musica · teatro

Lohengrin

In onore dell’apertura della Scala, l’altra sera, un po’ di Wagner, volete? Il meraviglioso preludio del Lohengrin, nell’esecuzione dei Wiener diretti da Kempe.

E non è per rovinare l’atmosfera, ma non so trattenermi dal raccontare questa storia; si narra che una volta, al Metropolitan di New York, la barca-cigno sia scesa dal cielo al momento culminante dell’ultimo atto e poi, per qualche eccesso di zelo dietro le quinte, se ne sia ripartita vuota e in anticipo verso le regioni celesti. Lasciato a piedi, il tenore (credo che fosse Lauritz Melchior) guardò sconsolato la barca che se ne volava via, poi si voltò verso il pubblico e domandò: “A che ora è il prossimo cigno?”

Applausi oceanici – manco a dirlo.

Cercate di non perdere l’ultimo cigno, e buona domenica.

scribblemania · teatro

PBN

Fòs eghéneto! happy ends, teatro

Happy Ends ha finalmente il suo finale nuovo.

Più amarognolo, più appuntito, assolutamente privo di zucchero – perfetto. Ed essendo le cose come sono, si è trascinato dietro anche un inizio nuovo e assai migliore.

No, ok: perfetto è una parola grossa, e comunque tra domani e dopodomani il ruolino prevede un serio lavoro di limatura, ma per il momento gioite con me: alla maggior parte degli effetti pratici, il sipario è calato sulla seconda stesura.

elizabethana · scribblemania · teatro

PBN

Ok, cinquecentoquarantasette parole e la scena che non è quel che sembra è finita e – numericamente parlando – si trova proprio dove dovrebbe essere. E non so se non comincio a provare un po’ troppa simpatia per AW, che dopo tutto è l’antagonista – anche se a prima vista non si direbbe… 

Fin qui tutto bene.

Dopodiché ho ricevuto una richiesta* per un play che esiste già in buona parte, ma deve essere allungato di due o tre migliaia di parole, e per uno di quei miracoli che a volte succedono, capita che possa allungarlo inserendoci una cosa che volevo tanto scrivere, ma cui non sapevo troppo che forma dare. Non sapevo nemmeno se potesse funzionare per conto suo, e di certo non avevo nemmeno la più lontata idea che potesse essere connessa a questo play… E invece sì, le due trame s’incastrano perfettamente e tutto si sistema in un modo che è la materia di cui son fatti i sogni. 

Per cui, alle cinquecentoquarantasette parole dei fantasmi ne possiamo aggiungere seicentodiciotto per Happy Ends – e per un po’ avremo un doppio conto-parole.

Chi si duole in terra più? Va bene persino l’influenza, se proprio deve esserci. Oh, ineffabile letizia…

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* Il genere di richiesta, per capirci, che tende a condurre su un palcoscenico…

elizabethana · Spigolando nella rete · teatro

Billy S.

Secondo voi che cosa fa la Royal Shakespeare Company per celebrare la riapertura di un teatro?

Una stagione shakespeariana in grande, e fin qui niente di bizzarro.

Ma poi? Che altro?

Potete tentare di indovinare, ma è difficile – seppur molto inglese, alla sua maniera….

No? Ok, allora ve lo dico io. La RSC commissiona ai McLeod Brothers la creazione di… Billy!

Guardatelo all’opera mentre, assistito dal fido maialetto Francis, scrive l’Amleto:

E poi, che so… il Sogno di una Notte di Mezz’Estate:

Ve l’avevo detto che era una cosa inglese e bizzarra – e non immediatamente indovinabile, giusto?

Buona domenica.

scribblemania · teatro

Piccolo Bollettino Notturno

Oggi niente.

Nemmeno una parola.

Non è che non ci abbia pensato – e ho preso appunti sul mio taccuino nuovo, perché non c’è nulla di più perso di un appunto non preso.

Ma la giornata è stata inghiottita completamente da Bibi e il Re degli Elefanti. E dalla commemorazione del mio mentore.

E dopo sono stata a cena con la compagnia, e abbiamo brindato. Ripetutamente. E fatto progetti per il futuro. Un futuro comune.

Per cui, qualora ve lo chiedeste, la risposta è dodici.

E magari non è che sia al massimo della lucidità.

Ecco.

editing · elizabethana · teatro

Piccolo Bollettino Notturno

Sono riuscita a prendere il primo raffreddore della stagione – e tentare di ignorarlo non ha funzionato. Nemmeno l’aspirina, finora, ha funzionato granché. Così adesso mi sento la testa piena di prosciutto cotto, cotone idrofilo e biglie di vetro.

E poi il raffreddore mi rende stupida.

Per cui oggi ho trafficato con una scena lunga che avevo già in parte sistemato durante il corso, e poi un’altra piccola – ma non c’è da fidarsi di quel che ho fatto.

Però a questo punto mi restano solo i due monologhi che aprono e chiudono il tutto, e la seconda stesura è finita.

Attraverso cotone, biglie e tutto, mi rendo conto che, raffreddore permettendo, domani potrebbe essere il gran giorno.

editing · elizabethana · teatro

Piccolo Bollettino Notturno

E dopo avere strologato sul dubbio di ieri sera, dopo aver trovato una soluzione sensata e funzionale, dopo aver riscritto quel che serviva alla bisogna, ecco che mi si presenta un’altra possibile soluzione, che in tutta probabilità è drammaticamente migliore, più logica e più asciutta.

Solo che richiede modifiche più complicate, e adesso proprio non ne ho l’energia.

Che se poi mi fosse venuta in mente un po’ prima, magari, sarebbe stato meglio.

Comunque adesso che il Festival è finito dovrei riuscire a tenere ruolini meno dissennati. Se tutto va bene, la seconda stesura dovrebbe giungere in porto attorno alla metà della settimana.

Wish me luck.