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E Poi C’è Kipling

rudyard kipling, bibliografia, link, traduzioniUltimo genetliaco letterario di dicembre: oggi Rudyard Kipling compirebbe 146 anni.

Come al solito, qualche link e, di nuovo, non c’è granché in Italiano:

Qui la pagina dedicata di LiberLiber/Progetto Manuzio, che per una volta mi delude un po’: solo il Libro delle Bestie, in una vecchia traduzione.

Per cui ci si rivolge al Project Gutenberg, qui, per gli originali. Unsurprinsingly, c’è più scelta.

Se non avete voglia di scaricare, aggiustare e convertire, qui ci sono parecchie cose (molte raccolte di racconti, in particolar modo): cartacei scannerizzati che si possono leggere online o scaricare in PDF.

Qui c’è un breve audio di Kipling che legge alcuni versi dalla sua France. Non vi viene mai la curiosità di sapere che voce avessero gli scrittori?

Se non avete obiezioni a leggere a schermo, qui c’è pressoché tutto in versione HTML. Qui invece c’è un’opera omnia in PDF scaricabile – anche in versione mobile.

Qui c’è il sito della Kipling Society, pieno di informazioni e immagini.

E se siete interessati alle immagini, qui ci sono le pagine che l’università di Yale ha dedicato a una mostra kiplingiana. C’è anche il podcast di una conferenza.

E per finire, nel tentativo di farmi perdonare questa linkografia quasi solo anglofona, vi segnalo la mia bibliografia ragionata, un PDF scaricabile in cui sono elencate diverse traduzioni italiane recenti: Kipling_ Bibliografia Ragionata.pdf

E sì, lo so: Kipling lo avete letto da bambini, e che palle il Libro della Jungla, e poi era colonialista… Ma siete disposti a fare un esperimento? Dimenticatevi Mowgli e Kim, dimenticate i romanzi in genere, e dimenticate anche i giudizi di massima. Concedete una possibilità ai racconti e alle poesie. Odds are, credetemi, che scopriate un poeta e narratore sottovalutato – vivido, curioso di tutto, multicolore… Provateci e sappiatemi dire.

5 pensieri riguardo “E Poi C’è Kipling

  1. Come sempre i racconti vengono trascurati – e invece è lì che il buon vecchio Rudyard brilla.

    Ma non sparerei neanche sul povero Kimball O’Hara… ne consiglio la lettura in parallelo con il bel saggio “Looking for Kim”, di Peter Hopkirk, che prende le mosse dal romanzo per cercare di definire quali elementi reali siano penetrati nella storia, e traccia perciò un bell’affresco del Grande Gioco così come probabilmente Kipling lo conobbe.
    L’intera bibliografia di Hopkirk è caldamente consigliata (qui da noi Adelphi lo pubblica col contagocce, un volume l’anno, e ringraziare… meglio le edizioni Oxford o Kodansha).

    Riguardo infine a “L’uomo che volle farsi re” ricordo con nostalgia ucronica che Huston ne favoleggiò una versione con Clark Gable nella parte di Drevott e Bogart nella parte di “Peachy” Peachum… David Niven avrebbe dovuto fare Kipling (nel film con Connery e Caine, la parte la fece Christopher Plummer).

    E qui chiudo, ed auguro buona fine e buon principio.

    "Mi piace"

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