Vitarelle e Rotelle

Compagnia Di Repertorio

Che sembra – ma non è – un altro post sul teatro. Almeno non del tutto. In realtà parliamo di scrittura in generale, e cominciamo con Gore Vidal. Gore Vidal diceva che…

“Ogni scrittore nasce con una compagnia di repertorio in mente. Shakespeare ne ha una ventina, Tennessee Williams più o meno cinque, e Samuel Becket uno – e un possibile clone di quell’uno. […] L’abilità nell’assegnare i ruoli è qualcosa che migliora con la maturità.”*

Immagine1Non so voi, ma personalmente la trovo un’idea meravigliosa – per le implicazioni teatrali (tutta la narrativa è teatro e lo scrittore diventa anche regista…) e per la faccenda in sé: non personaggi ricorrenti, badate, ma tipi di personaggi. Ruoli. Archetipi personali, se volete, che naturalmente dipendono dalle intenzioni, dai temi prediletti, dal gusto, dalla formazione, dalle paure, dai desideri e dalle ossessioni dell’autore – ma anche dal genere in cui scrive e dal contesto storico, letterario e culturale in cui legge, pensa, lavora.

Gente che ritorna.

La fanciulla preternaturalmente perfetta di Dickens, memoria della defunta cognata Mary Hograth, ripetut(issim)amente idealizzata nelle varie Nell, Rose, Emma, Florence, e con lei l’Orfanello/a, il Padre Inutile, il Giovane di Belle Speranze Intralciato dai Postumi di un’Infanzia Infelice, l’Amico Inaffidabile… Poi c’è l’ambizioso di umili origini, inarrestabile e amorale, di Marlowe, combinazione di autoritratto e wishful thinking. Il marinaio sradicato e inquieto di Conrad, sempre affiancato da una donna che cerca di ancorarlo a sé e da un amico-mentore-figura semipaterna.  Il byroniano bello, spregiudicato e tragico della giovane Charlotte Brontë, cui fanno da contrappunto da un lato il professore spigoloso e intelligente modellato sul suo amore impossibile, e dall’altro l’essenziale mascalzone che occupa sempre il centro nelle storie di suo fratello Branwell…

Col che non voglio dire che tutti costoro scrivano sempre la stessa storia o lo stesso personaggio – anzi. Guardate Tamerlano, Barabbas e Faustus: sono personaggi molto diversi tra loro, ma incarnano diversamente un certo tipo di preoccupazioni, una certa visione dell’umanità, un certo attrito con un ambito sociale e culturale. Una voce. E se cito Marlowe non è perché Marlowe sia una mia ossessione… Oh, d’accordo – anche per quello, ma il fatto è che Marlowe è perfetto per illustrare il tema, perché è meno condizionato di altri dalle convenzioni di genere, e perché i tre personaggi in questione furono interpretati per la prima volta dallo stesso attore – Edward Alleyn – in un elegante parallelismo tra metafora e realtà. 55105408

Il fatto che Shakespeare invece di questi “attori” ne abbia a decine, ce lo fa immaginare meno ossessionato da se stesso e dalla sua vita, più interessato di altri all’osservazione dell’umanità at large. Una compagnia talmente numerosa e variegata che l’autore sparisce e si confonde tra i suoi attori…

Così adesso ho deciso di mettermi a fare un piccolo inventario, e vedere chi ho nei camerini del mio teatro immaginario. Chi è che mando in scena e come. Magari ne parleremo. E intanto, ditemi, o Lettori: da chi è costituita la vostra compagnia di repertorio?

_______________________________________________

* E a dire il vero mi è capitato d’incontrare anche un’altra versione, in cui gli “attori” di Shakespeare sono ben cinquanta, e ad averne uno solo è Hemingway… sospetto che sia inaccurata, ma la cito lo stesso, seppure in nota, perché mi piace la parte su Hemingway.

4 risposte a "Compagnia Di Repertorio"

  1. Il rischio di fare certi inventari è constatare la povertà del catalogo, ma comunque, diamo un’occhiata…
    . l’improvvisatore competente – sa fare il proprio lavoro, ma gli viene richiesto di fare qualcosa di diverso: Aculeo, Ray Gordon, Steve Porter, Leo Martin eccetera
    . la donna indipendente ma danneggiata – vive in un mondo di uomini, ha sofferto per essere stata alle loro regole, ora gioca con le proprie: Amunet, Asteria, Pat Neil, Liz Sherman…
    . l’uomo stanco – di mezza età, malandato, ma con ancora un paio di carte da giocare: il centurione Gnaeo Cecina, il centurione Britannicus, ilprofessor Morse eccetera
    . il malvagio senza redenzione – è potente, cattivo e privo di coscienza, e di solito opera senza problemi all’interno della società, usa gli altri: Ankhefenkhos, il proconsole Vitulus, i politicanti del Consorzio in Blooper, etc.
    i ragazzi – sono un gruppo scoordinato, e come gruppo sono un singolo personaggio. Sono lì se serve una spinta.

    Ne ho ancora un paio d’altri – ma sono caratteristi… l’eroe negativo, che è cattivo ma comunque etico, l’uomo in fuga, la donna di classe… ma sono meno definiti.

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  2. Be’, ne hai decisamente più di Becket/Hemingway. Viaggi in compagnia di Williams direi. Se poi conti i caratteristi, ti avvicini alla decina di Vidal himself…

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  3. Pensiero che condivido e che ho avuto sempre in un angolo del cervello, sia come lettrice che come scrittrice. I miei “attori fissi” sono circa 6, ma accetto collaborazioni con esterni spesso e volentieri 😉

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  4. Oh, bello!
    Mi piace l’idea – sempre più teatrale, con overtones elisabettiani, e la distinzione tra i membri della compagnia e gli “uomini (e donne) a giornata”…
    Anche questo dovrà rientrare nel mio inventario.

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