elizabethana · scribblemania

PBN

Milletrecentoquarantuno.

E di queste, ottocentoottanta e rotte le ho scritte arrampicata su una scala durante una sessione di prove di teatro.

È evidente che la mia partecipazione alle prove in questione è stata alquanto nominale, ma sono soddisfatta di poter dire che riesco ancora a scrivere nel mezzo di una notevole confusione.

E, pur con margine di miglioramento, la scena è angosciosa e claustrofobica quasi al punto giusto.

4 pensieri riguardo “PBN

  1. Ah, vediamo un po’. Diciamo half-way tra James e Poe, più l’irrinunciabile ambientazione elisabettiana, perché è così che siamo malati qui… Con qualche pizzico di spionaggio e un omicidio a titolo di condimento.

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  2. Comunque non capisco perché tutti gli scrittori vogliano scrivere storie di fantasmi spaventosi. Non so se i fantasmi esistano, ma penso che sarebbero in ogni caso più simpatici che mostruosi. Forse avrebbero voglia di compagnia, visto che probabilmente farebbero una gran vitaccia, da morti.

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  3. Oh, ma i miei fantasmi hanno un gran rimpianto per quello che si sono lasciati dietro – è pur per questo che restano fantasmi.
    Dopodiché, fin dalla notte dei tempi l’umanità s’inquieta di fronte a ciò che è inspiegabile e impossibile…

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