anglomaniac · pennivendolerie · romanzo storico

Glasgow!

GlasgowHNSMentre leggete qui, sono a Glasgow.

O quanto meno, sulla via di Glasgow – dipende da quanto siete mattinieri… E in realtà, nemmeno a Glasgow proper: nei dintorni, a Cumbernauld. Per la Conference della Historical Novel Society. Tre intensi giorni di incontri, seminari, conferenze, contatti… Tra le altre cose, incontrerò due agenti letterari per parlare del mio romanzo.

Inutile dire che tutti i lepidotteri dell’Emisfero stanno tenendo un sit in sul mio diaframma…

Towers of Kelvingrove Art Gallery and MuseumEro già stata alla Conference nel 2016, a Oxford – e l’esperienza era stata favolosa. Non mi aspetto nulla di meno – e in più, questa volta, ho da ritrovare persone conosciute allora, contatti e amicizie-da-lontano coltivate nel corso degli ultimi due anni.

Vi racconterò – intanto incrociate le dita per me, volete?

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Pensieri Oxfordiani

Oxford1E rieccomi a casa.

Sotto certi aspetti (prima o poi ne parleremo) vorrei tanto essere rimasta sull’Isoletta – ma che ci si può fare? E vorrei esserci rimasta perché l’Isoletta è l’Isoletta, ma anche perché a Oxford ho avuto tre favolose, intense ed entusiasmanti giornate. Come dicevo, era la mia prima conference, e quindi non ho termini di paragone, ma posso dire che HNSOxford16 è stata organizzata alla perfezione, stimolante, varia, intelligente – e piacevolissima. Ho incontrato gente interessante, seguito conferenze e lezioni, imparato parecchio… e ho parlato del mio romanzo con due agenti letterari.

Il feedback è stato molto, molto interessante. Per riassumere:

  • Il mio titolo è ottimo
    (Evviva)
  • La storia forse è un po’ blanda
    (ma potrebbe essere questione della sinossi)
  • La storia è molto interessante e promettente
    (Sì, lo so – ma sul serio. Non vi stupirete se vi dico che preferisco la seconda opinione – ma starò ben attenta alla prima – e senz’altro riscriverò la sinossi)
  • Ci sono troppi particolari descrittivi
    (Ouch… Questo sì che pizzica. I miei beneamati particolari! Ho dunque ecceduto in zelo? Parrebbe di sì…)
  • Il mio Inglese è troppo densamente elisabettiano
    (Ero stata avvertita – e non ho voluto dare ascolto. Ben mi sta, immagino)
  • Il mio Inglese è troppo difficileEnglish: Joseph Conrad

E quest’ultima, devo dire, mi ha sorpresa parecchio. Voglio dire, mi aspettavo che avessero da ridire sul mio Inglese, che lo trovassero inadeguato o che – ma troppo difficile? Tra parentesi, è quel che Conrad si sentiva dire all’inizio della sua carriera, e quindi sono intenzionata a trovarlo incoraggiante, in qualche contorta e obliqua maniera. D’altro canto, sono davvero sorpresa. E ho trovato molto lusinghiero che nessuno dei due agenti avesse sospettato dal materiale preliminare (sinossi e le prime 2000 parole) che non fossi madrelingua.

Insomma, ho detto che sarei andata a Oxford più per imparare che per cercare un contratto, giusto? E direi che ho imparato. Critiche costruttive, cose su cui posso lavorare nella prossima stesura. Anche solo questo varrebbe il prezzo del biglietto – e c’è stato così tanto di più…

Oxford, missione più che compiuta.

 

 

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