Vita da Editor

Mi faccia capire

EditingGià il fatto che mi telefonasse di domenica pomeriggio per “sentire se commissionarmi un lavoro” avrebbe dovuto mettermi sul chi-vive…

“Ma quindi, mi faccia capire: lei cambia quello che io ho scritto?”

“No. Io le indico quello che, a mio avviso, va cambiato. In alcuni casi le suggerisco alternative possibili, ma non riscrivo nulla.”

“E non mi corregge gli errori di battitura?”

“Be’, sì.”

“Ah, allora va bene. Perché sa, più che altro sono quelli che mi preoccupano. E quindi, lei non cambia quello che ho scritto…”

“No, come lo ho già detto. È possibile che voglia cambiare qualcosa lei.”

“Ah, non credo: sono racconti molto belli, sa. Molto vissuti.”

“Er… sì, non dubito. Ovviamente, dei miei suggerimenti potrà fare quello che vuole.”

“Bene, perché sa, non mi piace che la gente cambi quello che ho scritto. Però, mi faccia capire: dopo che lei li ha controllati, i racconti vengono pubblicati?”

“Be’, non necessariamente…”

“Come sarebbe, non necessariamente?”

“Non è detto. Deve proporli a una o più case editrici, e poi c’è una trafila che varia da editore a editore. Nella maggior parte dei casi bisogna perseverare a lungo, prima di trovare un editore interessato.”

“Ah, ma quello non importa.”

“Facciamo una cosa: vuole che, prima di iniziare l’editing vero e proprio, faccia una valutazione?”

“Mi faccia capire…”

“Leggo i racconti e le indico se raggiungono, almeno potenzialmente, uno standard di pubblicabilità. Costa meno dell’editing, e può essere molto utile in vista di una riscrittura.”

“Ma a cosa serve? Tanto poi lei li mette a posto…”

“Sa, non è detto che possa.”

“Mi faccia capire…”

“A volte ci sono testi che, pur essendo molto belli, hanno dei difetti strutturali o stilistici tali per cui vanno rimaneggiati energicamente. E allora è inutile farli editare prima di averli modificati.”

“No, ma io non li modifico. Sono solo errori di battitura…”

“Guardi, per quello basta il Controllo Ortografia di Word.”

“Lei non capisce: c’è un piccolo editore del mio paese che per pubblicarli vuole farci un editing. Io ho detto di no, perché non mi piace che la gente cambi quello che ho scritto. Allora lui mi ha detto di farli editare da qualcuno di mia fiducia, se proprio. E io ho pensato che se faccio sistemare gli errori di battitura a lei…”

...Eeeek!
…Eeeek!

E questo è stato il punto in cui mi sono improvvisamente ricordata che non prendo lavori nuovi fino a settembre.

“Ma è fra tantissimo tempo!”

Già. Che peccato, vero?

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