scribblemania

Oh, Che Idea Originale!

lamp1A volte capita leggendo, a volte mentre scrivete tutt’altro, o mentre navigate in Internet, o mentre fate conversazione: tutt’a un tratto… Zing! La folgorazione, l’idea geniale, quella che vi porterà a scrivere il romanzo/play/racconto/silloge poetica della vostra vita. (♫ Strauss, Also Sprächt Zarathustra)

Oh meraviglia, oh splendore, oh gioia! Lo sappiamo tutti: un’idea nuova è come un regalo di Natale. La scoprite con trepidazione, la rimirate rapiti, ci fantasticate sopra e vi sembra sempre più bella, più intelligente, più ricca di possibilità. E non solo è meravigliosa: è anche originale! Che cosa non si può fare con un’idea del genere? Oh, bliss! lamp2

Segue un periodo variabile (da qualche ora a diverse settimane) di beata e solitaria contemplazione mentre l’Idea (notate come abbia nel frattempo acquisito una maiuscola) germoglia, verdeggia, mette radichette. Ancora non ne parlate con nessuno, non iniziate nemmeno le ricerche – che pure ci vorranno, e magari in quantità industriale, ma diamo tempo al tempo e godetevi tanto l’innamoramento quanto la grata sensazione di avere una mente originale e un’immaginazione fuori dal comune. (♫ Smetana, Die Moldau).

lamp3Poi viene il giorno in cui ne mettete a parte qualcuno. Lettore sperimentale, confidente generico, dolce metà, genitore – chiunque stia ad ascoltare i vostri trasporti e le vostre catastrofi. E questa volta capitano tutti e due in rapida successione – trasporto e catastrofe – perché, mentre voi pindareggiate vieppiù, Qualcuno aggrotta la fronte e mormora qualcosa come “Ma non c’è quel romanzo, sai, di quell’Inglese? Hai presente quale intendo? Ma forse non l’hai letto…” No, non l’avevate letto. Ovviamente. Però adesso lo fate, e scoprite che l’Inglese in questione ha già scritto tutto quello che volevate scrivere voi – vent’anni fa e meglio di quanto sapreste fare voi – e non vi resta che andarvene a spasso sulla scogliera più vicina nel crepuscolo grigio e ventoso. (♫ Chopin, Marche Funèbre)

Oppure cominciate a dare un’occhiata in giro, tanto per scoprire quanto dovrete investire in libri, spostamenti e prestiti interbibliotecari questa volta… e v’imbattete nel piccolo particolare che la vostra Idea nuova in realtà è una consolidata tradizione teatrale da un paio di secoli a questa parte – solo che non vi era mai capitato di accorgervene. Scogliera. Crespuscolo. Vento.

Oppure potete sempre fare come il Michael di Debbie Ohi:

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Se non altro vi siete salvati dal commettere un plagio, seppure involontario. E se non altro ve ne siete accorti prima di effondere la vostra Idea in ottantacinquemila parole di prima stesura… Magari al momento non riuscite a provare una strabocchevole gratitudine, ma prima o poi ci arriverete. Tra dieci o vent’anni, quando sarete in grado di raccontare la storia alle cene e fingere di trovarla divertente per primi.

grillopensante

Buoni Propositi

newyear.jpgOh bene, rieccoci qui. Buoni propositi per l’anno nuovo. L’anno scorso ne ho fatti tre, e non posso dire che sia andata del tutto male: ho scritto abbastanza, anche se non un nuovo romanzo; non ho detto di no a nessuna occasione che si presentava (nemmeno a quelle che mi terrorizzavano un pochino), e la cosa ha condotto a un limitato numero di vicoli ciechi a molti risultati soddisfacenti; ho sperimentato tentando la via del teatro per l’infanzia, e anche questo ha avuto ottimi sviluppi.

Tre su tre, non mi posso lamentare. Anche perché – detto per inciso – non mi capita spesso.

Ora, per questo 2011.

I. Scrivere, scrivere, scrivere. Dite la verità, ve l’aspettavate? Di qui a un anno voglio avere scritto qualcosa di nuovo – teatro, racconti, magari un romanzo… e magari pubblicare.

II. Evitare arbusti spinosi come la procrastinazione, la dispersione, l’abbandono di progetti, le perdite di tempo – anzi: potarli proprio, gli arbusti spinosi, in un’energica campagna di giardinaggio interiore. Comnciando con 10 minuti al giorno di freewriting… ok, facciamo cinque.

III. Ingrandire di almeno un passo quel che di buono ho fatto l’anno scorso – in tutte le direzioni possibili. Fosse solo un gradino in più, ma ad maiora.

Et voilà, per quanto mi riguarda. E voi? Idee, progetti, impegni, buoni propositi? Segnateli qui, se vi va, e fra un anno ne discutiamo.

Chiudo con una striscia cautelativa di Debbie Ohi, per la serie: meglio essere ragionevoli…

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Eliza a parte, un felice 2011 a tutti, pieno di soddisfazioni e sogni che si realizzano!