Furore Tremendo · scribblemania

Piccolo Bollettino Postale

E a volte poi ci si chiede…

Perché siamo sinceri: quando si cincischia futilmente per mezza mattinata, fissando lo schermo, aggiungendo tre parole ogni tanto e poi cancellandone cinque, e poi si va in posta – e si deve aspettare per mezz’ora abbondante, e in quella mezz’ora (forse messe in movimento dal furore epico dell’attesa) all’improvviso le idee si presentano in numerosa abbondanza e buona forma, e si tira fuori il taccuino*, e si combina in mezz’ora più di quanto si sia messo insieme negli ultimi due giorni…

Quando tutto questo accade, che cosa bisogna pensare?

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* Visto? Sempre, sempre, sempre portarsi un taccuino. E una penna.

8 risposte a "Piccolo Bollettino Postale"

  1. … si può pensare che le poste sono un sogno per alcuni, per altri un incubo (cit.)Io da ieri inseguo una raccomandata smarrita che contiene “solo” la mia domanda d’esame di dottorato.Anch’io ho ricavato colorite… ehm, ispirazioni, da questo evento.Ma non credo siano pubblicabili.

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  2. Sempre pensato che le file alle Poste sono una di quelle circostanze che dimostrano che l’umanità merita di essere distrutta.Quindi ottimo spunto per racconti di fantascienza. 🙂

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  3. Per dire la verità, dalle mie parti la lentezza e abissale inefficienza del servizio generano tra i poveri utenti un senso di furia solidale, e ci si ritrova affratellati nella sete di sangue postale con gente che in circostanze normali nemmeno si saluta… E a ben pensarci, qualcuno che mi vedesse soltanto in posta si farebbe l’idea che io debba essere una dragonessa, tanta è la furia che invariabilmente mi coglie… 🙂 Clarina Ferox

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  4. I notes a prova d’acqua sono un classico delle forniture di materiale per il lavoro sul campo dei geologi – ho conosciuto studenti (e docenti) che arrotondavano spacciando notes waterproof ai colleghi ap rezzi stravaganti.I miei colleghi all’Università di Londra, si tenevano in tasca un grosso sacchetto di plastica trasparente, ed al primo accenno di pioggia, cacciavano dentro notes, matita e mani, e continuavano a prendere appunti così, senza spendere quattrini in gadget di dubbia utilità.

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