gente che scrive

L’Uzzolo Di Far (Di)Segni

DaneCoward
Noel Coward secondo Clemence Dane

Non solo disegni, in realtà – per dire, a Clemence Dane piaceva scolpire – ma quando John Updike dice che

L’uzzolo di far segni neri sulla carta è comune a molti scrittori,

si direbbe che non abbia tutti i torti, considerando quanti scrittori disegnassero.

Ed è vero, nell’Ottocento inglese chiunque avesse un’educazione sapeva disegnare con qualche grado di competenza, se non sempre di abilità, talento o gusto*.

Victor_Hugo-Bridge
Victor Hugo

Poi però si vedono cose come i disegni di Victor Hugo, che Delacroix, nientemeno, riteneva capace di diventare uno dei grandi pittori del suo tempo, se solo ci si fosse dedicato, e in effetti… Poi non è come se non ci si dedicasse per nulla, considerando che in vita sua produsse varie migliaia di disegni – e fu anche un precursore del metodo Betty Edwards: disegnava con la mano sinistra per entrare in contatto con il suo subconscio.

Emilyfir tree
Emily B.

In casa Brontë si disegnava parecchio, fin da bambini. Come voleva il costume dell’epoca, per le ragazze era un grazioso passatempo, e l’unico cui fosse permesso di aspirare a una professione artistica era Branwell, l’unico figlio maschio. Charlotte, adolescente, avrebbe dato parecchio per poter studiare pittura, ma il Reverendo Brontë non ne volle sapere. Branwell fu messo a bottega da un pittore – e non andò bene. Tentò la sorte alla Royal Academy – e andò peggio. Aprì un suo studio di ritrattista – e non parliamone nemmeno. E intanto le sue sorelle scrivevano di nascosto… Alla fin fine, però, la più notevole con una matita in mano era Emily, cui non interessava nulla se non di scrivere le sue poesie in gran segreto, per cui…

Lewis Carrol in origine, si illustrò Alice da sé – pieno d’immaginazione, competente quanto basta, notevole a suo modo – ma non abbastanza, così che per la prima edizione  del 1865 MacMillan 220px-Alice's_Adventures_Under_Ground_-_Lewis_Carroll_-_British_Library_Add_MS_46700_f45vcommissionò 42 illustrazioni a John Tenniel, con rigorose istruzioni di ispirarsi a quelle di Carrol.

Ma in realtà, i produttori di segnetti sulla carta sono tanti, compresi i miei beneamati Conrad e Kipling, Sylvia Plath, Edgar Allan Poe, Elizabeth Barret Browning, Dylan Thomas e una quantità di altri che potete trovare a questo bellissimo link. E anche questo con gli scarabocchi non è affatto male…

Non trovo che tutto ciò sia straordinariamente sorprendente. Meraviglioso, sì, ma non soprendente. A volte un tipo solo di segni sulla carta non basta. Una forma sola non basta. Si desidera parecchio dare ai propri personaggi, alle proprie idee, alle proprie storie qualche altro tipo di presenza concreta. O quanto meno, io lo desidero tutto il tempo, ma non so fare una o con il bicchiere – e mi confesso piena di ammirata invidia per chi sa disegnare.

 

__________________________________

* E qui non so trattenermi dal citare la spassosa scena di The Talisman Ring in cui i cospiratori scoprono che Sarah Thane non sa, ma proprio non sa disegnare – e le reazioni vanno dall’incredulo al semi-disgustato.

2 pensieri riguardo “L’Uzzolo Di Far (Di)Segni

  1. Considerando che il sistema scolastico italiano ha provveduto a suo tempo a rimuovere ogni capacità e attitudine per il disegno dal mio cervello, ho sempre invidiato moltissimo chi sa disegnare, passerei ore a guardare immagini disegnate da altri, ho un mio pantheon di artisti e grafici che idolatro, e colleziono voluminosi archivi di documentazioni grafiche per le mie storie.
    Il che, immagino, sia una cosa che interessa un po’ poco al mondo…
    Quindi, per contribuire alcunché di vagamentepiù costruttivo – hai mai visto le illustrazioni di Mervyn Peake per l’Alice di Carroll?
    L’edizione Bloomsbury illustrata da Peake è vivamente consigliata.
    E mervyn Peake, naturalmente, fu un pittore (e incisore, e scultore) che scriveva – e scriveva benissimo.
    Perché a questo punto sarebbe bello un post sugli artisti visivi che scrivono, no?
    (hint hint, nudge nudge)

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  2. Hm… idea interessante. Vedrem-vedremo…

    (E sì, conosco l’Alice di Mervyn Peake. Adoro la sua Lepre Marzolina, e ho sempre trovato il suo Gatto del Cheshire uno dei più inquietanti del panorama)

    "Mi piace"

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