’aria più pericolosa di Michael York. Però badate ai primi due minuti e mezzo, con lo sbarco di Charles Edward Stewart sulle coste scozzesi nel 1745.

Fuochi, mare mosso, cornamuse, stendardi al vento, benedizioni, folla osannante e armata, cavalli che caracollano… tutto molto avventuroso e pittoresco, tutto molto stevensoniano, in quella maniera che ci fa simpatizzare per i Giacobiti a dispetto di tutto – non foss’altro che per il fatto di sapere come andrà a finire. Magari ne parleremo, una volta o l’altra.

E buona domenica.

9 pensieri riguardo “Bonnie Prince Charlie

  1. È lo stesso che passò la RAI nei primissimi anni ’80 (o forse erano i tardi anni ’70)?
    Così ad occhio mi pare una versione diversa – il che significherebbe che esistono DUE Masters of Ballantrae… il che avrebbe anche un certo senso, se vogliamo…

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  2. Ah, quasi speravo… perché Kidnapped (a sua volta trasmesso dalla RAI alla fine degli Anni Settanta) ho creduto a lungo di averlo visto solo io – why, ho sospettato di essermelo immaginato, prima di trovare un’altra persona o due – ma mica tante – che ne confermavano il passaggio sulla tivvù nazionale…

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  3. Ti dirò che il link non funziona, ma ti credo sulla parola 🙂
    Uno dei classici sceneggiati, dunque. E considerando anche Kidnapped, se ne deduce che alla fine degli Anni Settanta la RAI ebbe un periodo stevensoniano?

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  4. (curioso, a me funziona…)

    È ragionevole la vena stevensoniana… prima non c’era stato anche uno sceneggiato de L’Isola del Tesoro (in bianco e nero, attorno al 1972? Vaneggio.”)

    Io trovo curioso che la sceneggiatura risulti essere Martin Worth, pilastro della programmazione BBC e non (Poldark, Survivors, Onedin Line), che aveva sceneggiato un Master per la TV inglese nel ’75… per cui sorge il dubbio che noi si sia solo fatta la traduzione della sceneggiatura dell’originale inglese (triste, eh?)

    Continuando a scavare, scopro anche che lo ha ridistribuito Fabbri Editore, su DVD, in una collana di sceneggiati per ragazzi (beh, è di quello che ha fatto l’Isola del Tesoro, no…? allora, storia per ragazzi…)
    La follia.

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  5. E non lo so: mi dice che è impossibile trovare il sito…
    Anyway, si direbbe che si sia fatta la traduzione e poi Majano ci abbia sfrucugliato un po’… Che abbiano mantenuto la struttura e riscritto i dialoghi? Odd. Sono curiosa. Cercherò.
    E certo: per ragazzi. Come no? *sigh*

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  6. Mah, anche quello era un argomento del quale avevo discusso a suo tempo in un post dimenticato sul mio blog – come la narrativa popolare per adulti di una generazione viene declassata a narrativa per ragazzi dalle successive… Stevenson, Poe, Verne, Wells, Rider-Haggard, lo stesso Salgari… mentre la narrativa strettamente per ragazzi o viene iconizzata o scompare.
    Strano forte, eh?

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