teatro

Il Palcoscenico Di Carta

Picture11-e1386900587309E per una volta, no: non parliamo affatto di toy theatres – nonostante l’illustrazione. Vi avevo promesso qualcosa di speciale per oggi, vero? Ebbene, eccoci qui con un progetto nuovo.

Allora, tutto è cominciato quando ho scoperto l’esistenza di The Paper Stage, e ci ho fatto un post su Scribblings. The Paper Stage, dovete sapere, è un’idea geniale nella sua semplicità: ci si riunisce e si leggono ad alta voce testi teatrali poco noti e/o poco rappresentati. Cose elisabettiane le cui probabilità di essere messe in scena sono, per vari motivi, da scarsine a nulle rivivono per una sera al Gulbenkian Café di Canterbury, ad opera del professor Harry Newman, della sua pattuglia di studenti e attori, e di chiunque desideri partecipare.

Niente grandi numeri, niente prove, niente esperienza richiesta: ci si accorda in anticipo per la distribuzione delle parti, ci si trova, ci si siede in cerchio e si legge – o si ascolta.

Magnifico, no? E pensate alle possibilità infinite… Ah, come sarebbe stato bello poter fare qualcosa del genere anche da queste parti, sospiravo per iscritto a conclusione del mio post.

E Harry Newman mi ha scritto per farmi la domanda logica: E perché non lo fate?

E in effetti, perché no?

Così mi sono messa all’opera. Il primo passo è stato quello di coinvolgere i miei amici dell’Accademia Campogalliani, con cui più volte si era lamentata l’impraticabilità di certi testi magnifici o anche solo interessanti, ma difficili o rischiosi da mettere in scena. Ebbene, ci siamo detti in coro con Maria Grazia Bettini, Adolfo Vaini e Diego Fusari, ecco la soluzione!415c89e920055ac5156094bd4b4af311

Insomma, presto Mantova ospiterà Il Palcoscenico di Carta – definiamolo il capitolo italiano di The Paper Stage. Stiamo lavorando per costruirlo, il nostro teatro che non c’è, e per trovargli una o più sedi. Probabilmente le letture avranno inizio in gennaio, partendo con Shakespeare e Marlowe – ma con il tempo, a differenza del progetto originale, intendiamo scostarci dal repertorio elisabettiano.  C’è un’infinità di testi teatrali cui possiamo dare voce e voci per una sera.

Sarà un’esperienza teatrale nuova e diversa, un modo per esplorare testi poco conosciuti, per perdersi nell’incanto della parola, un’occasione per mettersi alla prova, un gioco, una scoperta… Inutile dire che vi aspettiamo.

Intanto, per cominciare, tra qualche giorno nascerà il blog de Il Palcoscenico di Carta, destinato ad essere la casa del progetto – vi farò sapere.

Non vedo l’ora…

 

 

4 pensieri riguardo “Il Palcoscenico Di Carta

  1. Che invidia!
    Certo che ne fate voi di cose carine in quel di Mantova, sono sicura che ne verrà fuori una cosa davvero bella!
    Mi raccomando tienici sempre informati, leggerti per me è un po’ come essere lì.
    In bocca al lupo!!!

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  2. Sono fortunata, mes chers: collaboro con gente in gamba – non solo bravissima, ma curiosa, intelligente, aperta alle nuove esperienze. Il resto è una combinazione di serendipità e duro lavoro. 😉

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  3. A “gente […] bravissima, curiosa, intelligente, aperta alle nuove esperienze” io aggiungerei, se mi permetti, “onesta”.
    Perché francamente di gente aperta allenuove esperienze, a patto di poter essere gli unici a ricavarci qualcosa, intelligente nel dissimulare, e curiosa di vedere quali buone idee altrui poter vendere per proprie, ne ho incontrata in abbondanza.

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