considerazioni sparse · Shakespeare Year · teatro

Muoviti, o Clarina!

ReadShakespeare_094_6001È una gelida e nebbiosa mattina ai primi di dicembre. La Clarina galleggia in uno spazio indefinito, insieme a stampanti, teatrini di carta, vetuste valigie piene di palline natalizie, copioni, ciotole di frutta secca e mantelli rossi. Tutto galleggia. Anche Belisario, il Pendolo della Nonna che suona sempre l’ora che vuole, e anche lo Spirito del Bardo.

Belisario – Dong!

SdB – Muoviti, o Clarina!

C (fa frenetici gesti tra il natatorio e il non si sa troppo bene) – Mi sto muovendo!

SdB – Non abbastanza. Hai stampato il disegno luci?

C – Li ho stampati entrambi.

SdB – Hai spedito tutto per il Palcoscenico di Carta?

C – Sto spedendo…

Belisario – Dong!

SdB – E il file con la musica? L’hai messo sulla chiavetta?

C – Pittikins… no! Dov’è la chiavetta?

SdB – E lo chiedi a me? E il mantello rosso – ricordati il mantello rosso. christmas_pudding

C – Pittikins pittikins! L’ho visto passare poco fa… L’ho visto, vero?

SdB – Se non lo sai tu… Perché ci sono ciotole di frutta secca in volo?

C – Ciotole di… oh! Il pudding!

SdB – Non hai tempo per il pudding.

C – Devo averlo. Domenica sono al seggio tutto il giorno, quindi domani devo cuocerlo…

SdB – Il seggio?

C – Il pudding!

BelisarBelisario – Dong!

C – Oh, zitto, tu!

Belisario (offesissimo) – Dong! Dong! Dong!

SdB – Credi che zittirlo ti renderà meno in ritardo?

C (Tentando di nuotare in tre direzioni diverse) – E ho anche il raffreddore! Pudding, mantello rosso, disegno luci, PdC…

SdB – E il file.

C – Pittikins, pittikins, pittikins! Se sopravvivo a oggi…

Belisario – Dong!

SdB – Se sopravvivi a oggi, domani hai il pudding e domenica il seggio.

C – Se sopravvivo a domenica…

SdB – Se sopravvivi a domenica, martedì hai il PdC, e… holla! È un mantello rosso che vedo davanti a te? Afferralo, intanto che puoi, donna!

C (si tuffa e afferra il mantello) – Ottimo. Adesso dov’è la valigia? Non quella dei Ninnoli, la valigia dei costumi…

SdB – Lo chiedi a me? E ricordati del file.

Belisario – Dong! Dong! Dong!

E non cala nemmeno il sipario, perché siamo in pieno primo atto. Sarà una lunga giornata. Tre lunghe giornate. Cinque… Oh, never mind. Però stasera venite a vederci a teatro, eh?

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Natale · Shakespeare Year · teatro

Shakespeare in Words – & i Ninnoli di Vetro

ShakespeareMoonChristmasQuando ci hanno proposto di aggiungere qualcosa di natalizio in coda a Shakespeare in Words, all’inizio siamo rimasti lievemente perplessi.

In realtà, con Hic Sunt Histriones, abbiamo un paio di piccole cose stagionali – atti unici miniature, letture, combinazioncelle di mimo e narrazione… you know, quel genere di cose. Ma che andassero anche solo vagamente bene con SiW? Questo è un altro discorso.

O almeno sembrava – perché in realtà…

Oh, d’accordo: se volete, posso anche ammettere un tocco di serendipità nel modo in cui la scelta è caduta sui Ninnoli. Ottima serendipità, però – perché se le nostre shakespearianitudini sono tutte incentrate sul potere della parola, a ben pensarci, non è come se i Ninnoli si occupassero davvero d’altro.

È una storia piccolina, tanto che quasi non è una storia affatto – non fosse per quello che la piccola Martina impara lungo la strada. E quel che impara è una questione sì di oggettini di vetro tramandati, e delle storie, delle parole che li accompagnano. Il che, a ben pensarci, era già perfettamente chiaro fin dal giorno di dicembre in cui la mia amica F. arrotolò la sua copia dei Ninnoli e la appese all’albero di Natale.

Storie, parole… lasciate che citi da SiW: noi siamo quel che diciamo, e quel che si dice di noi – e lo siamo a lungo. Le parole di Shakespeare durano i secoli e si spargono dovunque. Le parole famigliari restano dove sono e scendono lungo le generazioni – ma in fondo, il meccanismo non è sempre lo stesso?

Venite a vederlo in opera:

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