angurie

Felice Santa Lucia!

Santa_Lucia-800x500_c

Ieri sera il mio figlioccino piemontese di otto anni ha annunciato a sua madre che occorreva mettere del sale sul balcone perché Santa Lucia e l’Asinello (rigorosamente con la maiuscola nelle letterine…) non rischiassero di scivolare.

E io mi sono sciolta.

Per cui, quel che c’è scritto sull’etichetta, o Lettori: felice Santa Lucia a tutti.

Natale · tradizioni

Biscotti!

Oh, buona vigilia di Santa Lucia, o Lettori! Adoro Santa Lucia. Ho meravigliosi ricordi d’infanzia legati a Santa Lucia. Aspettavo Santa Lucia ancor più di quanto aspettassi Natale – e non tanto per i regali o i dolci, quanto per la vecchina con l’asinello e quel senso di cose prodigiose che accadevano proprio sotto la mia stanza… lebk

Ah well, sentite: in onore di Santa Lucia ho pensato di riproporvi una ricetta – che vi avevo già passato anni fa, a dire il vero, ma senza la quale, per ragioni troppo lunghe a spiegarsi e radicate in una vita precedente, a casa mia non può iniziare la stagione natalizia: i Lebkuchen tedeschi .

Cominciamo, volete? Per prima cosa, procuratevi:

1 uovo
¾ di tazza* di zucchero scuro setacciato
½ tazza di miele
½ tazza di melassa (o caramello)**
3 tazze di farina 00 setacciata
½ cucchiaino abbondante di lievito
1 cucchiaino e ¼*** di noce moscata in polvere
1 cucchiaino e ¼ di cannella in polvere
½ cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
½ cucchiaino di spezie miste in polvere
½ tazza di mandorle a scaglie
½ tazza di arancia candita finemente tritata

lebspE intanto è chiaro che, se non vi piacciono le spezie, forse questi biscotti non sono per voi…

Ma procediamo. Per prima cosa, in una ciotola bella larga, battete l’uovo insieme allo zucchero e al miele. Potrebbe volerci un po’ prima che lo zucchero si sciolga: perseverate e, quando il composto è liscio (o quasi), aggiungete la melassa o il caramello e mescolate bene. In un’altra ciotola combinate farina, lievito e spezie, e poi aggiungete all’uovo battuto. Di nuovo, mescolate bene, aggiungendo mandorle e canditi.

A questo punto avvolgete la ciotola con l’impasto in uno strofinaccio, e lasciate riposare una notte in luogo fresco e asciutto. Sì – questa è una di quelle ricette che si fanno in due giorni.

L’indomani cominciate con lo scaldare il forno a 200 gradi e a rivestire di carta da forno un paio di placche – considerando che queste dosi tendono a produrre una quarantina di biscotti. È giunto il momento di armarvi di asse e mattarello, e stendere l’impasto a uno spessore di mezzo centimetro circa. Vi sarete già accorti che l’impasto è appicicosetto anzichenò: posso consigliarvi di stenderlo tra due strati di carta da forno leggermente infarinata? Non avete idea di quanto aiuti…leb

E a questo punto tagliate i biscotti. La ricetta originale prescrive rettangoli 4×6, ma al N° 1 di Viale delle Rimembranze usiamo quelle graziose formine natalizie (infarinandole leggermente), e funzionano alla perfezione.

Disponete i biscotti sulle placche – non troppo vicini perché crescono – infornate e cuocete per… mah,  una decina di minuti, direi – ma controllate spesso, perché molto dipende dal temperamento del forno. Ogni tanto tastateli con uno stecchino di legno: quando sono consistenti e asciutti, tirateli fuori.

E a questo punto, una volta raffreddati, potete coprirli di glassa o di cioccolato – ma sono ottimi anche così come sono. Vi direi di conservarli (o regalarli) in scatole di latta, se non fosse che, in genere, non si produce la necessità di conservarli a lungo…

Ormai è un pochino tardi, ma tra oggi e domani potrebbero essere un ottimo modo di profumare la casa di spezie. Buoni biscotti – e felice Santa Lucia!

________________________________

* “Ma una tazza come? Che genere di tazza?” Una tazza da tè. “Grande?” Sentite: è una ricetta di proporzioni più che di quantità… ve la sto passando così come l’ho avuta, e inclino a credere che, se funziona con le mie tazze da tè e i miei cucchiaini, non ci sia motivo per cui non debba funzionare anche con i vostri.

** La ricetta originale richiede la melassa. Siccome vivo lontano dalla civiltà e trovare la melassa da queste parti è complicato, però, confesso di averla sostituita per molti anni con il caramello. Quando finalmente ho trovato la melassa (a Roma, of all places), non sono rimasta troppo soddisfatta del risultato, perché trovo che il sapore della melassa assassini un po’ le spezie… Per cui, personalmente consiglio il caramello, ma vedete voi.

*** Questa è una dose che vi divertirete moltissimo a ottenere.  Ci sono aspetti di questa ricetta che la rendono quasi un gioco di società.

Salva

tradizioni

San(k)ta Lucia

SanktaLucia1E in Svezia funziona così: la figlia maggiore della casa, in tunica bianca e cintura rossa, con una corona di candele, sveglia la famiglia quando fa ancora buio – cantando di luci nella notte e distribuendo biscotti allo zafferano. E questo accade in ogni casa – ma non basta. Nel 1927 Stoccolma si elesse una “Lucia” pubblica che, in bianco, rosse e candele e accompagnata da un coro femminile, diede origine alle processioni in giro per tutta la Svezia. Ogni città, ogni scuola, ogni regione ha la sua “Lucia” elettiva, e la “Lucia” nazionale viene eletta tra le “Lucie” regionali… Quali siano i criteri davvero non so immaginare. Specchiata virtù? Luminosa bionditudine? Voce angelica?

Ad ogni modo, le “Lucie” locali girano per case di riposo, parrocchie e scuole, cantando e distribuendo dolci…

E sentite che cosa cantano:

E felice Santa Lucia a tutti!

(E mi raccomando – domani ricordatevi di Bric-à-Brac…)

grilloleggente · romanzo storico

E Niente Condiscendenza

FCTNon ricordo più se l’ho detto qui o su Scribblings – ma quest’anno Santa Lucia mi ha portato, oltre a una tazza/elefante, un ninnolo per l’albero e un paio di deliziose londinesità, due romanzi di Rosemary Sutcliff – che sarà pure un’autrice per bambini, ma mi si dice essere molto il mio genere.

E in effetti, un’autrice di romanzi storici d’ambientazione inglese, dichiaratamente ispirata da Kipling…

E poi, se non bastasse, c’è questo articolo in cui Sally Hawkins del Sunday Times racconta di come un romanzo della Sutcliff abbia cambiato la sua vita. Da ragazzina, la Hawkins lesse Eagle of the Ninth, e ne rimase folgorata, innamorandosi della storia e della narrativa storica, e lasciandole un’impressione così forte da influenzare, molti anni dopo, le sue scelte in fatto di studi.

A volte succede. Da bambini ci imbattiamo in un libro, qualcosa che non solo ci piace, ma è destinato a tornare ancora e ancora, più o meno consapevolmente, nelle nostre scelte, nelle nostre impressioni… E questo sarebbe un altro discorso, se non fosse che, apparentemente, Ms. Sutcliff aveva dato alla piccola Sally anche qualcosa d’altro: un principio di senso di prospettiva storica, con la sua fedeltà alle fonti e la sua scarsa inclinazione ai compromessi.

Non so a voi, ma a me piace pensare a un romanzo per bambini capace di lasciare in una bambina un senso del Vallo di Adriano come ultimo confine della Romanitas, nella romanzesca forma di una soglia su tutto ciò che è ignoto e pericoloso. E sì, c’è lo spirito di Kipling che aleggia qui, con i suoi due centurioni che invecchiano difendendo le Colonne d’Ercole mentre il loro mondo crolla… FCS

È parte di quello che la Hawkins chiama mancanza di condiscendenza: una narrativa storica per fanciulli che – invece di sbattere ripetutamente in testa ai fanciulli qualche messaggio moderno travestito in costume – sotto i colori dell’avventura lascia intravedere le iridescenze, i declini, gli incontri tra civiltà destinate a mescolarsi… Un senso di correnti profonde che non farebbe male cominciare a intuire da giovani.

E poi il linguaggio. Dice la Hawkins che non c’è nulla di predigerito e simplificato nel linguaggio della Sutcliff. Lo stile non è più lineare di quanto debba essere, e ci sono parole “difficili”, sì – e allora? I dizionari e internet servono per questo. I bambini  sono curiosi per natura – o dovrebbero esserlo. Una lettura che richieda qualche sforzo, a patto di essere sostenuta da una narrazione coinvolgente, non li ucciderà. Anzi, sarà uno stimolo ad apprendere.

E quindi sì. Dato tutto questo, credo proprio che mi metterò a leggere romanzi storici per fanciulli. Questi romanzi storici per fanciulli, quanto meno – con tanti ringraziamenti a Santa Lucia.

Vi farò sapere.