cinema e tv

The Good Wife

good wife logoNon so come non mi sia mai venuto in mente di parlare di The Good Wife.

The Good Wife è una serie americana creata dai coniugi King e prodotta, tra gli altri, da Ridley Scott.

La storia è quella di Alicia Florrick, un’agiata quarantenne il cui marito, procuratore di stato dell’Illinois, finisce in carcere per corruzione con scandalo sessuale incluso.

Ouch…

All’improvviso, Alicia si ritrova sola con due figli adolescenti cui provvedere… E lei sarà anche un brillante avvocato, ma non esercita da un decennio, presa com’era a fare la brava moglie e la brava madre. A darle un’occasione è la vecchia fiamma dell’università, Will Gardner, ora co-titolare di uno studio affermatissimo. E così Alicia si ributta nella mischia – e che mischia!

Quel che segue è una favolosa storia che combina la procedura legale con un’esplorazione lucida e senza sconti del sistema legale e politico americano, e nel farlo affronta ogni genere di dilemmi etici e morali e temi scomodi, senza mai concedersi un briciolo di zucchero.

La scrittura è superlativa. Ogni episodio è un arco teso alla perfezione, il tono sa coniugare molto bene dramma e commedia sofisticata, i dialoghi sono una gioia, i personaggi cambiano, imparano o non imparano (e ne pagano il prezzo), commettono errori e poi ne affrontano o subiscono le conseguenze – organizzate in meccanismi narrativi perfetti e spesso inattesi. Insieme a una notevole abilità nel ribaltare ripetutamente i giochi, questo fa sì che alla quinta stagione, ben lungi dal mostrare segni di stanchezza, TGW sia ancora in grado di dispensare sorprese.The Good Wife

Aggiungete una squadra di attori da bravi a ottimi (su tutti la protagonista Julianna Margulies e Christine Baranski), una regia elegante ed efficace e una colonna sonora che, senza mai prendere il sopravvento, valorizza magnificamente la varietà ritmica di ogni puntata – e viene da dire che questa serie abbia proprio tutto.

Vogliamo proprio trovarci un neo? A volte il personaggio dell’investigatrice Kalinda segue un po’ troppo da vicino il cliché della Donna Tosta Ed Enigmatica Il Cui Passato Torna A Morderla… Ma tutto sommato, e in vista della qualità complessivamente stellare della scrittura, della regia e delle interpretazioni, sono disposta a considerarlo un peccato veniale.

In Italia TGW arriva con una traduzione ben curata e il consueto magnifico doppiaggio – ma arriva penalizzata da una programmazione di seconda serata*. Se fossi malvagia, sospetterei la tivvù di stato di ritenere l’assoluta mancanza di buonismo inadatta alle menti impressionabili – ma in realtà è molto possibile che il problema sia una certa tendenza alle complicazioni tecniche in fatto di diritto americano…

Ma non lasciatevi scoraggiare: l’aspetto giuridico, oltre ad essere affrontato in modo ammirevolmente chiaro pur senza la minima ombra di spirito didattico, è integrale alle storie e alla storia – e il modo in cui King&King e Co. riescono a renderlo avvincente è una delle gioie di questa serie intelligente e ben confezionata.

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* Fino alla settimana scorsa su Rai 2, martedì sera, attorno alle 11 – e raramente puntuale. Adesso… mah.

3 pensieri riguardo “The Good Wife

  1. anche io adoro questa serie!! fra l’altro, l’avrai notato, e’ una delel poche che parla di itnernet (facebook, twitter, google) con perfetta cognizione di causa, indicazione che fra gli autori c’e’ un’ottima conoscenza dei mezzi di cui parlano. Il mio personaggio preferito e’ Diane Lockhart, e ti assicuro che visto in originale (non ce la potevo fare a seguire la programmazione italiana) ha una voce stupenda.

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  2. Questo tuo post capita al momento giusto.
    Sono caduta vittima dell’influenza che il mio bimbo più piccolo ha prontamente preso dopo soli 4 giorni di nido.
    Non sono in condizione di leggere e l’unica cosa per rilassarsi un po’ potrebbe essere guardare qualcosa in TV, ma non un film, qualcosa di breve.
    Credo proprio che tenterò con un paio di puntate di questa serie che hai segnalato.
    A proposito perchè non ci parli di altre serie che ti sono piaciute?
    A me interessano soprattutto i tuoi post letterari e sul teatro però sarebbe bello leggere anche di qualche serie carina da tenere da parte per situazioni come questa, in cui leggere non si può.

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  3. @Federica: vero – competenti in fatto di internet, e senza remore nell’affrontarne i temi. 🙂 E le voci… ah, le voci. Spesso le voci americane sono un po’ una delusione, dopo avere sentito il favoloso doppiaggio italiano – ma devo ammettere che Christine Baranski supera il voice-test a gonfie vele… 🙂

    @Cily: influenza?! Oh, povera… Altre serie, dici? Perché no? Vediamo, magari proviamo. Guarisci presto!

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