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La Sindrome Della Domenica Pomeriggio

Domenica, nel tardo pomeriggio…

Conoscete quella poesia di Lois Sorrells, “Triste come una ragazzina di domenica pomeriggio, con i compiti da fare…”?

AlbionA voi non capita? A me sì. Anche se lunedì non devo andare a scuola. Anche se sono passati decenni dall’ultima volta in cui ho dovuto fare i compiti. Anche se ho passato una bella domenica e ho preso il tè con le amiche e ho fatto progetti… Verso sera mi prende quel genere di vago sconforto bigio e umidiccio…

Sapete che cosa intendo. Quel genere di situazione che richiede della cioccolata. Oppure dei libri.

Così, prima di cena ho dato un’occhiatina alla mia wishlist su Amazon – il che è sempre un’idea pericolosissima, ma se non altro ingrassa meno della cioccolata. E, dopo essermi arresa per l’ennesima volta alla difficoltà di comprare un libro su John Dee e la sua casa di Mortlake – che il mini-editore spedisce soltanto entro i confini del Regno Unito – ho ceduto ad altri richiami di sirena, e ho comprato due ebook.

Albion: the Origins of the English Imagination, di Peter Ackroyd, è una massiccia (quando è di carta numera qualcosa come 550 pagine) storia culturale dell’Inghilterra, imperniata su quel che la gente dell’Isoletta ha immaginato di se stessa e in generale attraverso i secoli.

The White Rose Murders, di Paul Doherty**, è una lettura più leggera. Un giallo in cui un nipote del cardinal Wolsey indaga su un omicidio nell’entourage di Margaret Tudor, vedova del Re di Scozia…

Ed ero tentata di considerarmi quasi bravina perché, per una volta, non c’era nulla di elisabettiano – fino a quando non mi sono resa conto che è tutta Inghilterra, in parte Tudor e in parte… be’, non ci si può aspettare che una storia culturale dell’immaginario inglese glissi sul periodo elisabettiano, giusto? white-rose

Quindo no, non sono per niente bravina, però lo sconforto bigio e umidiccio mi è passato. E senza assunzione di cioccolata. E comunque poco dopo si è levato un vento meraviglioso, e poi ho scritto un po’, e più tardi ho guardato la prima parte di Elizabeth I, con la meravigliosa Helen Mirren che fa Queen Bess*** – per cui forse lo sconforto bigio e umidiccio sarebbe passato lo stesso.

Avrei potuto aspettare – ma se avessi aspettato, adesso non avrei altri due libri a strillare leggimi-leggimi! dalla mia già biblica To Read List… Quindi tutto va bene. Tanto si sa che la mia capacità di resistere alle tentazioni è men che nulla.

E voi? Soffrite mai di SdDP?** E come contrastate quella o altre condizioni del genere?

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* E sì, si vede irreparabilmente che è girato in Lituania, e Jeremy Irons che fa Leicester mi è antipatico, e la scena di Tilbury era miserella e bruttina a vedersi – ma nel complesso vale del tutto la pena. E non guasta per nulla il fatto che Helen Mirren sia doppiata da Antonella Giannini.

**Sì, lo so – sulla copertina in illustrazione c’è scritto Michael Clynes. È sempre lui, sotto pseudonimi diversi.

*** Che non mi dispiacerebbe chiamare Sindrome di Sorrells. Suona medico e serio, non vi pare?

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