musica · teatro

Ruy Blas ♫

gut2638Dunque, questo qui è il preludio all’opera di Filippo Marchetti – che credo poca gente viva abbia visto in teatro. Io sì. Fu la mia prima trasferta operistica (a Jesi), tanti anni fa, insieme al mio mentore. Fu un’avventura. Magari una volta o l’altra ne parliamo. Era la prima volta che quest’opera andava in scena da un secolo o giù di lì (nel senso letterale di cent’anni – non quello iperbolico di un sacco di tempo), e dubito che dopo sia stata ripresa spesso.

È tratta dal dramma omonimo di Victor Hugo, che è gonfio e purpureo quanto è possibile esserlo, ma è una di quelle cose che vanno lette una volta nella vita per capire come funzionava l’Ottocento.  O magari visto a teatro…

Il che, se volete, non è facilissimo, visto che il Ruy Blas non si mette in scena proprio tutte le settimane – men che meno in Italia. In Francia, però… Ed è vero che la Francia è in Francia, ma c’è sempre la Reticella. Ve l’ho mai detto che adoro la Reticella? Tra l’altro l’adoro perché, a voler fare esercizio di Francese, ci sono modi peggiori per passare una domenica pomeriggio* che guardarsi il Ruy Blas del Théàtre National Populaire, datato 2011, con la regia di Christian Schiaretti, le scene di Rudy Sabounghi e le luci di Julia Grand. A parte tutto il resto, un’occhiata la merita perché è bellissimo a vedersi.

E buona domenica!

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* E intendo “un pomeriggio” sul serio: al link trovate il primo di due video – e il tutto dura tre ore e noccioline…

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