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In Cui La Clarina Approda Al Teatrino d’Arco

D'Arco.pngIl Teatrino d’Arco riesce ad essere una bomboniera e un’amatissima istituzione cittadina allo stesso tempo. Ottanta posti o giù di lì, un palcoscenico piccino, colonne che sostengono un soffitto a botte – ed è la casa della celebre e benemerita Accademia Teatrale Campogalliani, volontari sì, ma di caratura professionale. Gente che di giorno fa tutt’altro e la sera porta in scena con passione, finezza e abilità del teatro di qualità favolosa – dal meglio del meglio in fatto di commedie dialettali agli sperimentatori contemporanei, passando per Shakespeare, Checov e D’Annunzio.

Inutile dire che questa gente coraggiosa e brillante è richiesta e pluripremiata, in Italia e all’estero.

Non bastandosi, questa gente instancabile e determinata insegna: la Scuola di Teatro, diretta da Maria Campogalliani.pngGrazia Bettini, prende ragazzini e adulti e insegna loro arte e mestiere per davvero, sfornando talenti: qualcuno di loro si ferma alla Campogalliani, altri passano altrove e fanno onore a sé e all’Accademia.

Come tutti i Mantovani, adoro Accademia e Teatrino. Ho cominciato ad andare alle matinées domenicali da bambina e non ho più smesso. Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di venire a contatto con la compagnia, di essere invitata a una cena natalizia nel “nido” sopra il Teatrino stesso (preparata da quella specie di fata madrina teatrale che è la presidente dell’Accademia, la signora Francesca Campogalliani), di visitare il favoloso magazzino dei costumi, da cui non sarei più uscita… E’ stata la cosa più simile a una visita dietro le quinte di un teatro che mi sia mai capitata! E adesso sono lusingata e onorata di dire che scrivo per loro.

BibiPiegh3.jpgSapete già – perché, lo ammetto, ve l’ho ripetuto ad nauseam – che la fantastica Maria Grazia Bettini e i suoi allievi hanno messo in scena (con la collaborazione preziosa dell’Accademia Nazionale Virgiliana) il mio atto unico Bibi e il Re degli Elefanti. Ebbene, dovete sapere che quest’anno la Campogalliani dà corpo a una parte speciale del suo Progetto Mantova. Nell’intento di valorizzare gli autori mantovani, quest’anno i Lunedì del D’Arco (serate teatrali ad ingresso libero) sono dedicati alla rassegna Mantova Scrive il Teatro, messinscene e letture sceniche di autori mantovani che hanno scritto per il teatro.

E non so dirvi quanto sia onorata di far parte della schiera, accanto a gente del calibro di Edgarda Ferri, Fausto Bertolini, Frediano Sessi e altri autori, locali per nascita o per adozione. Stasera, in effetti, la mia storia di bambine malate ed elefanti magici approda sul palco piccino del Teatrino d’Arco: un sogno realizzato e, spero, l’inizio di una collaborazione.

Per chi volesse, ore 21, ingresso libero. E un’autrice al VII cielo.

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