bizzarrie letterarie

Ricette Letterarie

bMi è capitata sotto il mouse questa ricetta del timballo di maccheroni descritto ne Il Gattopardo. Da un quaderno della mia bisnonna deduco che a casa mia un tempo se ne facesse una versione differente – senza crema, per esempio, e quindi senza profumo di zucchero e cannella al rompersi della crosta d’oro brunito. Crema o no, ad ogni modo, quella di Tomasi di Lampedusa è una delle descrizioni gastronomiche più allettanti dell’intera letteratura. Ogni tanto mi riprometto di sperimentare, ma temo che la crema abbinata a fegatini e tartufo ecceda la mia audacia culinaria, e d’altronde, la ricetta della mia bisnonna è così diabolicamente complicata che, in tutta probabilità, continuerò a ripromettermi di sperimentare in saecula saeculorum.

Tempo fa, mia madre aveva invece riprodotto con un certo successo il prosciutto arrosto con gli scalogni dei Buddenbrook, ed era una delizia – in sostanza un arrosto di maiale in una salsa di cipollotti molto delicata. Era un periodo così: avevo quattordici o quindici anni, e la mattina facevamo colazione con tè (non di tiglio) e madeleines, à la Proust.

Un’altra ricetta che un giorno o l’altro proverò è la carpa alla birra, la cui preparazione è descritta in minuzioso dettaglio in Bella Vita e Guerre Altrui di Mr. Pyle, Gentiluomo, di Alessandro Barbero. Il particolare di intestini e sangue messi a marinare nella birra mi allarma un po’ – e può darsi che ometterò questo passaggio, ma staremo a vedere.

I tramezzini al cetriolo che Algernon fa preparare per Lady Bracknell ne L’Importanza di Chiamarsi Ernesto, invece, li csho assaggiati più di una volta. E’ praticamente impossibile soggiornare nelle isole britanniche per un periodo protratto senza assaggiarli – in alternativa a quelli con il crescione e le uova sode. Insieme ai cetrioli può esserci del tonno sott’olio sminuzzato, ma non credo che quello figurasse nel tè di Algy Moncrieff – d’altra parte non credo che faccia una gran differenza per Lady Bracknell, visto che Algy mangia tutti i tramezzini prima del suo arrivo…

A causa d’influenze dickensiane (oltre che per anglomania famigliare congenita), il Christmas Pudding è diventato uno dei dolci natalizi di casa mia, insieme al panettone e ai lebkuchen, deliziosi biscotti tedeschi fatti con le spezie e la melassa. Il pudding è arrivato per qualche anno da Londra, adesso lo facciamo in casa la prima domenica d’Avvento, secondo una ricetta ottocentesca che misura gli ingredienti in once. Parte del divertimento consiste nel convertire le quantità…

Qualcosa che non cucinerò mai è lo haggis, tanto poeticamente cantato da Robert Burns – e nemmeno lo assaggerò più, adesso che so cosa è: un pasticcio di interiora di pecora macinate e cotte all’interno di uno stomaco di pecora. Assaggiato all’Edinburgh Fringe Festival tanti anni fa, col tradizionale contorno di rape e patate in purea… come dire? E’ una di quelle cose come il black pudding, che assaggi perché se ne parla in tanti libri, e lo trovi anche buono, fino a che non scopri che è sanguinaccio.

breadIn Alice nel Paese delle Meraviglie, il Tricheco e il Carpentiere disquisiscono lungamente sul modo migliore per cucinare le ostriche (dopo averle convinte ad avventurarsi in conversazione e passeggiata con gli estranei), e concludono che non c’è nulla di meglio di ostriche crude con una vinaigrette di olio e limone, accompagnate con fettine di pane tostato.

E credo che finirò con una cosa che solo Rex Stout poteva mettere nella padella di Nero Wolfe, il quale evidentemente non spendeva troppi pensieri sul suo colesterolo: pane fritto nel burro di acciughe. A sentire Archie Goodwin, Fritz (lo chef tedesco di Wolfe) prima mescolava burro, cognac, prezzemolo tritato e filetti d’acciuga sminuzzati, e poi usava il miscuglio per friggerci dentro i triangolini di pane…  

 

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5 pensieri riguardo “Ricette Letterarie

  1. Argh, sapevo che basta l’odore, ma all’immaginazione non ero arrivato. La lettura del tuo post, in particolare la parte sul timballo di maccheroni (e io che pensavo che niente eguagliasse il timballo double-face di Canicattì) ha provocato la risalita per l’esofago di un consistente fiotto di acido cloridrico.

    Controllare l’alimentazione ci sta, ma controllare le letture NO!
    Vado a cercare il malox.

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  2. Ma non preoccuparti, non ce l’ho mica con te, sarebbe come prendersela con Medagliani perché la vista della vetrina ricolma di delizie burrose e cioccolattose mi causa il reflusso. È colpa mia, devo astenermi da certe stimolazioni visivo-olfattive.

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  3. Medagliani… che nostalgia! Mi sa che un momento o l’altro faccio un salto a PV per: a) il gelato di Cesare; b) un giro al Delfino e al Parnaso; c) i panini del Caffè Teatro; d) le paste di Medagliani.

    Ops! Non hai letto questo commento, vero Renzo? O almeno avevi il malox sottomano?

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