libri, libri e libri

Dieci Libri – La Lista Rosea

7ca158176ce9d91067607e4cece866e0C’è questa cosa che gira su Facebook – una sorta di meme che consiste nell’indicare i dieci libri cui si è più legati/da cui si è stati più influenzati. Un elenco nudo e crudo di dieci titoli, e poi si passa la palla ad altra gente.

A me l’ha passata la mia amica Giulia, e naturalmente la risposta va fatta su FB – ma lasciate che ne parliamo qui, perché il giochino si presta a qualche rimuginamento in più, non credete?

E allora, per prima cosa, strologhiamo sulla formulazione del giochino stesso.

I dieci libri cui siamo più legati? Qui c’è poco da correre: letture d’infanzia, letture fondamentali, letture formative, letture ispiratrici, letture di conforto, letture indimenticate… queste cose qui. Semmai, in tutta probabilità, il difficile è fermarsi a dieci. Ma i libri che ci hanno influenzati di più? Questo è un cavallo di tutt’altro colore – anche perché…

E adesso, per favore, non dite che sono la solita, ma il fatto è che, se è vero che ai libri che ci hanno influenzati positivamente, tendiamo ad essere particolarmente legati, è altrettanto vero che non tutti i libri che ci influenzano lo fanno in senso positivo. Giusto? Ci sono libri che ci hanno fatto detestare un genere, libri che hanno cambiato la nostra visione di un personaggio o di un’epoca… E quindi, facciamo due liste, volete? Due liste ragionate: quella rosea, dei libri cui siamo legati – specificando se ci hanno anche influenzati o no, e se sì come – e quella bigia, delle letture poco amate, ma in qualche modo significative.  E non so voi, ma io comincio con la…

Lista Rosea

1. Lord Jim. Che sorpresa, eh? E non sto a ripetervi per l’ennesima volta come con LJ Conrad mi abbia influenzata in tutti i modi possibili… Per i due o tre di voi che ancora non avessero subito qualche forma della mia ossessione nei confronti di questo libro, è sufficiente dare un’occhiata qui.

2. Il Deserto dei Tartari. Letto a quindici anni, ha avuto un ruolo piuttosto fondamentale nella costruzione della mia visione del mondo e nella scelta dei miei temi.

3. Le Commedie Gradevoli. È per colpa di Shaw se, oltre a pensare che mi sarebbe piaciuto scrivere teatro, ho cominciato a scriverne per davvero…

4. La Battaglia. …Così come è per colpa di Patrick Rambaud se, oltre a pensare che mi sarebbe piaciuto scrivere romanzi storici, ho cominciato a scriverne per davvero.

5. History Play. Anche di questo ho parlato ripetutamente, ma devo pur accennare a come Rodney Bolt abbia risvegliato il mio interesse per Marlowe in particolare e, in generale, per il mondo che circondava il teatro elisabettiano – oltre a fornire un sacco di idee in fatto di storia e narrativa storica…

6. Gli Ultimi Giorni di Costantinopoli. Ci voleva Steven Runciman per farmi sistematizzare e riordinare un sacco di idee sparse sul modo di raccontare la storia – su entrambi i lati del crinale tra narrativa e saggistica. E poi potrei aggiungere che mi sono commossa sulla sorte dei difensori… ciascuno è sentimentale a modo suo.

7. Kidnapped. Oltre ad essere stato una lettura perfetta da farsi nei caffè di Edimburgo, oltre ad avermi fornito uno dei miei fidanzati di carta, questo libro ha avuto pochi rivali in fatto di sfide e stimoli linguistici: l’Angloscozzese di Stevenson è stato una svolta nella mia consapevolezza nell’uso di una lingua non mia.

8. La Lanterna di Biancospino. Il mio primo Heaney. Una rivelazione, con la combinazione possente di profondità concettuale e iridescenza del linguaggio… È chiaro che poi l’incontro con l’autore ha influenzato la mia percezione – ma ero già estremamente impressionata dopo le prime pagine.

9. Il Ramo d’Oro. E d’accordo, sarà anche datato, ma a quattordici anni, J.G. Frazer è stato la mia prima esposizione non famigliare a un approccio spassionato alla religione. Son cose che non si dimenticano.

10. Il teatro di Marlowe. Tutto – con la possibile eccezione della Dido. E sì, lo so – ma l’intensità fiammeggiante e visionaria, l’audacia spudorata delle idee… Eh.

(11. La Figlia del Tempo. Sì, lo so, sto barando – ma se vogliamo parlare di gialli metastorici, Josephine Tey non è seconda a nessuno. E che dialoghi, gente!) woman-hugging-book-page-2

E quindi sì, si direbbe che tutti i libri di questa lista mi abbiano influenzata in qualche modo. E fin qui tutto bene – anche se, a dire il vero, ce ne sarebbero molti altri – perché seriamente, come si fa a fermarsi a dieci undici? Ma questi sono i termini del gioco, e in tutta probabilità li sto già stiracchiando a sufficienza nell’aggiungere la lista bigia…

E però non la aggiungo adesso, perché il post è già lunghetto anzichenò.

E dunque ne riparliamo la settimana prossima, ma intanto, o Lettori, che mi dite di voi? A che libri siete legati? E ci siete legati perché vi hanno influenzato? Tutti i libri cui siete legati vi hanno influenzati in qualche modo? Do tell…

 

5 pensieri riguardo “Dieci Libri – La Lista Rosea

  1. Avevo cominciato, sul mio blog la settimana passata, a fare un post per ciascuno dei titoli di una ipotetica lista.
    Poi, da una parte, il disinteresse olimpico dimostrato dai miei lettori per l’argomento ed i titoli proposti, dall’altra la considerazione che alla fine, dei libri che mi hanno influenzato – in un modo o nell’altro – ne ho già parlato estesamente in passato, ho lasciato perdere.
    Anche perché io non ho una lista di dieci titoli – la mia risposta oggi sarebbe diversa da quella che darei domani.
    Trovo più interessante leggere le liste altrui.
    Domandandomi cosa sia stato omesso per “darsi un tono” – dopotutto, il libro che mi ha influenzato di più, credo, è stato il Manuale delle Giovani Marmotte… però vuoi mettere citare quello e non, per dire Dostoevskij 😉
    [che poi forse l’ho anche scritto sbagliato, il Dosto-]

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  2. 😀 Be’, sì… l’umanità essendo quella che è, la Lista Show-Off è sempre una possibilità…

    Però sollevi un punto interessante: la lista in realtà è fluida, perché il sistema delle influenze, e il peso relativo degli elementi al suo interno, non è costante nel tempo. E, sperabilmente, si arricchisce – anche se di libri fondamentali magari non se ne legge uno ogni tre giorni…

    Ad ogni modo, potrebbe essere interessante rifare questa lista una volta ogni, say, due anni – e vedere che cosa è cambiato e cosa resta fisso.

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  3. Esatto – le persone evolvono.
    E poi, libri fondamentali a che titolo?
    Nel senso, i quattro titoli che ho indicato nei miei tre post (perché ho barato, e di un autore ho segnalato due libri che formano un dittico), sono stati influenti perché rappresentano un passaggio importante nellamia evoluzione di lettore – leggendoli ho impararto ad apprezzare certe forme, certes trutture.
    Vorrei scrivere così? Forse.
    Hanno cambiato la mia vita in maniera radicale? No, non esageratamente.
    Insomma – decidiamo del livello a cui stiamo lavorando… e poi facciamo una lista di… mah, un centinaio di titoli?
    Tutto ciò che leggiamo ci lascia qualcosa.
    Guarda quanto a lungo io ho cercato quel raccontino sul Macbeth interpretato come poliziesco alla Christie… mi ha influenzato, quella storia? Quanto? Come?
    Più o meno de Le Avventure di Tomsawyer che lessi credo cinque volte in un’estate, da ragazzino?

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  4. Which is why ho sentito la necessità di farci un post oggi e predisporne uno per la settimana prossima – per strologare un pochino sul tipo di influenza che i libri esercitano sulla gente e in che modo…

    Però mi viene il dubbio che stiamo andando un po’ fuoribordo. In fondo è un e-giochino… Ci stiamo prendendo troppo sul serio, mi sa. Not good. 😉

    (Oh, e sì: Thurber ti ha influenzato abbastanza da indurti a una trentennale ricerca. Ed è difficile pensare che Twain non abbia influenzato il Piccolo Dee – magari solo per quell’estate, but still.)

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  5. Chiaramente è un gioco, e chiaramente lascia il tempo che trova.
    Però solleva delle domande interessanti.
    Ad esempio, per me è molto più interessante la lista dei dieci libri che rileggo regolarmente… e perché li rileggo.
    Il che mi fa pensare che potrei anche farci un post…

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