scribblemania

Seaside Writing Week – Bilanci E Decisioni

Rieccomi. Sono tornata.

Non sono abbronzata per nulla perché, a parte otto km di nordic walking al dì, la mia settimana di mare l’ho passata a scrivere sotto l’uno o l’altro portico dell’albergo…

E in effetti ho scritto.

– Ho finito la prima stesura di Acqua Salata & Inchiostro – cui a questo punto potrei anche cominciare a strologare un titolo definitivo.

– Ho buttato giù un paio di cose brevi in vista di altrettanti concorsi cui mi piacerebbe partecipare, Oltretinozza.

– Ho, in quello che posso solo qualificare come un momento di felice follia, messo insieme in un giorno e mezzo una cosa della cui destinazione non ho ancora bene idea. Potrebbe essere un quarto di un play in due o tre atti – oppure potrebbe essere metà di un atterello unico. Dipende. Vedremo. E per il momento è in Inglese.

– Ho fatto alcuni seri progressi con la terza stesura di Mercutio (titolo provvisorio), quell’altro play di cui forse avevamo parlato…

– Ho scritto quasi quattromila parole di fantasmi. In un giorno. Una scena quasi completa, un pezzo di un’altra e un diluvio di appunti dettagliati per una serie di scene a venire.

E sono giunta a una conclusione.

Non una conclusione che mi piaccia terribilmente, badate bene – ma nondimeno una conclusione.

E la conclusione si è che a volte viene il momento di smettere di ostinarsi.

Perché non c’è niente da fare: per quanto mi piaccia in concetto, questa storia non funziona.

Il funzionamento dell’Oltretomba scricchiola, la trama si è malinconicamente allascata al centro, dopo cinquantamila parole la voce narrante ha ancora la flessibilità di una traversina ferroviaria – e onestamente non vedo come potrebbe essere altrimenti, visto come le cinquantamila parole in questione sono state scritte a bocconi e spizzichi. Per di più, voglio e non voglio dare un punto di vista a un altro personaggio e comincio ad essere un po’ stanca del ristrettissimo schema di colori che mi sono data per la maggior parte della storia.

E se non bastasse, ho riletto un po’, sabato pomeriggio, e che devo dire? Le parti che mi piacciono di più sono quelle in cui K., il mio protagonista, è vivo. E non so, ma per una storia di fantasmi non mi sembra promettentissimo, vero?

A parte tutto il resto, non credo che sia un caso se, dopo la prima felice writing week in cui sono arrivata fino alla morte del protagonista, questo romanzo ha portato la mia capacità di procrastinare a nuove vette di raffinatezza.

E così ho deciso di metterli da parte, i miei fantasmi.

Indefinitamente.

E non è detto che questo significhi “per sempre”. Non è detto che prima o poi non la riprenda in mano, questa storia, perché l’ho detto: mi piace davvero tanto. Ha tutto per piacermi. Dovrebbe essere perfetta per me. Solo che ho l’impressione di girare in tondo senza arrivare da nessuna parte, e nel frattempo ci sono parecchie cose (per lo più teatro) che dovrei e/o vorrei scrivere, ma finiscono sempre rimandate perché prima devo finire i fantasmi – e questo, ne converrete, non è una buona cosa.

Per cui credo proprio che fino alla fine dell’anno mi dedicherò seriamente al teatro. Se nel frattempo mi verranno in mente idee, possibilità, folgorazioni o altri uzzoli ectoplasmatici, li annoterò nel file apposito, per lasciarli a fare talea.

E poi si vedrà.

E sono davvero tutt’altro che contenta di questo sviluppo, ma forse – forse – sono un pochino sollevata.

scribblemania · teatro

Piccolo Bollettino Marittimo

Eccomi qui, dopo tutto…

Compaio rapidamente – vi direi di fare conto che questo post sia in alfabeto Morse, se non fosse che non si usa più…

But never mind: ricompaio rapidamente per rendervi partecipi del fatto che martedì ho finito la prima stesura di Acqua Salata & Inchiostro.

E sì, sono andata oltre i limiti che mi ero prefissata, e il conto provvisorio è di 7761 parole.

Potrei dire che queste cose succedono, che me l’aspettavo abbastanza – potrei dire molte cose, ma limiterò a dire che non è un guaio particolarmente grave.

Per il resto, tutto va bene, il tempo è bello, il vento di mare è delizioso, ho a disposizione non uno, ma due bellissimi porticati bianchi e blu per scrivere e stamattina mi rimetto al lavoro sui fantasmi.

Credo.

E adesso torno a scomparire dal radar.

Post a parte, ci risentiamo il 16.  

scribblemania · teatro

PBD

E ci avviamo alla fine…

E l’acqua e l’inchiostro luccicano e scintillano in molteplici maniere.

E risvolti impensati fioriscono – e si rivelano perfetti.

E sarei quasi tentata di allungare ulteriormente…

Ma non, non, non lo faccio.

Credo.

Sì.

Nel senso di no.

No non lo faccio, non no non credo.

Torno a scrivere, eh?

scribblemania · teatro

Piccolo Bollettino Diurno

Ho appena deciso che il play che per il momento chiamiamo Inchiostro&AcquaSalata (henceforward I&AS), sarà più lungo del previsto.

C’è spazio – ed è un bene, perché continua a germogliare in una direzione inattesa e mezza… E poi, e poi.

L’idea di farne la metà di un dittico comincia a sembrarmi meno attraente. Mi sa tanto che finirà, se proprio, con l’essere due terzi di un dittico. Cinque ottavi di un dittico. 

O qualcosa del genere.

E così ho aggiornato il contaparole e adesso torno al lavoro.

 

scribblemania · teatro

PBD

Sedevo in biblioteca, vagamente infelice, e fissavo lo schermo della Bestiola, e mi sentivo un po’ stupida, perché l’acqua salata non andava bene.

E non ci andava in maniera un nonnulla incomprensibile.

Voglio dire, teatro, personaggi, argomento e vicenda after my own heart – anzi, per dire il vero, un tema su cui rimugino da mesi e mesi che finalmente trova forma… e non andava bene.

Un nonnulla deprimente, non vi pare?

E allora, in un momento di esasperazione, ho aperto un’altra pagina di Scrivener, e ho cominciato un’altra scena. Una scena diversa. Una scena più avanti. John Masefield e il Mozzo sono entrati in scena e…

Miracolo!

L’acqua salata ha preso il suo corso, in quel modo improvviso che risolleva il cuore, e in men che non si dica ho completato una scena che non solo è del tutto soddisfacente in sé, ma cambia le cose con il resto del play.

Un cambiamento piccolo e significativo – che prima mi era sfuggito, ma è proprio quello che ci vuole. L’acqua salata si è riallineata, e adesso tutto va come deve andare.

Ah…

scribblemania

PBN

Crisi nigerrima.

Sapete quel momento in cui si comincia a chiedersi come si è mai potuto pensare di scrivere una storia del genere?

Quando si ha l’impressione di essersi scritti in un angolo – e di non avere la più pallida idea di come uscirne?

Quando più si strologa e si elucubra, più si ha la sensazione di annodarsi?

Ecco.

scribblemania

PBD

E intanto che si rimette a piovere per l’ennesima volta (ma se non altro tuona almeno un po’…), vi posso dire che oggi è una giornata di conflitto interiore.

E benché ce ne fosse già una certa quantità, ammetto che aggiungerne ancora un po’ e affilare quel che c’è sta producendo tutto un fiorire di interessanti possibilità per la seconda parte – con germogli diretti e collaterali…

So far, so good, Mr. Maass.

E adesso mettiamo da parte i fantasmi per un paio d’ore, mentre mi occupo di acqua salata & inchiostro.