Lunedì del D'Arco · Storia&storie

Viaggio al femminile con i Lunedì del d’Arco

E mentre io ero distratta dall’afterglow londinese, sono iniziati i Lunedì del d’Arco. Quest’anno si parla di viaggiatrici del passato – donne straordinarie che, tra Sette, Otto e Novecento, hanno infranto ogni genere di convenzioni per seguire il richiamo di orizzonti lontani…

Parliamo di un’epoca in cui, per una donna, viaggiare non era soltanto una questione di passaporti e di frontiere. Una viaggiatrice doveva superare ben più che i confini fisici di regni e imperi. C’erano i confini culturali e sociali del ruolo prescritto per una donna – e non era certo quello di viaggiare per curiosità e sete d’avventura.

E se è vero che fin dal Seicento le donne inglesi seguivano padri, mariti e fratelli in giro per l’impero, la figura della viaggiatrice – per così dire – in proprio è rara, e circondata da una serie di resistenze scritte e non scritte.

Nel secondo Settecento Jeanne Baret, di cui lunedì scorso si sono occupati Serena Zerbetto e Andrea Flora sotto la guida di Diego Fusari – dovette travestirsi da ragazzo per seguire il suo amante botanico nella spedizione Bougainville. Jeanne era determinata, intelligente, una botanica di grande talento a sua volta – eppure la legge non le consentiva d’imbarcarsi. Lei infranse la legge, varcò ogni genere di confini, scoprì migliaia di specie, circumnavigò il globo – e, a detta degli amici di Freudiana Libera Associazione che anche quest’anno ci accompagnano – per tutta la vita inseguì se stessa.

E anche noi, di Lunedì in Lunedì, seguiamo Jeanne e le sue sorelle ideali – viaggiatrici, esploratrici, sfidatrici di destini.

Stasera tocca a Freya Stark, la signora dei deserti – a cura di Maria Grazia Bettini.

L’appuntamento è per questa sera alle 21 al Teatrino d’Arco – ma vi rivolgo il consueto invito ad arrivare per tempo se volete trovar posto, perché non c’è prenotazione e i Lunedì sono popolari e affollatissimi.

Vi aspettiamo!

Storia&storie · teatro

La Memoria in Scena

Quest’anno in Campogalliani attorno alla Giornata della Memoria abbiamo costruito un progetto più “lungo” del consueto – qualcosa che, tra gennaio e marzo, intreccia due testi diversissimi tra loro per tono, per idea, per origine. Diversissimi – eppure…

Da un lato c’è Processo a Dio, la spietata riflessione di Stefano Massini sulla domanda che, sotto molti aspetti, è La Domanda di tutta l’umanità.

Dov’era Dio, mentre tutto ciò accadeva?

“Dio è sotto processo da cinquemila anni,” dice il Rabbino Bidermann, in uno dei tanti momenti memorabili di questo dramma terso e tagliente. Non aspettatevi di uscire da teatro con delle risposte – e d’altra parte offrirne non è il mestiere del teatro. “Il posto delle domande è sul palcoscenico,” dice Jeffrey Sweet, “Ma le risposte si devono trovare in platea.” Ed è precisamente quello che fa la storia di Elga Firsch: solleva questioni vitali e potenti, e poi ci manda fuori scossi e pensanti. Il resto del lavoro è nostro.

Se non avete ancora visto Processo a Dio, c’è ancora tempo fino al 31: restano pochissimi posti – ma vale la pena di provare.

E poi ci sono le Donne di Ravensbrück, tratto dall’operetta-pastiche che l’antropologa francese Germaine Tillion scrisse per le sue compagne di blocco durante la prigionia nel campo di Ravensbrück… Un’operetta, sì. Perché di fronte all’orrore quotidiano, alla morte incombente, alla crudeltà insensata, Germaine e le altre si tenevano vive strappando al buio un sorriso, una canzone… Ne riparleremo più avanti, quando questo singolarissimo lavoro sarà pronto per la scena – ma per ora diciamo questo: il Processo e Ravensbrück, nella loro enorme diversità, si accostano alla perfezione. Non le due facce di una medaglia – perché la cosa è molto più complessa di così. Diciamo due tra le facce dello stesso prisma, piuttosto. E lavorare all’uno e assistere all’altro è stata (sta essendo) un’esperienza piena di fermenti e di commozione – e, una volta di più, di domande.

Ma anche un motivo di… ecco, è difficile parlare di ottimismo e di speranza a proposito di questo argomento – ma resta il fatto: attraverso le sue ore più buie, lo spirito umano continua a voler capire e a voler sorridere. L’umanità, o almeno parte di essa, non smette di pensare. E quindi, direbbe Cartesio, non smette di essere.

C’è consolazione in questo, non trovate?

Natale · teatro

Torna Canto di Natale

Ci siamo! Torna dicembre, e con dicembre torna Dickens, con la sua magica storia di spiriti, ricordi e aridità redenta…

Qualche volta penso a Dickens, che scrive forsennatamente in cerca di riscatto letterario (e finanziario) dopo un insuccesso, – e finisce col cambiare profondamente l’idea del Natale… a parte tutto il resto, Canto di Natale è un monumento alla potenza delle storie. Ma è anche una fiaba che riscalda il cuore, un atto di fiducia nella capacità umana di cambiare e porre rimedio, un inno alla generosità e agli affetti, un’esplorazione dello spirito natalizio…

Oh,  c’è tanto da trovare in Canto di Natale, e Grazia Bettini privilegia questa ricchezza di temi, di storie e di iridescenze, trasformando il piccolo palcoscenico del D’Arco in una lanterna magica in cui la varia umanità di Dickens compone un quadro dietro l’altro – tenera e buffa, arida e rapace, triste e gioiosa. Perché alla fine è proprio questo a fare di Canto di Natale una parabola: in Ebenezer Scrooge, nei Cratchit, nell’allegro Fred, in Bella, nella terribile Sarah Gamp, negli Spiriti, c’è qualcosa di tutti noi.

Venite – o tornate – a vederci, in Teatrino d’Arco, dal 6 dicembre al 6 gennaio… Non restano più molti posti – ma vale la pena di provare qui per la prenotazione online, oppure al numero 0376 325363, dal mercoledì al sabato tra le 17 e le 18.30.

Vi aspettiamo!

teatro

Horror Tales II – Il Ritorno

E siccome le notti si allungano, Halloween si avvicina e il Velo si assottiglia, noi (ri)proponiamo una serata di storie spaventose, buio e terrori misti assortiti.

Immaginate di svegliarvi… e non svegliarvi affatto – o meglio, voi siete svegli, ma il vostro corpo no, e la famiglia ne trae le peggiori conclusioni…

E immaginate di far da istitutrice a una bambinetta solitaria, con un padre alcolizzato, l’Enciclopedia Britannica e una fantasia morbosa a tenerle compagnia.

E immaginate anche di essere chiusi in manicomio – ancora per una settimana, un’ultima settimana e poi la libertà… ammesso che ci arriviate vivi!

Perché alla fin fine – oggidì come nella Francia tardottocentesca e nell’America degli anni Quaranta – la cosa più spaventosa è la stessa: nessuno che ascolti!

Quindi… lasciate che vi spaventiamo! Vi aspettiamo in Teatrino mercoledì sera. L’ingresso è gratuito e non si prenota: arrivate per tempo!

teatro

Si torna a Scuola!

Sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Teatro, con l’Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani”…

Due corsi per adulti a partire dai 15 anni (Primo Anno e Avanzato), un corso per i ragazzi delle scuole medie – e, novità di quest’anno, un corso per i bambini delle elementari.

Per gli adulti le materie sono Recitazione, Dizione, Lettura interpretativa, Improvvisazione, Tecniche Teatrali ed elementi di Regia e Drammaturgia, insegnate dai favolosi attori, registi e tecnici dell’Accademia .

Inoltre, la Scuola offre due notevoli particolarità: da un lato, oltre alla recitazione, s’impara il backstage – illuminotecnica, costumi, scenografia e direzione di palcoscenico; dall’altro, per gli allievi si apre la possibilità di mettere in pratica le materie di studio partecipando attivamente alla vita della compagnia.

E per i fanciulli? Il curriculum è a grandi linee lo stesso, perché l’Accademia Campogalliani, con la sua vocazione per il teatro di parola, dà grande valore all’impostazione – ma, come si conviene a dei giovanissimi aspiranti attori, la tecnica viene insegnata attraverso un metodo ludico e dinamico.

Per grandi e piccoli, i corsi durano da ottobre a maggio, a cadenza settimanale, e si concludono con la rappresentazione di un saggio al Teatrino d’Arco.

Insomma, non vi pare un bel modo di accostarsi sul serio al teatro – condividendo conoscenza, quinte e palcoscenico con una storica compagnia di solida tradizione e grande successo?

C’è tempo per iscriversi fino al 30 settembre. Trovate tutte le informazioni consultando il nostro sito

Vi aspettiamo!

 

 

Lunedì del D'Arco

Dentro le Fiabe: il Pifferaio Magico

PP“Non so come siamo cresciuti, per tante generazioni, con queste fiabe tradizionali!” esclama M. – e lo dice proprio a proposito del Pifferaio Magico. E in effetti, la città invasa dai topi, lo stregonesco pifferaio, e un’intera generazione spazzata via da quel salvatore – che poi così salvifico non è – per l’avidità del borgomastro…

Ed è vero che folklore, mitologie e letteratura traboccano di storie cautelative sul prezzo dei patti rinnegati – ma questa specifica storia è incisa nella pietra. Su non so più che facciata cinquecentesca, a Hämeln. Come se fosse un fatto storico. E certo qualcosa di storico dev’esserci – ed è infinitamente affascinante che abbia dato origine a questa storia inquietante.

ce971ab16eb1f6c6b876c6f86a262375--grimm-tales-fairy-tale-illustrationsInquietante e, volendo, ambigua, perché alla domanda “chi è il malvagio qui?*” esiste più di una risposta – soprattutto nelle reinterpretazioni del venti-ventunesimo secolo. Ecco, per questo Lunedì Grazia Bettini ha scelto la versione di Michael Ende, che  noi magari conosciamo più che altro per La Storia Infinita e Momo – ma in realtà ha scritto un sacco di teatro. E quella di Ende è un’interpretazione…

Oh, ma lo vedremo questa sera – e poi ne parleremo con gli amici di Libera Freudiana Associazione.  Diciamo solo che l’espressione Totentanz – danza macabra – nel titolo non è casuale. Vi aspettiamo a Teatro – e mi raccomando: arrivate presto se volete trovare posto!

____________________________________

* O quanto meno – e non è assolutamente la stessa cosa – “chi sono i buoni?”

 

anglomaniac · Lunedì del D'Arco · Storia&storie · teatro

I Lunedì del D’Arco: Puck delle Colline

LocE questa settimana tocca a me – con Kipling e Puck delle Colline.

Devo dire che a suo tempo – quando si è scelto il tema dei Lunedì 2018, e quando si è deciso che si poteva sconfinare dal territorio delle fiabe strettamente tradizionali – la scelta si è fatta quasi da sé.

Ho un debole per Puck of Pook’s Hill – e per il suo seguito Rewards and Fairies – da quando mi ci sono imbattuta per la prima volta più di vent’anni fa. L’idea di questi due ragazzini che, grazie a un Puck quasi shakespeariano, incontrano una serie di personaggi storici sembra fatta apposta per farmi felice… Sotto certi aspetti rimpiango di non avere scoperto questi libri da ragazzina – ma anche da adulta trovo che siano pieni di cose meravigliose.

Il rapporto fra mito, storia e folklore, il legame fra paesaggio e immaginazione, atmosfera a bizzeffe, una meravigliosa Inghilterra immaginaria, un tocco amarognolo, una spruzzatina di Shakespeare e, soprattutto, una bella riflessione sull’immaginazione umana…

PuckDanUnaVi pare che potessi lasciar perdere l’opportunità di portare tutto questo in scena? Giammai! E così ho scelto le due storie più strettamente fiabesche della prima raccolta – Weland’s Sword e la mia prediletta Dymchurch Flit – e le ho rimescolate in una piccola storia su come le storie nascono, cambiano e non muoiono mai del tutto.

Una fiaba sulle fiabe, se volete.

E a dare voce e vita ai personaggi di Kipling ci saranno i sempre ottimi Alessandra Mattioli, Francesca Campogalliani, Adolfo Vaini e Luca Genovesi – e due giovanissimi allievi della Scuola di Teatro Campogalliani: Mariasole Tartari e Tommaso Dalzoppo.

Poi il Dottor Alberto Romitti di Libera Freudiana Associazione ci condurrà ad esplorare l’elemento onirico di questa e di altre storie.

Che ne dite, vi unite a noi, questa sera? Una volta di più, vi raccomando di arrivare presto – ma presto per davvero, perché i Lunedì sono popolarissimi e il Teatrino si riempie con facilità. Vi ricordo che la serata è gratuita, non serve prenotare – e non è consentito “tenere posti”.

 

 

Lunedì del D'Arco

I Lunedì del D’Arco: Il Figlio delle Stelle

Untitled 11E si procede nell’esplorazione delle fiabe – e del rapporto tra storie e mente umana…

Questa settimana, dopo avere cominciato con una fiaba tradizionale, passiamo a qualcosa di più letterario. Diego Fusari ha scelto una delle storie di Oscar Wilde – e non una delle più note: Il Figlio delle Stelle.

Dapprincipio potrebbe sembrare che si pascoli in prati ben conosciuti: l’inverno crudele, il misterioso trovatello, il buon taglialegna… Ma ci si accorge presto che non è così: il linguaggio sontuoso di Wilde, con i suoi ritmi antichi e la sua vena di crudeltà, dà una vita nuova agli elementi tradizionali – che comunque non conducono davvero dove ci aspettavamo…

FdSQuesta potrebbe essere, a prima vista, una storia di arroganza, crudeltà e faticosa redenzione – in cui il pentimento, per quanto sincero, proprio non basta, e il perdono va guadagnato letteralmente a prezzo di sangue… ma Wilde è Wilde – sovvertitore professionale di aspettative – e…

Oh, basta. Non vi dico altro. Venite a farvi incantare e sorprendere questa sera in Teatrino – e poi, a sipario chiuso, gli amici di Libera Freudiana Associazione ci condurranno per i meandri di questa storia che, pur non essendo nata al modo tradizionale delle fiabe, ha parecchio da dire su tutti noi.

E una volta di più, mi raccomando: arrivate presto se volete un posto a sedere!

teatro

Rivoluzioni (Teatrali) a Venezia

Che cosa succedeva sulle tavole dei palcoscenici londinesi – cosa cambiava e come – l’abbiamo visto…

Adesso è il momento di chiederci: e in Italia?

Well, anche da noi ci sono una città che fa da perno al mutamento del teatro – nel XVIII secolo – e un uomo che crea il mutamento. Un rivoluzionario in particolare, l’altro eroe semieponimo di questa storia.

Oggi alle 16, Mario Zolin ci racconterà di Carlo Goldoni, del suo mondo veneziano, della sua vena, delle sue innovazioni e dei suoi personaggi.

Untitled 20

Saremo al 28 di Via Mazzini, a Mantova. Unitevi a noi, volete?

teatro

Il Ritorno del Fantasma

Domani sera torna il Fantasma di Canterville…

Ghost

Ebbene sì: dopo il successo del breve giro di repliche la primavera scorsa,  ecco che Sir Simon con le sue catene, l’irreprimibile famiglia Otis e lo staff di Canterville Chase ritornano al D’Arco – in una versione riveduta e ampliata.

Perché, come diceva ieri sera alla prova generale la regista Maria Grazia Bettini, “qui tutto è un continuo work-in-progress”… Per cui, anche se avete già visto il Fantasma ad aprile, potreste voler tornare per scoprirne di più sulla Macchia di Canterville, sul metodo scientifico di Washington Otis, sul corteggiamento del Duca di Cheshire, sui gusti artistici di Mrs. Umney…

Sappiamo tutti, nevvero? che parte del fascino del teatro è proprio il modo in cui non esistono due recite uguali. Per quante volte si torni a vedere lo stesso spettacolo, sarà sempre un’esperienza diversa e irripetibile – grazie a quella corrente viva (e non sempre prevedibilissima) che crepita tra palco e platea. Per di più, questa volta ci sono novità e soprese…

E naturalmente c’è lo humour di Oscar Wilde, c’è la brillante regia di Grazia Bettini, ci sono i bravissimi attori della Campogalliani… che ne dite di venire – o tornare – a vederci?

Si debutta domani sera e si replica fino al 21 di gennaio – inclusa la sera di San Silvestro. Informazioni e prenotazioni qui (scorrete fino in fondo alla pagina) – o al numero 0376 325363, dal mercoledì al sabato tra le 17 e le 18.30.

Vi aspettiamo!