Ricordate le meravigliose sculture di carta di Edimburgo? Ne avevamo parlato qui, diffusamente e con abbondanza d’immagini.
Ebbene, a un anno e mezzo di distanza sono felice di dirvi che l’anonima creatrice di meraviglie non se n’è rimasta con le mani in mano.
Per cominciare, le dieci sculture magicamente comparse nel corso del 2011 non erano tutta la storia. Alla fine di novembre, un pacco misterioso arrivò allo Edinburgh Bookshop per Ian Rankin, lo scrittore che aveva ispirato la scultrice.
Naturalmente era un altro libro-scultura, dedicato a The Impossible Dead, l’ultimo romanzo di Rankin:

L’etichetta diceva:
“Qualcosa dentro di noi non muore mai…” (R. Burns, 1790) A sostegno di coloro che trasformano le idee in parole, le parole in libri e, naturalmente, i libri in biblioteche.
Poi passò una decina di mesi, uscì un bel libro su questa storia, illustrato con le fotografie di Chris Scott, e le sculture girarono la Scozia in una visitatissima mostra itinerante e poi tornarono là dove la loro autrice le aveva destinate – e nessuno seppe più nulla fino all’agosto del 2012, quando i visitatori dell’Edinburgh International Book Festival cominciarono a trovare in giro per i padiglioni delle rose di carta. Ce n’erano cinquanta, ciascuna accompagnata da una citazione di Wilde che dice “Libertà, libri, fiori – e la luna”, ciascuna in regalo per il fortunato che la trovava.
Ma non era finita.
A novembre, Book Week Scotland annunciò di avere contattato la Scultrice in via anonima, convincendola a realizzare altre cinque sculture per una specie di caccia al tesoro. Nel corso della settimana del libro, tutta la Scozia leggente si mise in cerca, e trovò dapprima…

Lanark, di Alisdair Gray
E il secondo giorno…

Tam O’Shanter, di Robert Burns
E il terzo…

Whisky Galore, di Compton Mackenzie
E poi il quarto…

Peter Pan, di J.M. Barrie
E infine…

Treasure Island, di R.L. Stevenson.
E per i cinque cacciatori di tesori e risolutori d’indovinelli la Scultrice aveva preparato cinque piccole sculture – cinque tazze da tè di carta da tenere.
Ma se questo era un gioco, prima della fine dell’anno la nostra donna del mistero tornò a fare sul serio, facendo recapitare per posta un pacco alla Scottish Poetry Library, dove tutto era cominciato quasi due anni prima. Il pacco, da non aprirsi fino al 7 dicembre, conteneva un’altra scultura ispirata alla raccolta A Child’s Garden of Verses, le poesie per fanciulli di R.L. Stevenson:

E l’etichetta diceva:
Per amore dei libri. Ogni fine segna un nuovo inizio.
Il che sembrava promettere che non fosse finita, giusto?
E infatti…
Tra la primavera e l’estante di quest’anno è stata la volta di una nuova serie di tre sculture intitolata Preparing To Fly. In maggio…

1) Uova, di nuovo alla Scottish Poetry Library,
Poi in giugno:

2) nidiacei alla Leith Library
E in luglio:

3) tutto per il volo (in un magnifico piccolo baule) alla EUCL
Perché, tiene a ripetere la Scultrice Misteriosa, biblioteche, libri, conoscenza, lettura – sono tutti sinonimi di libertà.
E il gioco non è ancora finito. Domenica, disseminate per l’Edinburgh International Book Festival, sono saltati fuori trenta uccelli in gabbia come questo:
“Liberami,” dice l’etichetta. “Scegli tu dove…”
Qui potete vedere tutte le immagini a cura di Paper, Scissors, Stone, e a giudicare dal “coming soon” su @_freetofly_, l’attuale profilo Twitter della Scultrice, possiamo aspettarci altre meraviglie a breve termine…
1) L’Isola del Tesoro, che poi non è nemmeno il mio Stevenson preferito, ma di sicuro il primo che ho letto – ed è il genere d’incontro che non si dimentica. Anche solo l’inizio, con la locanda sulla costa ventosa, il misterioso ospite spaventato, la Macchia Nera… E poi vogliamo parlare di Silver? Fasullo, manipolatore, affascinante, contastorie e crudele… Tra l’altro, con il suo pappagallo sulla spalla e la sua gamba di legno, è Il pirata per eccellenza. D’altra parte, con questo romanzo (scritto, vuole la leggenda, in due settimane di vacanze piovose), Stevenson arredò buona parte del genere. 
3) La Coppa d’Oro, che talvolta si traduce – chissà perché – come La Santa Rossa. John Steinbeck. Primo romanzo. Unico romanzo storico. Ancora Henry Morgan, ma tutt’altro mood. Una specie di monumento al narratore inaffidabile – e nemmeno in prima persona… Ma non si può mai essere certi nemmeno di quel che questo Morgan pensa, men che mai di quel che racconta. È il tipo che si reinventa le vite (più d’una) ogni volta che le racconta, aggiustandole per dare loro una simmetria narrativa e una profondità di significato che il lettore è invitato a sospettare non abbiano. E però, chi può dire che cosa rimanga di vero sotto le incrostazioni di menzogne, ritocchi e aggiustamenti? Con la beffa aggiuntiva che gli ascoltatori smettono di credergli abbastanza presto – ma non è detto che a
Avviso ai naviganti: Libro Non Tradotto ahead. 


avevamo già parlato
E allora faccio qualcosa che non avrei mai creduto di fare… Ma d’altra parte questa è un’estate di cose che non avrei mai creduto di fare (figuratevi che, per la prima volta in venticinque anni, vado al mare per una settimana!) e allora, che diamine: vi aggiungo un link salgariano.
Sto leggendo The Forgotten Garden, di Kate Morton – che è un massiccio librone e un’ottima lettura, ben scritto, con una struttura interessante, personaggi attraenti, vivide ambientazioni (plurale), misteri e segreti che si svelano lentamente e varie storie interconnesse a molti livelli.
Domani, Mesdames et Messieurs, sarebbe il centocinquantesimo compleanno di Anthony Hope.


Roger Lancelyn Green ha scritto – un nonnulla acidamente – che Hope era un dilettante di prima classe, ma un mediocre autore di professione. Mah… sarà – e tuttavia il giudizio mi sa tanto di genre-snobbishness: dubito molto che Hope abbia mai preteso di essere un Sacerdote delle Arti, ma è riuscito a vivere agiatamente della sua scrittura, ha scritto, pubblicato e messo in scena parecchio e con successo, si è lasciato dietro almeno un titolo amatissimo, lettissimo, tradottissimo, imitatissimo, parodiatissimo, sceneggiatissimo e rappresentatissimo, e ha, se non proprio creato, dato forma a un genere. Non so immaginale molte carriere più professionali di così.
Quando ho scoperto che c’era questa edizione italiana di Lord Jim in una collana per ragazzi – età consigliata dai dieci anni in su, non ho avuto pace finché non ci ho messo sopra le mani.