il Palcoscenico di Carta · Shakespeare Year

Cose Pratiche

Immaginatevi la Clarina che saltella attorno, grillon-grillerelloni, preparando l’ultima conferenza di Malvagi, Amici, Amanti e il primo incontro del Palcoscenico di Carta…*

Perché sì, per una combinazione di caso e necessità, accade tutto insieme – solo non alla stessa ora. Per fortuna. Ad ogni modo, martedì 22 sarà uno di quei giorni campali, ecco.

Detto ciò, parliamo di cose pratiche. State esitando se leggere con noi oppure no? Vi piacerebbe ma non siete sicuri, e poi ci sarà ancora posto…? Ebbene, c’è ancora qualche parte scoperta – una consistente e un paio piccoline. Lanciatevi – contattandoci nel modo che è spiegato qui. Vi assegneremo una parte e vi invieremo il testo.

Testo che potete scaricare al link qui sopra, anche se preferite ascoltare e basta. E sapete una cosa? Pene d’Amor Perdute non capita tutti i giorni: si rappresenta pochino, e men che meno in Italia. È un’occasione per far conoscenza con uno Shakespeare meno noto… un buon modo per concludere l’Anno Shakespeariano, non credete? E per di più, è una commedia deliziosa, piena di scintillanti schermaglie fra non meno di quattro coppie d’innamorati, per non parlare di cavalieri spagnoli, paggi impertinenti, eruditi di campagna, rustici, connestabili, contadinelle…

Unitevi a noi: vi aspettiamo nella nostra nuova bellissima sede, la Libreria Ibs+Libraccio, al n° 50 di Via Verdi, martedì 22 novembre alle ore 18.

LocTeatrino

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* Probabilmente non è del tutto un caso che, come raccontavo ieri sera a Gabri la Regista, i miei sogni notturni siano, per due terzi almeno, di argomento teatrale. Su cosa esattamente questo dica di me… non indaghiamo, volete?

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il Palcoscenico di Carta · teatro

E… Sipario

Untitled 4E così ieri pomeriggio abbiamo chiuso il nostro sipario immaginario (ooh… quasi una rima interna: da qualche parte, Noël Coward mi guarda e sorride) su Romeo e Giulietta.

Eravamo in tanti – comprese alcune facce nuove, nonostante piovesse a cani e gatti. E, come avevate già sentito dagli spiriti, è stato di notevole soddisfazione. Il che, mi rendo conto, detto così suona rimarchevolmente come se su SEdS ci dessimo alle sedute spiritiche  ma in realtà sapete che cosa intendo.

E adesso non ho intenzione di andare per le lunghe, perché qualcosa avete già letto, e per altri particolari ho dei progetti – ma una considerazione a caldo la vorrei proprio fare.

E la considerazione è questa: funziona.

No, davvero.

Funziona il fatto di riunirsi per leggere. Funziona disporsi in cerchio. Funziona mescolare esperti e neofiti. Funziona redistribuire le parti ogni volta. Fondamentalmente funziona il teatro, I think. Funziona la sorpresa di quanto sia diverso leggere sulla carta e leggere ad alta voce, in interazione con altri lettori.Valentine Melik

Funziona al punto che siamo già tutti decisi a riprendere in autunno – e credo di poter promettere ulteriori sorprese. Perché un conto è leggere un testo conosciuto, ma scoprire qualcosa di nuovo? Sarà interessante vedere se sarà diverso – e, se sì, come.

Già adesso siamo curiosi. Alla fine della lettura abbiamo invitato i partecipanti a scrivere le loro impressioni e comunicarcele via sito – insieme ad eventuali desiderata per le prossime letture… staremo a vedere, sotto entrambi gli aspetti.

LogosuBiancoIntanto Romeo e Giulietta – nell’ottima traduzione di Salvatore Quasimodo – è giunto a compimento, portato in vita da una piccola truppa di attori, neofiti, entusiasti, ragazzini, librai e spettatori che ci si sono divertiti, qualche volta sorpresi e – mi si dice – emozionati. Non sembra una brutta maniera di passare un’ora la settimana, vero?  Per cui magari, se siete in quel di Mantova, potreste considerare di unirvi a noi in autunno.

Vi farò sapere.

 

 

Kipling Year · libri, libri e libri

Storie, Miti e Leggende Ad Alta Voce

tellingIeri doveva essere il mio Writing Day, giusto?

Hm.

Il WD è entrato in collisione frontale con la Dura Realtà prim’ancor di cominciare, e… be’, mettiamola così: la Dura Realtà non si è fatta nemmeno un graffio.

Per fortuna che ieri sera c’è stato Ad Alta Voce, il non-gruppo di lettura. Per una volta eravamo in trasferta in un delizioso B&B locale, l’Ostello dei Concari, stretto fra un fiume e quello che un fiume non è più – e il tema era quello del titolo: Storie, Miti e Leggende.

Il tema era vasto – in fondo il mito è stato per millenni il modo in cui l’umanità ha cercato di spiegarsi il mondo e se stessa – e abbiamo spaziato. Come sempre, d’altra parte.

Dalle bizzarre creature immaginarie della Bassa, raccolte a suo tempo nell’ormai introvabile Bestiario Podiense, alla luminosa e danzante cosmogonia secondo Eduardo Galeano, passando per l’Eneide rivista da Salvatore Fiume, i cupi miti del Nord, la tradizione meteomantica delle “calendre e scalendre” e le storie d’Irlanda secondo James Stephens…

Una posizione d’onore è toccata al mito di Prometeo, il Sottrattore/Donatore del Fuoco, che abbiamo visto attraverso gli occhi e l’immaginazione di Esiodo, Eschilo e Byron.*prometheus-21

E poi c’è stato… Vi ricordate dell’Angolo Elisabettiano? La mensile lettura shakespearian-marloviana, stabilita con piena fiducia nel fatto che ci fosse ben poco che, fra tutti e due, Shakespeare e Marlowe non avessero trattato in qualche modo? Ebbene quest’anno, essendosi l’anno che è, AAV si è provvisto di un Angolo di Kipling, fondato esattamente sullo stesso principio… Perché sì, ve l’ho detto e ripetuto ad nauseam: Kipling è uno scrittore vario. Ho piena fiducia nel fatto che, qualunque tema possiamo escogitare da qui a dicembre, troverò qualcosa da leggere.

E poi c’è stata la novità più bella: un piccolo lettore, un giovanissimo appassionato di mitologia che, annusando l’atmosfera, si è unito a noi – e non si è limitato ad ascoltare. T. ci ha letto – benissimo e in tutta disinvoltura – due storie di draghi, folletti e arche alternative ambientate in un Veneto magico. Quando il suo papà è arrivato per portarlo a casa ad orari scolastici, T. ha anche chiesto se può venire ancora – il che c’induce a considerare l’esperimento un successo, e una prova di vitalità da parte di AAV. Magari è presto per dirlo, ma forse… forse comincia a sembrare che abbiamo un futuro in vista…

Ma a parte questo, io continuo ad andare matta per la formula. Mi piace il fatto che ci sia un tema centrale, e mi piace la varietà di modi in cui i diversi lettori lo interpretano. Mi piace come questo finisca invariabilmente per illuminare il tema in modi inattesi. Mi piacciono le domande, le discussioni, le curiosità che nascono. Mi piace lo scambio di titoli e di impressiostorytelling-copyni. Non è soltanto lettura ad alta voce: è una fonte di scoperte, scambi, conversazione. È interessante.  È stimolante. È bello.

Se posso avere un piccolo cruccio in proposito, è che non ci sia un po’ più di partecipazione.

Ormai c’è un solido gruppo di irriducibili – lettori e ascoltatori – con qualche partecipazione più sporadica. Sarebbe bello che, qualche volta, qualche curioso provasse a unirsi a noi. Per ascoltare o per leggere – non ha importanza. Giusto per vedere com’è.

 

 

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* Prometeo è uno di quei personaggi. Voglio dire, nel corso dell’umano pensiero, è stato… di tutto. Prima o poi ne parleremo.

libri, libri e libri · Natale

Ad Alta Voce – Fuori Sede

Udite udite, rullo di tamburi e squilli di trombe…

Ad Alta Voce sta per compiere il grande passo. Guardate un po’:

LocAAV

Per la prima volta, AAV lascia il nido, esce di casa, prende il volo – e lo fa per l’evento degli auguri di Borgocultura, di cui trovate qui tutti i particolari.

La formula è la consueta: un tema, tanti libri, tanti lettori/ascoltatori, tante sfaccettature diverse della stessa idea. Scampoli di romanzo, racconti, poesie, memorie, saggi, testi di canzoni, articoli… Se si può leggere ad alta voce, e se è attinente al tema, allora va bene. In questo caso, ça va sans dire, abbiamo scelto il Natale… però, anziché leggere al sicuro tra le mura della nostra beneamata Biblioteca Zamboni, ci avventuriamo Là Fuori. Pubblico nuovo, nuove idee, nuove domande, nuovi confronti.

Siamo emozionati? Un pochino. È un esperimento, un passo in più nel processo per tentativi ed errori con cui stiamo costruendo Ad Alta Voce. E francamente, non vediamo l’ora di vedere come se la caverà il nostro gioco fuori dalle mura di casa.

Se tutto va bene… be’, se tutto va bene,  in primo luogo avremo scambiato auguri inconsueti con un gruppo di nuovi amici, e poi vorrà dire che quel che abbiamo fatto una volta si può fare ancora, e AAV allargherà i suoi orizzonti.

Stiamo a vedere.

E a dire il vero, se volete vedere come va – o se siete curiosi di vedere che cosa facciamo – non c’è modo migliore che unirvi a noi, domenica mattina alle dieci e mezza, alla Masseria in Piazza Broletto, a Mantova.

Vi aspettiamo – e mi raccomando: portate la vostra storia di Natale preferita.

grilloleggente · libri, libri e libri · Vita al Villaggio

Ad Alta Voce – Il Ritorno

puzzle132zVi ricordate di Ad Alta Voce? Vi avevo raccontato, più o meno un anno fa, di questo non-gruppo-di-lettura, un’idea inconsueta che consisteva nel trovarsi e leggersi a vicenda dieci minuti a testa di un libro a scelta – e poi, eventualmente, discuterne.

Concludevo il post in questione dicendo che dovevamo fare esperienza, che avremmo navigato a vista, che tante cose le avremmo capite lungo la strada…

Ebbene, è passato un anno, abbiamo fatto esperienza e abbiamo navigato a vista. Abbiamo imparato tante cose?

Be’, un certo numero sì. Premettiamo che ci siamo divertiti un sacco. Abbiamo letto, abbiamo scoperto titoli, ci siamo scambiati idee, abbiamo mangiato biscotti… E ci siamo accorti di avere formato un piccolo gruppo fedele. Molto fedele e molto piccolo. Dalle cinque alle otto persone, con l’occasionale punta di dieci. E niente di più.

No, non è vero: dimentico la sera in cui ci siamo ritrovati in tanti. Dodici? Quindici? Forse anche di più. È stata l’occasione di una serie di letture interessanti, e di una vivace discussione sul criterio con cui ciascuno sceglie le proprie letture. Pensavamo che fosse il decollo – e invece no. La volta successiva eravamo in cinque.

È saltato fuori che abbiamo spaventato un sacco di gente. Qualcuno si è spaventato della discussione. Altri non hanno apprezzato la formula, perché si aspettavano un gruppo di lettura tradizionale, e invece siam tanto anything but.

Quindi abbiamo imparato che la discussione non è sempre apprezzata. Pazienza.

E abbiamo imparato che come tutte le cose nuove e un nonnulla differenti, dovremo fare più fatica.

Pazienza anche questo.

Ma abbiamo scoperto anche che parecchia gente non sapeva nemmeno che esistessimo – a dispetto delle locandine e della newsletter della biblioteca.

E abbiamo scoperto che, alla fin fine, le serate che venivano meglio erano quelle che avevano un tema. L’incontro estivo a tema celeste, con tanto di astrofilo armato di telescopio. La serata natalizia. Cose così.

E quindi quest’anno Ad Alta Voce ritorna, più agguerrito e più organizzato. Abbiamo una pagina su Facebook, come punto di raccolta, bacheca per le comunicazioni e canale di visibilità generale. Abbiamo dei temi, mese per mese. E abbiamo una cartolina-invito – questa qua sotto.

Cattura

E dunque, si riparte. Come si diceva un anno fa (più o meno), mettete un mercoledì sera in biblioteca. Una manciata di persone, un certo numero di libri, un tema. Ciascuno porta un libro che sta leggendo, ha letto, ricorda con piacere, predilige – basta che il brano che legge abbia a che fare con il tema della serata… 

E poi si legge. Dieci minuti a testa. Due parole d’introduzione e qualche pagina. E poi le domande – se ci sono.

Poi si passa al prossimo lettore, al prossimo libro.

Se siete da queste parti, perché non venite a trovarci? Scaricate la cartolina in pdf, seguiteci su Facebook, portatevi un libro e venite a leggere con noi. Si comincia il 12 febbraio.

E se non siete da queste parti… be’, vi farò sapere.