scrittura

Scrittore Nei Paraggi

Il villaggio è di fiera, e io sono stata cooptata nella preparazione della pesca di beneficienza.

Mi sono presentata ieri, col mio portatile sottobraccio, e mi sono ritrovata unica al di sotto dei sessanta in un gruppo di signore che, mancando quest’anno la sovrintendente abituale, giravano un tantino su sé stesse ma con molta buona volontà, seppur non senza divergenze d’opinione.

Il mio compito era di battere al computer una lista dei premi, e non so se abbiate idea della congerie di oggetti che finisce sugli scaffali di una pesca di beneficienza: da una coppia di coniglietti innamorati in resina verde prato, a una favolosa batteria di pentole antiaderenti, con molti, affascinanti passaggi intermedi. Ho contato sei biscottiere di ceramica Anni Settanta, un armadietto per le bambole di bambù intrecciato, trenta (30) scacchiere di vetro, una scatola di ornamenti natalizi di vetro soffiato, uno xilofono proprio di legno, un buono per un maialino (vivo), una tovaglia da ventiquattro fatta all’uncinetto, sette piattini scompagnati di un servizio della vecchia Richard… e poi mi fermo qui, anche se la tentazione di continuare la lista nonsense è forte. Non sembra un esercizio di traduzione dal Tedesco?

La cosa migliore, però, erano le signore organizzatrici, che continuavano a chiedermi cosa ne pensassi di tutto l’ambaradan.

“Ti diverti, vero che ti diverti?”

“Ma cosa vuoi che si diverta? Ci fa un favore…”

“Ma no, che si diverte! Scommetto che ci scrive un libro.”

A questo, ho riso e ho detto che un racconto prima o poi ci scapperà, il che le ha mandate in visibilio.

Questo è successo ieri.

Oggi pomeriggio, nel venirmene via a lista terminata, ho salutato le signore. E due di loro, separatamente, mi hanno presa da parte e chiesto…

“E il racconto, quando possiamo leggerlo?”

 

Senza categoria

Invisible Ink

Ecco, oggi nella cassetta della posta c’era un pacchettino con il timbro “Royal Mail”. Adoro i pacchetti postali.

Questo l’ho adorato in modo particolare, perché dentro c’era l’antologia di Invisible Ink, pubblicata da Baineth di Londra, con il mio racconto

D’accordo: microeditore, micropremio… ma intanto è il mio primo risultato fuori d’Italia: sono ufficialmente pubblicata oltre la benedetta Manica!

*does small happy dance*