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Piratesche Bizzarrie

mistero shakespeare,ebook,google analytics,facebook,emuleVi racconto una faccenda che mi lascia un nonnulla perplessa. Poi magari qualcuno interpreta e mi spiega.

Allora, vi ricordate di Mistero Shakespeare, l’e-saggio di Lucius Etruscus sulla questione del Vero Autore? MS è uscito il 29 di maggio, e un paio di giorni più tardi ne abbiamo parlato qui.

Il 3 di giugno, sulla base di Google Analytics, Lucius costatava che, nonostante il suo lancio e il mio, la pagina poteva contare soltanto ventiquattro visite – e solo un sesto dei visitatori aveva scaricato l’ebook.

Numeri piccini picciò, e non particolarmente incoraggianti, vero?

Ebbene, martedì 18, all’indomani della presentazione di un nuovo romanzo shakespeariano, Lucius ha lanciato MS anche su Thriller Magazine…

Splash!

Almeno in parte: nella giornata di martedì sul sito sono piovute 80 visite, e addirittura 458 visualizzazioni e sei condivisioni della pagina FaceBook in proposito. Dopodiché solo in 24 hanno cliccato il link per la pagina da cui si scarica l’ebook, e di questi 24 solo 5 hanno scaricato per davvero…

Ok, forse dopo tutto non c’è tutto questo interesse per la saggistica shakespeariana. Nemmeno se è breve e gradevole. Nemmeno se è gratuita. O forse proprio perché è gratuita? mistero shakespeare,ebook,google analytics,facebook,emule

E si potrebbe pensare di farsene una ragione se non si confrontassero i dati dello stesso ebook su eMule. 

Attenti bene, siore e siori: pare che, prima del secondo lancio su Thriller Magazine, ovvero nello stesso lasso di tempo in cui è stato scaricato 4 (quattro!) volte per vie legittime e legali, Mistero Shakespeare sia stato piratato in ben 29 e-copie. E no, nemmeno questo è un numero epico, ma è sette volte la quantità di acquisizioni legittime.

Eppure è lo stesso ebook, parimenti gratuito… Posso confessare di non capire del tutto?

Dato il periodo, mi vien da ipotizzare maturandi disperati, gente che non legge e-riviste specializzate o blog, ma cerca last minute comfort per la tesina d’Inglese – in una versione 2.0 di Stalky, Beetle & M’Turk che si presentano all’esame con il libro di Delia Bacon. L’ipotesi ha il suo fascino, ma è sempre possibile che mi lasci trascinare da Kipling.

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E quindi davvero non so. Cerco lumi. Sbaglio nel credere che la pirateria consista nel procurarsi gratis ciò che si dovrebbe pagare per avere? E allora come si spiega quel che è accaduto al pur gratuito Mistero Shakespeare?


_________________________________________

Nel caso ve lo siate chiesto, questa stravagante abbondanza d’illustrazioni non del tutto rilevanti si deve più che altro al fatto che non mi piacciono alla follia le storie di pirati, e quindi magari non mi capiterà più l’occasione per queste cose di N.C. Wyeth…

 

 

14 risposte a "Piratesche Bizzarrie"

  1. I numeri sono coerenti con le osservazioni raccolte da decine di altri autori indipendenti che si distribuiscono attraverso la rete nel nostro paese.
    In media, ad ogni passaggio si perde per lo meno un ordine di grandezza – se 1000 visualizzano la pagina, 100 seguono il link per lo scarico, ma solo 10 scaricano effettivamente il testo (e poi probabilmente uno solo lo legge).
    Curiosamente, non è questione di prezzo – gratis o a cifre irrisorie, le proporzioni sono le medesime.
    Sulla presenza su eMule o simili servizi di copie “piratate” di volumi gratuiti, una spiegazione potrebbe essere che esistono casi in cui caricando materiale scaricabile, si accumulano punti presso la comunità.
    Ci sono siti che facilitano lo scarico a chi carica – ergo, si caricano anche gli scontrini della lavanderia.
    E su tutto, grava la crescente impressione che il pubblico sia costituito da idioti.
    Ma è certamente solo un’impressione 😉

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  2. Secondo me sottovaluti un aspetto: è più facile cercare un ebook nei circuiti P2P che navigando fra i vari siti. La questione della gratuità è secondaria: poiché una percentuale predominante di ebook è costosa, non perdo nemmeno tempo a controllare se il singolo ebook sia gratis.
    Pensaci: immagina di essere una frequentatrice regolare dei siti che offrono film in streaming. Metti caso che ci sia UN film offerto gratuitamente sul sito di un produttore cinematografico; quanti se ne accorgeranno? Credo praticamente nessuno.

    Certo, magari c’è anche la questione degli incentivi a caricare materiale, ma non la metterei al primo posto.

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  3. Ma noi parlavamo di chi lo carica, non di chi lo cerca.
    E poi, chi lo cerca, se non sa che esiste (e che quindi è scaricabile da un sito) come fa a cercarlo?
    O sono tutti “impulse downloaders”, che stavano cercando a casaccio, e già che c’è, scaricano anche questo?

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  4. Perbacco, è comune usare un aggregatore RSS per restare informati sui nuovi caricamenti. Ed è altrettanto normale scaricare molto più di quello che si riesca effettivamente a leggere, anche al di fuori della pirateria.

    Comunque a me sembra che l’argomento del post sia la sopresa perché il file “ufficiale” sia stato scaricato poco, mentre quelli “non ufficiali” siano stati prelevati molto di più.

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  5. Non litigate, bambini…

    Però, Simone, resto perplessa: un conto sono i film, ma fatico un po’ di più a immaginare scaricatori casuali di saggistica shakespeariana. A parte i compilatori di tesine dell’ultim’ora, vuoi dire che c’è gente che, a intervalli o sulla base di aggregatori, ogni tanto spazzola giù tutto quel che trova in fatto di Shakespeare – regardless?

    Ed è ovvio che costoro non sono andati a vedere sul sito per poi cercare in giro…

    Però questo significa, mi pare, che è più facile e più comune inciampare in un ebook per caso che trovarlo deliberatamente. A parte i numeri a imbuto (e sì, le proporzioni sono diffuse e non me ne stupisco troppo…), non è incoraggiantissimo.

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  6. Mmmmm, in tema di pirateria informatica ti trovo un po’ ingenua 😉

    In effetti è così: esistono veri e propri pirati bibliofili, che scaricano centinaia di file per il gusto di possedere i testi. Certo, è più frequente nell’editoria scientifica, quasi sempre assai costosa; ma c’è senz’altro una nicchia di “professionisti del download” anche per la saggistica e la letteratura.

    Comunque, credo sia statisticamente provato che una gran mole di libri cartacei è venduta a clienti che sono entrati in libreria senza un’idea di acquisto precisa.

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  7. In effetti, Dave, se ci pensi ha un suo senso malato: già che stai rubando, perché porsi dei limiti sulla quantità?
    Quando rubi rubi tutto quello che puoi, a poi ancora un po’.
    Conosci forse un ladro che dice ‘Oggi rubo solo un pochino’?
    Beata ingenuità 😉

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  8. Hm… sì: è molto possibile che io sia un nonnulla ingenua.

    Nel mio candore, credevo che la pirateria informatica fosse qualcosa di un po’ più purposeful della pesca a strascico. Qualcosa di più sofisticato di “siccome è lì da scaricare, lo scarico – e cosa sia non m’importa.”

    Ma quindi che cos’è? E-cleptomania? Complesso dell’accaparramento generico? Riflesso inconsulto da gratuità?

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  9. Lascio ai sociologi studiare il comportamento pirata, quello che non mi aspettavo è che MS ha avuto più fruitori fra estranei che fra “amici”. Amici di sicuro “fregati” perché non sapevano che io avevo modo di controllare i download, così come estranei fregati dal titolo roboante del saggio. Insomma, MS è una “fregatuta” – anche perché non lascia spazio a cospirazioni e Templari! – ma che serve ad indicare una via. Gli estranei sono più curiosi di chi ti conosce, quindi si può instaurare un rapporto migliore: credevo valesse solo per la “realtà”, invece ogni mondo (reale o virtuale) è paese 😉
    Ultima cosa: vediamo se dopo tutta questa discussione gli scarichi “legali” aumentano 😀
    Scherzi a parte, ringrazii di cuore la Clarina per aver partecipato a questo pazzo esperimento 😉

    Lucius

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  10. P.s.
    Non sottovaluterei l’effetto negativo del gratuito. Siamo abituati a diffidare di chi ti regala qualcosa, e molti pensano che più pagano più ottengono. Perché un libro è gratis? Ovvio, perché nessuno pagherebbe per leggerlo. Non è ovviamente il caso di MS, ma teoricamente il più bel libro del mondo sarebbe penalizzato, secondo me, dall’essere gratuito.
    Questo non vale per il mondo pirata, dove tutto è gratis, il bello e il brutto, così che davvero l’opera amatoriale può avere le stesse possibilità delbcapolavoro.

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  11. Sì, il problema del “Vale quanto costa” è fortissimo.
    Se lo regali, non vale niente.
    Se lo vendi, costa troppo.
    Vogliono che venga regalato, ma a titolo personale – vogliono sentirsi coccolati.
    “Everybody wants a box of chocolates/and a long stemmed rose”

    Oppure rubarlo in bundle con 723 altri titoli all’ingrosso, poi si vedrà.

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  12. @Lucius: grazie a te – per avermi voluta a bordo e per avermici lasciato fare un post…

    @Davide: già, perché regalato a tutti, senza rose e cioccolatini, sembra di tirarglielo nella schiena… *sigh*

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