considerazioni sparse · Storia&storie

Quasi una storia di fantasmi

Un giorno, una manciatina d’anni orsono, squilla il telefono, e una voce dall’accento teutonico chiede se è possibile parlare con Chiara Prezzavento. Quando rispondo che non solo è possibile, ma la cosa è già in corso, la signora mi spiega di essere una ricercatrice per conto del Clan Urquhart.

ThomasUrquhart.png“I discendenti di Sir Thomas?” domando io un po’ incredula. Sir Thomas Urquhart è un erudito e viaggiatore scozzese del Diciassettesimo Secolo, uno Sbregaverze fatto e finito. E se pongo la domanda è perché…

“Sì!” esclama la signora all’altro capo del telefono. “E non riesco a trovare il suo libro, né alla biblioteca Teresiana né in libreria, e invece io DEVO leggere il suo libro!”

Perché, vedete, Sir Thomas è uno dei personaggi de Lo Specchio Convesso, il mio primo romanzo, pubblicato nel 2004 presso La Kabbalà, e tristemente uscito di commercio molto presto. O piuttosto, mai entrato veramente in commercio, come capita ai libri pubblicati con microeditori che non hanno distribuzione… Anyway, tornando alla mia telefonata, immaginatemi assolutamente elettrizzata dal fatto che qualcuno abbia disseppellito lo Specchio dal suo oblio. Non capita tutti i giorni che un ricercatore straniero ti chieda del tuo romanzo morto… C’è sempre la possibilità che il ricercatore in questione alla fin fine faccia te e il tuo romanzo a pezzettini molto piccoli per qualche inaccuratezza, ma decido che sono disposta a correre il rischio.

Con Elisabeth ci accordiamo per incontrarci in San Simone (dove è sepolto il Critonio, protagonista del libro e, incidentalmente, l’idolo di Sir Thomas), e una volta là passiamo un’oretta felice scambiandoci storie, aneddoti, fonti e teorie… Elisabeth sta conducendo delle ricerche su Sir Thomas per conto del Clan scozzese degli Urquhart, appunto, che non solo esistono ancora, ma sono riuniti in un’associazione culturale molto attiva per quanto riguarda la loro storia. Adesso le sue ricerche l’hanno condotta a Mantova dove, secondo lei, Sir Thomas non può non essere passato.

Io spiego che nel mio romanzo Sir Thomas è un personaggio abbastanza secondario, che mi sono presa delle libertà con i buchi che ci sono nella sua biografia, che si tratta di un romanzo, dopo tutto: assolutamente e solo un romanzo… Ma Elisabeth rimane pervicacemente entusiasta. Non c’è molta gente in Italia che scriva o abbia scritto su Sir Thomas, e comunque lei è convinta che i romanzi siano porte aperte sulla storia. Perché un’invenzione letteraria non può fornire uno spunto o una direzione per la ricerca? Magari era lo spirito di Sir Thomas a suggerirmi certi particolari, conclude Elisabeth…

E io sorrido all’idea, ma Elisabeth è serissima, e procede ad informarmi che di quest’ultima teoria è convinta nella più granitica delle maniere. Noi crediamo di scrivere saggistica e narrativa storiche di nostra iniziativa, ma in realtà sono gli spiriti dei morti a ispirarci, guidarci e pungolarci. Segue un’affascinante storia à la Delia Bacon, su come visitare il campo di battaglia di Bannockburn sia stato fondamentale per il suo saggio in proposito – e non certo per il colore locale, ma per quello che i morti di tanti secoli fa le hanno sussurrato mentre passeggiava…

Ora, vedete, sentirsi mormorare queste cose nella penombra di una chiesetta gelida e deserta è il genere di cose che v’induce a… diciamo a esplorare possibilità narrative. Così m’immagino il Critonio seduto sul suo cenotafio che ci guarda dall’alto e sospira un po’. E Annibale che da vent’anni a questa parte mi dà il tormento perché scriva, scriva, scriva la sua storia. E in anni più recenti Kit Marlowe ugualmente impegnato… E in realtà è un esercizio lusinghiero, perché magari James Crichton è un tantino dimenticato dalla storia e disperato alla ricerca di un autore qualsiasi, ma l’idea di avere attirato l’attenzione di gente come il generale Barca e Marlowe… eh.

Di Elisabeth, poliglotta, viaggiatrice e mezza spiritista, non ho più avuto notizie dopo quel pomeriggio lievemente surreale. Non mi ha nemmeno più scritto, come aveva promesso di fare per dirmi se il libro le fosse piaciuto… Immagino di no – e in effetti, considerando la sua ammirazione per Sir Thomas e il mio ritratto del personaggio, non posso dire di essere oltremodo stupita. Quel che mi resta è l’idea per una storia che, credo, prima o poi metterò in pratica.

 

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