romanzo storico · scribblemania

Piccolo Bollettino Così

RabbitHeraldPerché poi magari vi chiedete: ma che fine ha fatto il romanzo della Clarina – quello misterioso, di cui vedevamo i contaparole nella barra laterale, di cui ogni tanto sentivamo vaghe notizie, come il fatto che era stato portato a Oxford…? Ecco, sì: quello. Che fine ha fatto?

Oppure, più probabilmente, non ve lo chiedete affatto – però io ve lo dico lo stesso.

E quel che vi dico è che il romanzo (nome in codice SN), è finito. O quasiquasi, perché all’inizio del mese ha avuto una valutazione lusinghiera da una scrittrice/editor inglese – insieme ad alcuni ottimi consigli. Per cui al momento, tra un’infornata di biscotti natalizi e un Fantasma di Canterville, sta ricevendo un’ultima lucidatina.

E la sta ricevendo proprio adesso, nel bel mezzo del Christmas bustle, perché l’idea è di mandarlo Là Fuori, verso ovest, per una faccenda i cui termini scadono esattamente a fine anno.

Ma tutto sommato siamo pressoché pronti, SN e io. Devo solo aggiungere qualcosa di verde (lunga storia), raddrizzare gli apostrofi, sistemare la sinossi da 500 parole e decidere dove troncare il capitolo per farlo stare entro il conto parole mantenendo una parvenza di senso…

As I said: quasi pronti.

Nel frattempo auguratemi fortuna, volete?

 

pessima gente

Novembron Novembroni

DaydrNovembron novembroni si va verso la fine d’anno – e, prima di ciò, verso il mese in cui si finisce per non scrivere mai una parola. A meno che non salti su l’ispirazioncella randagia per qualche storia natalizia. O play… but never mind. Novembron novembroni si va, dicevamo, e la Clarina è determinata a finire il play nuovo – o almeno la prima stesura – entro la fine del mese, prima di smarrirsi in natalizietà miste assortite.

Determinata. Molto determinata. Determinatissima.

“Ma se sei così determinata, o Clarina, perché non scrivi affatto, e fissi invece accigliata lo schermo e pensi a tutt’altro?”

(La Clarina sobbalza alto un miglio, si morde la lingua e si sloga la spina dorsale nel voltarsi di scatto. Dietro di lei, of course, appoggiato allo spigolo della scrivania con fare negligente, c’è lo Spirito di Kit.)

C. – Non penso affatto a tutt’altro! E tu sei un delinquente che si diverte a spaventarmi.

SdK – Ma se ho persino aspettato che appoggiassi la tazza di tè! E stai pensando a tutt’altro. Chiaro come il giorno.

C. – Sciocchezze. Sto cercando di capire in che anno si è sposato Perrée.

SdK – E speri che ti giunga un’epifania in proposito, se fissi abbastanza ferocemente le ultime tre battute che hai scritto?

C. – Non sto fissando le battute. Sto cercando di pensare dove posso disseppellire l’informazione – o se posso barare un pochino.

SdK – Da dieci minuti?

C. (digrigna i denti) – Stavo pensando a tutte queste utili cose. Poi mi sono distratta con una rappresentazioncella impromptu delle ultime battute nel Teatro Immaginario.

SdK – Tillyvally. Ci sono passato un momento fa, e il Teatro Immaginario è vuoto, buio e triste.

C. (contemplando i costi e benefici dello scaraventare quel che resta del tè addosso allo Spirito di Kit) – Oh, piantala. Stavo… Stavo…

Lo Spirito di Kit inclina la testa di lato, leva un sopracciglio e guarda la Clarina annaspare.

C. – Stavo–

SdK – Pensando al Romanzo?

C. (arrossisce furiosamente) – No! Nono. Nonono. Come ti salta in mente? Il romanzo è finito. Finitissimo, perbacco. Devo solo mandare i primi due capitoli a Ms. Darwin ai primi di dicembre… Well, forse dovrò rivedere la sinossi, almeno un pochino, visto com’è andata a Oxford. Ma a parte quello, il Romanzo è finitissimissimo, e nulla potrebbe essere più lontano dai miei pensieri e dalle mie intenzioni…

SdK (si osserva le unghie) – Ah, certo, certo.

C. – Davvero!

SdK – I’m sure.

C. – Ma sì! Davverissimo. Figurati!

SdK – Mi figuro.

C. – Ti dico di sì… Cioè, no: ti dico di no!

SdK – Ma sì, ma no. Non ti salterebbe mai in mente di riprenderlo in mano. Non stai affatto prendendo appunti di nascosto…

(La Clarina non riesce ad evitare uno sguardo colpevole al taccuino.)

SdK – E già che ci sei, non rileggeresti mai i vecchi appunti, tu. Nemmeno morta considereresti la possibilità di risistemare i primi due capitoli prima di mandarli a Ms. Darwin. E magari, visto che hai riaperto la porta, dare un’altra occhiatina alla faccenda del non-proprio-Dottor-Lopez…

C. (scrolla le spalle con finta noncuranza e si produce in una risatella nervosa) – Ma ti pare?

SdK – Oh no, giammai. Non tu, vero? E il finale, il leone… nulla ti indurrebbe a riprenderli in mano, lo so. Lo dicevamo proprio ieri sera con lo Spirito di Ned…

C. (drizza le orecchie) – Lo Spirito di Ned? Nel senso di Ned Ned? È qui anche lui?

SdK (apre la trappola…) – Oh, no! È un bravo ragazzo, lui. Non si sognerebbe mai di venire a infrangere gli involucri mentre tu sei così evidentemente occupata con tutt’altro.

C. (entra a passo di danza nella trappola aperta) – Oh, ma no! Nessunissimo involucro infranto – anzi! Sarei così lieta… – (Chiama in nessuna direzione in particolare) – Mastro Alleyn? – (A Kit, semisottovoce) – Perché in effetti quella teoria dei colori come buccia mi piace davvero tanto, e si potrebbe applicare… e il leone, sì. E in realtà anche l’esecuzione… o meglio, le motivazioni precise dopo l’esecuzione? Ho quattro pagine di appunti e domande in proposito, e vorrei davvero…

(Lo Spirito di Kit inclina la testa dall’altra parte e sogghigna a mo’ di Gatto del Kentshire. )

C. – Oh. Ops.

SdK – Eh…

C. – Ma… No, è che… È che…

SdK (cominciando a svanire) – Tranquilla, lo so benissimo. Non stai ripensando al romanzo. Non hai nessunissima voglia di riprenderlo in mano un’altra volta. Non hai nemmeno la più lontana ombra di nostalgia di noi. Tu, nostalgia? Figurarsi!

(Ciò che resta dello Spirito scompare con un “puf!”)

C. – Aspetta, sciagurato. Torna qui! Kit? Mastro Alleyn… Ned? Siete qui?

(Una risatella echeggia da direzione indistinta)

C. – Kit!

Voce Fuori Campo con Riverbero – Torna a scrivere il tuo play nuovo, o Clarina, che novembre passa e dicembre arriva. Non vorremmo mai e poi mai che Monsieur Maquet e compagnia cantante si rodessero il fegato…

(La Clarina lancerebbe volentieri qualcosa di pesante)

SIPARIO

romanzo storico · scribblemania

E Due!

Da un po’ non aggiornavo il contaparole della seconda stesura – ma non perché fossi ferma.

Mentre il contaparole sonnecchiava indisturbato, io sono andata avanti e ieri mattina, O Lettori, ho concluso la seconda stesura.

Jig
Date le circostanze, una giga mi sembra adatta…

Hooray, Eugè, Din Don Dan, e altre consimili espressioni di letizia.

Centoduemilasettecentoottantaquattro parole. Un po’ tantine, soprattutto perché devo ancora aggiungere qualche scena che ho lasciato indietro. Ma, se tutto va bene e con un po’ di editing rigoroso, una volta che avrò aggiunto tutto quel che manca, tolto quel che ridonda, deciso che cosa fare di un personaggio e tirato il tutto a lucido, conto di ritrovarmi con centomila parole – una misura ragionevole per un romanzo storico sul mercato anglosassone.

Ma questo è lavoro per la metà di aprile, dopo un paio di settimane di decantazione.

Nel frattempo, rejoice with me: ho finito la seconda stesura!

Sono soddisfatta del risultato? Ragionevolmente.

Ci ho messo troppo tempo? Oh, sì.

È valsa la pena di cominciare invece di agitarmi come un millepiedi che non sa più che zampa muovere per prima? Perbacco, sì!*

Adesso, se sono bravina, per un paio di settimane mi dimenticherò di Ned. E sì, per carità, so che faccio sempre di questi propositi, e poi mantenerli è un’altra faccenda – ma questa volta ho due cose e mezza di cui occuparmi intensamente. Cose di teatro – cose, tra parentesi, di cui verrete informati a tempo debito…

Per ora inclino a non essere del tutto insoddisfatta di me stessa. Dopo tutto, ho finito la seconda stesura, giusto?

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* E, mentre siamo qui, grazie D., per avermi dato una spinta quando a me sembrava una follia…

Oh… e no: non è, non è e non è un pesce d’aprile.

scribblemania

Ricapitolando

Writing at a DeskEd eccoci in dicembre – dal che si deduce che novembre è definitivamente, irrimediabilmente passato…

E da questo discende che è ora di bilanci.

Avevo deciso di dedicare novembre alla seconda stesura del romanzo, ricordate? E poi ho inconsultamente decapitato il tutto, e poi invece i capitoli amputati si sono ripresentati

E questa era la situazione un paio di settimane fa. Che è successo dopo?

È successo che sono andata avanti – anche se più lentamente di quanto avrei voluto. All’epoca dell’ultimo bollettino era già chiaro che non sarei riuscita a terminare entro la fine del mese, e in effetti… Il risultato a oggi lo vedete nella barra contaparole qui di fianco: 52014 parole. Se fosse stato NaNoWriMo, potrei cantar vittoria. Stando le cose come sono… Mah.

Ci sono soddisfazioni: molte cose hanno preso un aspetto migliore, altre si sono snellite, la logica narrativa è decisamente migliorata, ho eliminato un personaggio di cui obiettivamente non sapevo troppo bene che fare e ho risolto un paio di problemi maiuscoli che avevo lasciato in sospeso nella prima stesura – e fin qui tutto bene.

Resta una certa quantità di dubbi, resta Gib Darlowe la cui sorte non ho ancora deciso – e naturalmente resta mezzo romanzo da revisionare…

What next?natale3

Mi piacerebbe dire che finirò in dicembre, ma non ci provo nemmeno. Dicembre è dicembre – un mese di preparativi, impegni, biscotti con le spezie, corse*, ospiti e piccolo artigianato. Un mese che scivola via con terrificante rapidità. Un mese impossibile, dal punto di vista della scrittura. E in parte è colpa mia, sapete: chi mi obbliga ad imbarcarmi ogni anno in decorazioni ridicolmente intricate? A fare in casa lebkuchen e Christmas pudding? A cedere prima di subito se qualche idea natalizia dovesse arrivare alla porta** strillando “Scrivimiscrivimiscrivimi?” Eccetera eccetera eccetera? E però… che devo dire? È dicembre. Ho imparato a rinunciarci, writing-wise, e andare con la corrente profumata di cannella e rami d’abete.  Dopo tutto, dicembre è dicembre, e gennaio arriverà fin troppo presto.

Detto ciò, non intendo fermarmi completamente – perché fermarsi completamente è cosa pessima. Procederò a un ritmo piccolino piccolino, per ora – e quel che verrà sarà il benvenuto. Poi a gennaio, a pudding smaltito e sipario chiuso, sospetto che sarò fin troppo felice di avere la seconda stesura di cui occuparmi.

Sono le gioie di scrivere on spec, dopo tutto. E buon dicembre a tutti.

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* E tuttavia, ieri – ed era il primo di dicembre – sono stata in città e ho combinato un’incredibile quantità di cose natalizie. Ed era, lo ripeto, il PRIMO di dicembre. Non sembravo nemmeno io. Probabilmente nevicherà. D’altra parte, è quel che ha detto anche G., lunedì sera, vedendomi entrare in teatro con ragionevole puntualità, per una volta nella mia vita: “Che cosa fai qui? Come mai non sei in ritardo? Così fai nevicare!” Per cui forse possiamo aspettarci un bianco Natale.

** Mi piace come lo dico – in questa forma dubitativa… Mettiamola così: quando qualche idea natalizia arriverà alla porta

 

romanzo storico · scribblemania · scrittura

Piccolo Bollettino Così

guillotine1Al volo, abbiate pazienza – perché un conto sono i buoni propositi, e un conto è metterli in atto in questi giorni di parenti e crisantemi…

Allora, si dice che chi ben comincia sia a metà dell’opera, giusto?

Ebbene, io ho cominciato con un’improvvisa folgorazione: perché, o Clarina, cominciare nel 1587? Vuoi davvero farlo? Perché non iniziare invece con la fine di dicembre del 1588, amputare tre capitoli, scrivere un inizio pressoché nuovo e vivere felici?

Così adesso ho avviato un nuovo file di Scrivener in cui il romanzo inizia a fine ’88, e sto scrivendo una prima scena nuova di zecca, e il conto parole ricomincia daccapo.

Credo di avere decapitato il mio romanzo… Quel genere di decapitazioni da cui si dice che la storia media tragga beneficio.

Il romanzo ne trae beneficio? E io sto vivendo felice?

Guardate, proprio non lo so.

Non ancora.

Vi saprò dire.

scribblemania

Seconda Stesura

55327_girl-writing_lg-1“Ma tu, o Clarina, non stavi revisionando un romanzo?”

Ebbene sì, stavo. Sto.

Tre mesi, a questo punto, di riletture, rimuginamenti, appuntiappuntiappunti, epifaniole, taccuini, post-it, cartoncini di varie misure e vari colori…

Da un lato, molte cose hanno assunto una forma di qualche tipo – spesso anche piuttosto soddisfacente. Dall’altro… Eh. Questa storia ha delle pretese. Un sacco. Alcune sono sensate, altre sono lodevoli, altre ancora – come quella di finire in due modi diversi – non mi colmano precisamente di tripudio. Roundandround

Tutto ciò ha fatto sì che nel corso dell’ultimo paio di settimane – complice anche un simpatico susseguirsi di malannucci di stagione – io abbia girato in tondo tra le mie montagne di appunti e post-it, mugugnando tra me e facendomi venire le rughe in fronte.

E ciò non è bello.

Così ho cercato aiuto, conforto e suggerimenti – e ne ho avuto uno che, una volta assorbito lo shock iniziale, mi piace molto:

yikesComincia la seconda stesura, mi si è detto.

Anche se ho l’impressione di non essere affatto pronta. In fondo i casi sono due: o è solo un’impressione – e allora tanto vale che mi tutti e cominci, oppure ho ragione – ma almeno cominciare smuoverà qualcosa e forse, procedendo, mi accorgerò di che cosa diamine sia che non va.

E vi dirò, lo schock iniziale (Manononsonoprontanonlosonoaffattomiservonoancoraunpo’digiornisettimanemesiannisecoli…) è durato pochissimo – perché in realtà l’idea di cominciare la seconda stesura è molto, molto, molto attraente…

Questo è successo sabato pomeriggio e poi, la vita e le bronchiti essendo quel che sono… er, non ho cominciato.blank sheet in a typewriter

Ma oggi è lunedì, e sto quasi bene – o quanto meno ho deciso che ho concesso alla faccenda tutto il tempo che intendo concederle – e quindi oggi pomeriggio si comincia la seconda stesura, perbacco!

Intanto, a titolo di incoraggiamento, metto qui di fianco il contaparole della revisione.

Vi farò sapere.

 

scribblemania

Da che parte per la seconda stesura?

“E come va la revisione, o Clarina?”

Oh, che carini a chiederlo… E visto che chiedete, la revisione… diciamo che procede. Intanto ho finito la prima rilettura diagnostica – con tutta una piccola serie di risultati. Vediamo un po’…

Postit1.Sotto un cumulo di carte, nel mio studio, ho trovato – incredibile dictu! – una scrivania. Essendo grande, si è rivelata moto più comoda del divano per quel che devo fare adesso. Chi l’avrebbe mai detto? Voglio dire, una scrivania…

2. Ho deciso che il post-it è il migliore amico del revisore.  Ho dato retta a Holly Lisle, e in questa fase non ho fatto nemmeno un segnolino sulle mie duecento e rotte pagine di stampa – perché questa è una fase di diagnosi, giusto? Però, man mano che rileggevo, ho preso appuntiappuntiappunti, cose del genere “spostare al capitolo successivo” oppure “Ma G.D. aveva già lasciato la compagnia”, oppure “VOCE, VOCE, VOCE!!!”, oppure “Stringere” – e li ho presi su un diluvio di post-it di vari colori e misure, a seconda della necessità e di un vago colour-code.

3. Potrei negare che subito dopo il post-it venga la lavagna di sughero, ma mentirei. Per avere anche una visione d’insieme, ho Corkboardattaccato alla lavagna di sughero una serie di cartoncini su cui ho scritto a caratteri di scatola – e in alcuni casi, non ridete, anche illustrato – una serie d punti chiave. La struttura di fondo della storia, alcune cose che al momento non ci sono ma servono assolutamente, temi e immagini che devono ricorrere più spesso, necessità & magagne… cose così. La lavagna adesso è issata bene in vista su una mensola della libreria.

4. Rileggendo, comunque, ho scoperto che questa prima stesura mi piace più di quanto mi aspettassi – per una prima stesura. Questo può essere un bene, oppure no. Non vorrei che mi intralciasse nella necessità di asciugare e snellire il tutto… Ero convinta che la seconda stesura sarebbe stata più succinta della prima, ma… er. Diciamo che non ne sono più così sicura.

kj5. Ho trovato una faccia al mio protagonista. No, sul serio. Non ne aveva ancora una. Per me è sempre un problema, perché da un lato non sono una persona terribilmente visiva e tendo a trascurare questo aspetto, e dall’altro però sono costretta ad ammettere che una faccia è di grande aiuto in fatto di descrizioni e caratterizzazione… Be’, adesso Ned assomiglia a Tom Hiddleston. Ammettiamolo: poteva andare molto peggio.

6. Sono lievemente sconcertata nel constatare che manca un finale, manca un finale e manca un finale – e non c’è niente da fare. Voglio dire – la storia giunge a una conclusione di qualche tipo – ma da questo a dire che ci sia un finale… Mah. Speriamo che emerga nel corso della seconda stesura.

Ecco. E adesso dovrei essere pronta per la fase successiva: tendere archi, dar forma a cose vaghe, aggiungere strati, pieghe e ombre, fissare le luci, annodare tutto quanto a tutto il resto… Dovrei avere tutto quel che serve, giusto? E allora perché invece procrastino da due giorni come se non ci fosse un domani?

Ah well. Passerà – e sarà bene che veda di passare oggi stesso. Adesso. Subito. Al lavoro, o Clarina!

Vi saprò dire.

romanzo storico · scrittura · Vitarelle e Rotelle

E Si Riparte

keep-calm-and-start-revisingCi siamo. Oggi comincio la revisione. Il mese è passato, e ormai il paio d’occhi nuovi dovrebbe essere cresciuto.

Sono stata bravina – nel senso che per un mese non ho sfiorato la prima stesura nemmeno con l’orlo della veste. Non mi credevo capace di resistere tutto un mese, e invece sì.

Bravina e niente di più, perché mi ero riproposta di scrivere altro durante la pausa, e invece non ho fatto granché. Però in compenso ho collezionato idee. Non è il passatempo ideale, nelle circostanze, ma ho mezzo quaderno di appunti su due idee e mezzo completamente nuove e un paio di vecchie cose che tornano a farsi sentire… Not good. O meglio: ciò è bello in senso assoluto, ma rischia di essere un po’ d’impiccio al momento…  Ma – e questo è più incoraggiante, ho raccolto fecola per la seconda stesura.

Sì, fecola, you know. Quella specie di farina di patate che si usa per addensare le creme e i sughi. Ebbene, intendo fecola linguistica e descrittiva, e un paio di idee per la mia voce narrante. Idee che non mi dispiacciono affatto, if I say so myself.

E quindi oggi si comincia. L’intenzione è di cominciare raccogliendo appunti e annotazioni, facendo qualche piano e cominciando a rileggere la prima stesura. Vorrei anche rispolverare How To Revise Your Novel, il corso di Holly Lisle che avevo seguito qualche anno fa. Non tutto si adatta alle mie esigenze, ma ci sono parecchie idee e suggerimenti che ho trovato ottimi nel corso di altre revisioni. revise

E comunque è del tutto inutile che stia qui a strologarci su e a far piani sui piani che farò. Il fatto si è che mentre da un lato non vedo l’ora di ricominciare dall’altro sono un po’ in ansia. Ned mi è mancato nel corso di questo mese – e ciò è bello – ma iniziare la seconda stesura è… impegnativo. Il senso di galoppo e di vacanza della I stesura, la necessità di buttar giù la storia prima di tutto… tutto ciò è passato. Adesso è questione di tirare le fila, di dare una forma precisa, di definire i particolari, le voci, i posti, le vie, i SOMETHING che ho disseminato per strada. Per non parlare del finale… C’è un che di definitivo, nell’idea di una seconda stesura, e…

Oh well. Non c’è niente come cominciare, giusto?

E allora, al lavoro.

Seconda stesura.

Vi farò sapere.

 

scribblemania

È un Sipario Quello che Vedo Davanti a Me?

there-clipart-clip-art-almostE il romanzo, o Clarina?

Ultimamente ho trascurato i piccoli bollettini, ma non mi sono fermata. Anzi, forse avrete notato – e se non lo avete notato ve lo dico adesso – che ho passato le previste novantamila parole.

Il che non è una grossa sorpresa. Le prime stesure sono prime stesure, e i romanzi in particolare hanno questa maniera di germogliare in maniera incontrollata. È tutto un germogliare di scene impreviste, personaggi che si prendono delle libertà, medici della peste in libera uscita… Ma davvero: è normale.  O abbastanza normale perché non mi agiti. Il momento di potare  verrà con la revisione.

E allora probabilmente sì che mi agiterò – ma quello è un altro discorso. Ne parleremo più avanti, quando avrò finito la prima stesura. Per ora – siccome mi si dice che sia saggio agitarsi per una cosa alla volta – mi agito per questo:

Questa settimana intendo, voglio, devo, m’impongo di finire la dannata prima stesura.

Perché sì, per un sacco di ragioni, perché è la scadenza che mi ero data originariamente, perché all’orizzonte potrebbe – potrebbeLeaping_Frog_by_lady_flissesserci una scadenza meno artificiale, seppure più teorica, perché voglio finire. E quindi chiamiamolo un ultimo balzo, volete?

Il che comporterà una settimana un nonnulla intensa.  Mi mancano ancora un sacco di scene – e su alcune ho le idee più chiare che su altre – e non sono sicura che non germogli qualcosa d’altro di collaterale nel frattempo, per cui non so di preciso quante altre parole mi possa aspettare prima del sipario. E no, niente sipario, in realtà – all’epoca non usava – ma a questo proposito c’è anche la questioncella del finale… Il finale c’è, ma è ancora un nonnulla irrisolto.

E nel frattempo, non è come se il lavoro fosse magicamente svanito…

E quindi?

E quindi il piano per la settimana è questo: scrittura matta e disperatissima e lavorolavorolavoro, poco sonno, niente distrazioni.

Vi terrò aggiornati.