grillopensante

Gradi di separazione

È una mia teoria che, se è vero che tra due persone qualsiasi al mondo non ci sono mai più di sei gradi di separazione, a Mantova in particolare ce ne siano al massimo due e mezzo. No, davvero: è del tutto impossibile essere presentati a un qualsiasi gruppo di sconosciuti senza trovarli quasi tutti amici di amici di amici, cugini di amici, colleghi di parenti acquisiti, compagni di scuola del farmacista del villaggio, vicini di casa al mare di ex fidanzati di colleghe, nipoti di gente dello stesso villaggio, genitori di compagni di scuola di figli di amici, vigili urbani che vi hanno multati quella volta che… you get the drift – una tinozza davvero piccola.

E non lo so, ma immagino che lo stesso sia vero della maggior parte delle piccole città…

Però è stata quasi una sorpresa scoprire qualcosa di simile in quello che avrei creduto essere un mondo un po’ più largo – vale a dire l’Inghilterra Georgiana.

Si comincia a leggere a proposito del falsario Shakespeariano William Henry Ireland, e oltre a trovare nella sua cerchia vecchie conoscenze come Boswell, Kemble e Sheridan, s’incontra un piccolo esercito di collezionisti, bardolatri, giornalisti e gente del genere.

Poi si viene a leggere dell’archistar Regency Sir John Soane – e si scopre che era consuocero (con scarso entusiasmo) del giornalista James Boaden, personaggio di primo piano della vicenda Ireland. Il che forse non è strano, considerando che Soane era un collezionista e bardolatra a sua volta… Inoltre era buon amico di Turner, incrociò Salieri, il soprano Nancy Storace e Thomas Bowdler (quello che sanitizzò il canone di Shakespeare a beneficio delle famigliole inglesi) durante il Grand Tour, collaborò a restaurare la prigione di Newgate danneggiata durante i Gordon Riots e lavorò per William Pitt*. Oh – e il suo detestabile figlio George, che dopo essersi fatto diseredare finì a campare di traduzioni, romanzi gotici e drammoni (esattamente come il giovane Ireland una quindicina di anni prima), era amico del romanziere Matthew “Monk” Lewis.

E Soane padre era anche stato, in gioventù, allievo dell’architetto George Dance (the Younger)  – che, si scopre leggendo un pochino di lui, era a sua volta amico di Garrick, Angelica Kauffman – e Boswell.

E se ci badate abbiamo chiuso il cerchio, e nominato un sacco di gente dell’Inghilterra artistico-letteraria del tempo – e abbiamo appena scremato la superficie. Con un minimo sforzo, a partire da ciascun nome, potremmo senza dubbio ricostruire una rete molto più fitta di così.

A livelli mantovani.

Ed è vero che stiamo parlando di gente che si muoveva tra il centro e i margini di un ambito piuttosto specifico – o quanto meno di due o tre ambiti specifici contigui – but still. Ricordo vagamente di avere visto, una volta e da qualche parte, una specie di mappa** di contatti, prossimità e influenze letterarie, artistiche e filosofiche attraverso i secoli, che mostrava come certe cose a valle discendessero in modo a volte tortuoso ma riconoscibile da altre a monte… Questo post è una versione molto più limitata e superficiale dello stesso gioco – ma anche solo così ci si fa un’idea del modo in cui circolano idee, legittimazioni reciproche, influenze (più o meno dirette) e mentalità.

Una tinozza molto grande e molto piccola al tempo stesso, nevvero?

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* Ci sono anche una visita a Mantova (dove fece disegni di Palazzo Te) e il progetto della Dulwich Gallery nella scuola fondata dall’attore elisabettiano Edward Alleyn – ma siccome non sono connessioni Georgiane in senso stretto, le cito qui sotto – giusto perché non mi so trattenere.

** Se qualcuno ha idea di dove pescarla, la ritroverei molto volentieri.

anglomaniac · Londra · posti

Un salto alla Tate Britain

Snow Storm: Hannibal and his Army Crossing the Alps exhibited 1812 by Joseph Mallord William Turner 1775-1851
JMW Turner, Annibale attraversa le Alpi (tempesta di neve)

Cominciamo con quei post estivi che ogni tanto si fanno. Una volta, qualche anno fa, parlavamo di vacanze virtuali, ricordate? un giringiro per i più bei musei d’Europa da visitarsi via mouse.

Ebbene, quest’oggi aggiungiamo un altro favoloso museo: la Tate Britain. Sì, lo sospettavate dal titolo e dal Turner qui sopra – perché. tra l’altro, la Tate ospita nella Clore Gallery una meravigliosa e ricchissima collezione di Turner… E in effetti non è proprio dietro l’angolo, ma c’è di buono questo ottimo sito, che vi consente di sperimentare abbastanza da vicino la commistione di grande arte, ricerca e divulgazione che caratterizza la Tate.

Qui potete navigare attraverso le collezioni, guardare video, leggere articoli e blog, sbirciare dietro le quinte di mostre ed eventi, seguire corsi gratuiti di storia e filosofia dell’arte, e un’infinità di altre cose interessanti… La Tate è meravigliosa a questo modo, con un ricchissimo programma di corsi, mostre, workshops, conferenze, concerti e magnifiche idee, come la rotazione di mini-mostre tematiche e le mini-conferenze settimanali, in cui dipendenti, curatori e volontari illustrano al pubblico le loro opere preferite.

Insomma un museo da sogno, splendidamente organizzato attorno a una serie di bellissime collezioni, vivo, attivo e stimolante – e per di più in buona parte gratuito. Un luogo splendido in cui passare del tempo – anche solo virtualmente.