editing · elizabethana · teatro

Piccolo Bollettino Notturno

E anche Send Me Away (ovvero Deptford Parte I) è a posto.

Mi piaceva quando l’ho scritta e mi piace ancora. Buon ritmo, buone voci, buon conflitto. Peccato che serva più che altro da rampa di lancio per l’arrivo di Will nella scena successiva e per l’omicidio in quella dopo… Così l’ho potata da 1700 a 1200 parole, e adesso è più ragionevole.

Siccome non si butta mai nulla, tuttavia, ho salvato a parte parecchie battute cassate, che andranno benissimo per un altro play che sto progettando.

E che, a dire il vero, stavo progettando già da prima… ma questa è letteralmente un’altra storia.

Comunque, le mie intenzioni di finire la seconda stesura prima del Festival sono andate a farsi benedire, e per il resto della settimana il tempo da dedicare alla revisione sarà pochino…

On the other hand, si è già visto che a volte, meno tempo c’è più si combina, giusto?

Stiamo a vedere.

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Piccolo Bollettino Notturno

Whew! Making Way è finita. O quanto meno, è in un ragionevole stato di seconda stesura.

Non sono insoddisfatta – e posso raccogliere i dischetti di carta dal pavimento.

E adesso, sul tema di We’re off to see the wizard:

We’re off to go to Deptford,
The wonderful place by the Thames.
You’ll find it is a murdering place
If ever a murdering place there was.
If ever a murdering place there was,
Deptford is one because,
Because, because, because, because, because,
Because of the murder that happens there.
We’re off to go to Deptford,
The wonderful place by the Thames!

Genius Loci · grilloleggente

Aspettando Festivaletteratura

Chiedo venia e imploro indulgenza. L’avete visto il bollettino?

Ecco, sono le tre e venti mentre lo pubblico, e ho tanto idea che domani mattina non sarò in piedi per postare in tempo.

festivaletteratura, mantova, seamus heaneyMi cospargo di cenere il capo, mi dò dell’improvvida e tutto – ma tutto quel che faccio è annunciarvi che mercoledì comincia il Festivaletteratura, e quest’anno sono riuscita a tenermi libera per occuparmene.

Ho prenotato tutta una serie di eventi tra poesia, storia, bibliorarità, libretti d’opera, metaletteratura…

Quindi in questi giorni aspettatevi post in materia – e si comincia con lo straordinario poeta irlandese Seamus Heaney, che torna a Mantova per ricevere la cittadinanza onoraria e per parlare di poesia, verità, fiducia e radici…

Intanto potete scaricare il programma del Festival qui.

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Piccolo Bollettino Notturno

Ok, c’è voluta tutta la giornata e buona parte della notte, ci sono voluti tanti dischetti di carta da un pollice e 1/4 di diametro – ciascuno corrispondente a un gruppo di battute, ci sono volute quattro distinte sessioni di brainstorming, c’è voluto che la vera motivazione di Will in questa scena (e di conseguenza il vero conflitto della scena) mi franassero in testa nel bel mezzo del pranzo, c’è voluta un sacco di pazienza da parte della famiglia – ma Making Way II è conclusa.

Si capisce che è una prima stesura, a 1359 parole è troppo lunga e ci sono punti che ho lasciato un nonnulla ruvidi.

Adesso ci dormo su, domani la poto a circa 1200 parole, la lustro per benino e poi magari la sottopongo al mio one-woman-workshop.

Posso, F.?

Ma intanto è riscritta – e quando saremo a Deptford sarà tutto più semplice.

anglomaniac · elizabethana · musica

Dopodiché La Piantiamo Con Le Signore Spagnuole

Spanish Ladies, oppure Adieu and Farewell, nella versione a cappella della Robert Shaw Chorale:

Anche se sospetto che cantata dagli equipaggi di Sua Maestà britannica dovesse suonare more like this:

E qui di nuovo Olivier/Leigh/Desni che in tutta probabilità non cantano la ballata elisabettiana della prigioniera rispedita in Spagna suo malgrado:

E buona domenica, ecco.

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Piccolo Bollettino Notturno

Sapevo, sapevo, sapevo che questa scena mi avrebbe dato da penare.

Ci ho trafficato attorno tutt’oggi a più riprese e poi, verso sera, F. è venuta ad ascoltare una traduzione impromptu dei miei sforzi. E mi ha fatto notare che quello che a me piaceva chiamare il nocciolo di Making Way era tutt’altro che chiaro e un tantino verboso.

No, non ha detto così, ma ha fatto le domande giuste – e in effetti il nocciolo è poco chiaro e verbosetto.

Così mi ci sono rimessa di buzzo buono con l’intenzione di snellire, snellire, snellire – e più snellivo, più mi rendevo conto che i problemi della scena erano due: troppa carne al fuoco per una scena sola e, quel che è peggio, nocciolo sbagliato.

Mixed metaphores, anyone?

E così, in un sussulto di buon senso, ho aperto un file nuovo e ho cominciato a riscrivere Making Way da zero. Però non sono andata molto lontano, perché pur avendo un punto d’entrata dalla scena precedente, un punto di uscita verso la scena successiva, un conflitto e una serie di idee su quello che Will e Kit devono dirsi, prima di scrivere devo dedicare qualche pensiero a come infilare tutto quanto in modo liscio e coerente.

Per cui adesso mi arrendo – a meno che non faccia un po’ di brainstorming su carta – e rimandiamo tutto a domani.

editing · elizabethana · teatro

Piccolo Bollettino Diurno

E come diavolo è che questa scena, più ci traffico, più s’ingarbuglia? E più cerco di potarla, più germoglia in direzioni inattese? E più mi c’infurio, più lavoro richiede?

‘Od rabbit it.

O*, nelle immortali parole di Winnie The Pooh: che rabbia.

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* Specifico, a seguito di domanda di non anglofono: “che rabbia” non è affatto una traduzione di ‘Od rabbit it – il cui senso potrebbe rendersi letteralmente come “Dio lo conigli.” Pittoresco, vero? C’è un motivo se adoro l’Inglese elisabettiano…

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Piccolo Bollettino Notturno

Be’, Making Way è a buon punto. Abbondantemente riscritta, relativamente potata, sciaguratamente allungata in places. Migliorata senz’altro. A Will, quando s’infuria, si scioglie la lingua e cresce un po’ di spina dorsale.

Ad ogni modo domani conto di finirla del tutto, e aggiungerci la sua piccola coda. Avevo in mente di farla adesso, la coda, ma temo di dovermi arrendere alla palpebra calante.

Dopodiché si lascia il bordello e ci si trasferisce a Deptford – e la parte di Deptford mi piace abbastanza così com’è.

Il che in tutta probabilità dovrebbe allarmarmi, ma quello è un ponte che attraverserò quando ci sarò arrivata – alla volta di domenica.

Quanto a finire prima del Festival… mah. 

considerazioni sparse · guardando la storia

La Macchina Del Tempo

Sentite, oggi niente libri e niente teatro (almeno fino a questa notte). Oggi vi metto a parte di quel che ho trovato mentre rovistavo in soffitta.

In realtà cercavo la mia grammatica greca del Ginnasio, ma a un certo punto mi sono ritrovata per le mani un quaderno di analisi logica delle medie. Era un quadernetto ad anelli rosa con una terribile fantasia a coccodrilli e, data la mia radicata antipatia per la teoria grammaticale in qualsiasi lingua, l’avrei rimesso dove l’avevo trovato senza un secondo pensiero, se non avessi notato due fogli a quadretti di colore diverso.

E sui fogli a quadretti erano annotati dei titoli di telegiornale. Non so a voi, ma a me facevano fare queste cose. Quindici titoli di un telegiornale di mezza vita fa – una fetta di un’altra esistenza regolata da altre paure, altri nomi, altre circostanze quotidiane. Abissalmente diversa… forse.

TG1, 1988, telegiornale, macchina del tempoImmaginate la vecchia, vecchia sigla del TG1 con gli ottoni e le cornici concentriche di rombi gialli e blu, e uno speaker che poteva essere – chissà, magari Paolo Frajese? E immaginatevi anche una piccola Clarina che annota freneticamente…

 

1) La camera* approva il bilancio, la maggioranza ha retto bene.
Eh…

2) Reagan e Gorbaciov: entrambi interessati a un incontro. Schultz alla NATO, Shevarnadze a Praga. Reagan rassicura l’Europa.
Considerate che siamo dopo il vertice di Reykiavik e IRNFT, e direi che era troppo presto per i negoziati START I, per cui doveva trattarsi di tentativi di apertura reciproca. D’altra parte, come si vede dalla voce successiva, l’Ottantanove era dietro l’angolo. 

3) La crisi mediorientale minaccia nuovamente il Libano. Inutili ricerche del colonnello Higgins. Nuovi scontri in Israele.
E da questo si capisce che siamo nel febbraio dell’Ottantotto. Niente d’insolito per quanto riguarda il Libano e Israele, ma il Colonnello Higgins era un ufficiale americano, capo degli osservatori militari di UNTSO in Libano. In febbraio venne rapito da gente di Hezbollah, interrogato e torturato. Il Consiglio di Sicurezza ONU ne richiese la liberazione con la Risoluzione 618, senza ottenere il minimo risultato. Sarebbero passati due anni prima che si ritrovasse il suo cadavere, coperto da segni di tortura.

4) La resistenza afgana annuncia un futuro goveno provvisorio. Scomparso a Roma un diplomantico Afgano.
E anche questa è una di quelle storie così vecchie e sempre in corso di validità… I governi provvisori in Afghanistan, I mean, non i diplomatici che scompaiono. Il diplomatico forse scomparve con la cassa dell’Ambasciata – ma si vociferava anche che si fosse consegnato alla CIA. Non ricordo come sia andata a finire la storia.

5) Decimo rialzo consecutivo x** il mercato azionario. Cala leggermente il dollaro.
Decisamente altri tempi.

6) Nuovi scioperi negli aeroporti.

7) Debenedetti s’incontra a Bruzelles con i maggiori esponenti del governo belga.
I tempi in cui qualche volta si andava a Bruxelles per parlare anche con i Belgi…

8) Altri 109 ordini di cattura x spacciatori e trafficanti di droga a Verona.
Epperò.

9) Violenta esplosione a               : 1 morto e 6 feriti.
E questa mi era proprio sfuggita.

10) Più di 1400 i malati di AIDS.
E il numero faceva molto effetto.

11) Servizio sulla pornografia.
Così, generico e senza dettagli. Forse la famiglia esercitò censura? Trattandosi dell’allora Tenente Colonnello, peut-être.

12) Oggi a Bologna i funerali di Salomuzzi.
O Salamuzzi? O Salomucci? Non solo proprio non ricordo, ma nemmeno Google è del minimo aiuto. Qualcuno ha idea?

13) Arrestato dall’F.B.I. a New York Salvatore Inzerillo, presunto mafioso.
E chi può dire se fossi io o il TG1 a mancare di un criterio nello scrivere le sigle…

14) Domani sera il festival di S. Remo.
Puntualmente.

15) Fuori dalla zona medaglie gli azzurri del Biathlon a Calgary. Russi e tedeschi di*** disputano i primi posti.
Dove si vede che forse ero io – quanto meno avevo le maiuscole allo stato brado.

Ecco qui. Una finestrina in formato A5 – carta a quadretti – aperta su una sera di ventiquattro anni fa. Tempi di Libano in fiamme e di Olimpiadi canadesi, tempi in cui avevo per la testa più che altro la Cavalleria Rusticana in play-back che preparavamo a scuola, ma evidentemente il mio interesse si concentrava sugli esteri. Ed era un mondo che, di lì a un anno o poco più, sarebbe cambiato in modo profondo – solo che ancora non lo sapevo.

E voi? Ha funzionato la macchina del tempo? Dov’eravate poco dopo la metà di febbraio dell’Ottantotto? Che cosa facevate? Che cosa aspettavate? Di che cosa avevate paura?

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* Sic: minuscolo.

** Sic: non ero immune. I plead not-quite-fourteen.

*** Dic. Er… Sic.

 

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Piccolo Bollettino Notturno

Ricordate il bollettino di ieri? Una scena a posto, un’altra a buon punto, e poi arriva quella centrale e intensa, quella da mettere bene a fuoco, quella che richiede serie potature…

Ecco, quello era il programma.

E poi non so che cosa sia successo, ma oggi ho ripreso in mano la prima scena di ieri, finito la seconda – quando si dice procrastinazione nascosta – e poi, ma molto poi, ho cominciato finalmente a lavorare su Making Way.

E pota di qua, pota di là, taglia, togli, cassa e cancella, e sistema e lima e rigira e riscrivi, adesso Making Way è di circa 150 parole più lunga di quando ho cominciato.

E il bello si è che non sono nemmeno a metà dell’opera.

Giuro che non so bene come ho fatto, ma mi sento proprio tanto, tanto, ma tanto astuta.