angurie · scribblemania

Causa ed Effetto

Sorry, sto scrivendoscrivendoscrivendo – e comincio ad avere l’impressione di farcela davvero, a finire entro domenica sera – e sto anche editandoeditandoeditando…

E a dire il vero non vedo perché non dovreste scriverescriverescrivere anche voi. O almeno scrivere un po’.

E allora, prendendo a prestito abitudini altrui e inclinandole a 45°, facciamo un gioco: due immagini (di N.C. Wyeth) da cui ricavare una storia, volete?

In un ordine qualsiasi:

wyeth_murdersquireford

E…

wyeth_renegademonk

Et voilà. Che è successo tra l’una e l’altra – in un ordine qualsiasi? Una storia completa, una trama, un limerick… Quel che volete.

Torno a scriverescriverescrivere.

Ci sentiamo presto.

Buona scrittura

commercials

Con Una Buona Storia Non Si Sbaglia Mai

Ultimamente ho visto vari spot concepiti in modo molto simile e rispondenti, tutto sommato, a uno schema vecchio come le colline:

Uno è quello di Mercedes*:

 

Poi c’è quello di Enel:

 

Per non parlare di questo (pochissimo visto) spot Fiat:

 

E Barilla**:

Visto come sono simili tra loro? Visto come great minds think alikeE ce n’è almeno un altro che non riesco a reperire, anche perché confesso di non ricordarmi che cosa pubblicizzasse: un veicolo commerciale? Un servizio di corriere? Avrei detto che fosse Ford, ma non lo trovo più. Ad ogni modo, c’era un autista di furgone Primi Novecento che, dopo avere guidato metaforicamente attraverso tutto il secolo, si ritrovava a parcheggiare accanto a un furgone della stessa marca, ma modernissimo e ipertecnologico, e il messaggio era sempre lo stesso: Noi abbiamo una lunga storia, abbiamo sviluppato nel tempo una prima intuizione geniale, abbiamo costruito guardando avanti e senza dimenticare le nostre origini… ne segue che il nostro prodotto/servizio è solido, affidabile e provvisto del giusto mix di tradizione e audacia, solidità e innovazione, perseveranza e passione.

Il concetto non è particolarmente originale, e lo si è già visto applicato a vari tipi di prodotti, ma continua a “tirare” perché noi consumatori amiamo le storie: ci piace vedere la produzione industriale romanticizzata in una saga famigliare o addirittura un’epopea; ci piace pensare che l’auto che guidiamo sia il capitolo corrente di un romanzo storico; ci sentiamo rassicurati dal senso di continuità, e tanto più in tempi ondivaghi.

Ma se invece vogliamo fingere che non ci piaccia, allora c’è sempre la campagna solo apparentemente controcorrente di Citroen, che si dichiara “antiretrò”, ma – badate bene! – affida il messaggio a clip in bianco e nero di Marylin Monroe, Marcello Mastroianni e John Lennon! Perché la si può girare come si vuole, ma la morale non cambia: fare parte – per continuità o per distacco – di una storia è di grande aiuto, quando si vuole proiettare un’immagine di forte identità.

____________________________________________________________________

* Sono abbastanza vecchia da ricordare i tempi in cui Mercedes non si faceva pubblicità, appunto perché era Mercedes. Ricordo anche il lieve shock del primo spot che, tra l’altro, con quell’auto scura sotto la pioggia, era un nonnulla angosciante. In casa mia si era commentato che, quanto ad appeal, forse dovevano farci un po’ la mano.

** Solo io trovo irritante la voce fuori campo dell’attuale campagna Barilla? “Ma dove l’hanno pescata, questa?” mi chiedevo tutte le volte, salvo poi scoprire che è Mina… mah!