Somnium Hannibalis · teatro

Somnium Hannibalis A Ostiglia

SH torna in scena in grande stile: gli Histriones si sono provvisti di fuoco vero, e l’effetto delle fiamme – un enorme braciere che i personaggi alimentano a turno, più un certo numero di torce e lumi – è più emozionante di quanto si possa immaginare. 

E’ perfetto, perché in SH l’imagery più ricorrente ha a che fare con fuoco, fiamme, roghi, pire e cose che ardono, ed è un regalo che ci facciamo ogni volta che si recita all’aperto. Fiamma rituale, pira funeraria, falò celebrativo, simbolo, luce, distruzione, impeto… – il nostro braciere in scena significa molte cose. Ah, respirare l’odore del fuoco mentre Annibale parla del mare di roghi nella piana sotto Canne…

Intanto ieri sera abbiamo provato la bellissima sequenza iniziale in cui, sullo sfondo di una musica che posso definire solo haunting, tutti gli spettri di Annibale si presentano all’appello, si confondono, prendono le armi e tornano a perdersi in una luce di crepuscolo senza però andarsene del tutto – ombre indistinte e sempre presenti, la lunga processione di tutti coloro che Annibale ha perduto nell’inseguire la sua chimera. Gabriella Chiodarelli è un genio di regista, e questa scena mi dà i brividi ogni volta che la rivedo. Anche in pieno giorno. Anche in jeans e maglietta. 

Questa ripresa promette davvero bene.

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