Poesia

Sulla spensieratezza delle foglie

Sapete com’è, quando è lunedì mattina in novembre, e il cielo è bigio, e il vento non sa troppo bene che fare di se stesso, e le bacche di rosa canina virano allo scarlatto, e le foglie che non sono già cadute si avviano mestamente verso terra, e ci si chiede in base a quale logica i Municipali si aggirino nei viali brandendo quegli enormi soffiatori gialli, quando c’è il vento che disperde i loro mucchi appena fatti…?  Continua a leggere “Sulla spensieratezza delle foglie”

scribblemania · scrittura

Dicembre, andiamo…

NovDecAvete visto? Non so dalle vostre parti, ma qui è il 30 di novembre.

Domani inizia dicembre*, il tempo delle carole, della caccia ai regali e del piccolo artigianato natalizio. Domani si fa il pudding… well, anche dopodomani si fa il pudding, perché ci vuole più di un giorno – ma dopodomani sarà il 2 di dicembre**, e quindi non ci sarà più bisogno di constatare quel che si constata fra oggi e domani: in dicembre non si scrive.

O almeno, io non scrivo – a meno che non germogli qualche idea per un racconto natalizio o per un minuscolissimo play del genere che prevede agrifogli nella scenografia***… Ma a parte questo, in genere, tutto il resto viene accantonato fino a gennaio. Si può dire che il mio writing year duri undici mesi? Si può, eccome. È una buona idea in assoluto? Probabilmente no – ma tant’è.

writer-vintage-woman-line-drawing-sm-flippedEd è per questo che, da qualche anno in qua, uso novembre – il mese che Oltretinozza è il National Novel Writing Month – per portare a compimento qualcosa che mi è rimasto indietro nei programmi per l’anno declinante. Una scadenza artificiale, artificialissima – ma che bisogna dire? Funziona. Funziona in un modo che è del pari soddisfacente e frustrante – perché da un lato tende a risultare in stesure finite; dall’altro, se posso farlo a novembre, perché non posso farlo il resto dell’anno?

Anche se, va detto, quest’anno non mi posso lamentare come mi lamentavo in anni passati. Tutto sommato, quest’anno ho terminato definitivamente il romanzo e l’ho portato in Scozia; ho tradotto, adattato e visto andare in scena Canto di Natale; idem dicasi per Puck delle Colline; ho scritto tre racconti – uno dei quali ha vinto un premio…  e poi c’è questa faccenda che, se tutto va bene, finirò oggi: la seconda stesura di un play che sto scrivendo di mia iniziativa. Nel senso che non ne ho parlato con nessun regista o attore: l’ho scritto e basta, e poi lo proporrò. Ne esisteva già una prima stesura – completata, ironia della sorte, il novembre scorso. Dopodiché… well, diciamo che un play senza destinazione precisa è come un trenino locale: deve cedere il passo a tutto il resto. Però mi piangeva il cuore ad averlo lì, abbozzato, incompleto e non del tutto soddisfacente… hence, novembre. NovNov

Solo che poi ho perso tempo, ho fatto altro, ho procrastinato… e quando mi sono seduta con il taccuino per fare un ruolino di marcia, metà del mese se n’era già andata in tutt’altre faccende e vago senso di colpa – e io ero ferma all’Atto Primo, Scena Prima. E ci sono rimasta per un bel po’, riempiendo quotidianamente il ruolino di amare constatazioni del genere “Disastro”, “Questa scena non vuole scriversi” e “Non farò mai in tempo.”

Poi, come accade, la scena ha preso una forma ragionevole, e le altre in seguito hanno avuto la grazia di creare meno problemi, e – se tutto va bene – entro questa sera dovrei poter chiudere il sipario sul play. Non che sia pronto per il palcoscenico, sia chiaro: solo una stesura da presentarsi a qualche regista e, all’occasione, da mettere in workshop.

E poi… poi basta. Domani è dicembre. Pudding. Decorazioni. Carole. Biscotti alle spezie. E tutto quanto. Se ne riparla a gennaio.

E voi, o Lettori? Voi scrivete in dicembre? Avete scritto in novembre?

 

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* Chi l’avrebbe mai detto, eh?

** Really, Clarina – la tua abilità nel mettere le date in fila è straordinaria…

*** Oh dear. L’ho detto – e… è un salmone quello che vedo davanti a me?

pessima gente

Novembron Novembroni

DaydrNovembron novembroni si va verso la fine d’anno – e, prima di ciò, verso il mese in cui si finisce per non scrivere mai una parola. A meno che non salti su l’ispirazioncella randagia per qualche storia natalizia. O play… but never mind. Novembron novembroni si va, dicevamo, e la Clarina è determinata a finire il play nuovo – o almeno la prima stesura – entro la fine del mese, prima di smarrirsi in natalizietà miste assortite.

Determinata. Molto determinata. Determinatissima.

“Ma se sei così determinata, o Clarina, perché non scrivi affatto, e fissi invece accigliata lo schermo e pensi a tutt’altro?”

(La Clarina sobbalza alto un miglio, si morde la lingua e si sloga la spina dorsale nel voltarsi di scatto. Dietro di lei, of course, appoggiato allo spigolo della scrivania con fare negligente, c’è lo Spirito di Kit.)

C. – Non penso affatto a tutt’altro! E tu sei un delinquente che si diverte a spaventarmi.

SdK – Ma se ho persino aspettato che appoggiassi la tazza di tè! E stai pensando a tutt’altro. Chiaro come il giorno.

C. – Sciocchezze. Sto cercando di capire in che anno si è sposato Perrée.

SdK – E speri che ti giunga un’epifania in proposito, se fissi abbastanza ferocemente le ultime tre battute che hai scritto?

C. – Non sto fissando le battute. Sto cercando di pensare dove posso disseppellire l’informazione – o se posso barare un pochino.

SdK – Da dieci minuti?

C. (digrigna i denti) – Stavo pensando a tutte queste utili cose. Poi mi sono distratta con una rappresentazioncella impromptu delle ultime battute nel Teatro Immaginario.

SdK – Tillyvally. Ci sono passato un momento fa, e il Teatro Immaginario è vuoto, buio e triste.

C. (contemplando i costi e benefici dello scaraventare quel che resta del tè addosso allo Spirito di Kit) – Oh, piantala. Stavo… Stavo…

Lo Spirito di Kit inclina la testa di lato, leva un sopracciglio e guarda la Clarina annaspare.

C. – Stavo–

SdK – Pensando al Romanzo?

C. (arrossisce furiosamente) – No! Nono. Nonono. Come ti salta in mente? Il romanzo è finito. Finitissimo, perbacco. Devo solo mandare i primi due capitoli a Ms. Darwin ai primi di dicembre… Well, forse dovrò rivedere la sinossi, almeno un pochino, visto com’è andata a Oxford. Ma a parte quello, il Romanzo è finitissimissimo, e nulla potrebbe essere più lontano dai miei pensieri e dalle mie intenzioni…

SdK (si osserva le unghie) – Ah, certo, certo.

C. – Davvero!

SdK – I’m sure.

C. – Ma sì! Davverissimo. Figurati!

SdK – Mi figuro.

C. – Ti dico di sì… Cioè, no: ti dico di no!

SdK – Ma sì, ma no. Non ti salterebbe mai in mente di riprenderlo in mano. Non stai affatto prendendo appunti di nascosto…

(La Clarina non riesce ad evitare uno sguardo colpevole al taccuino.)

SdK – E già che ci sei, non rileggeresti mai i vecchi appunti, tu. Nemmeno morta considereresti la possibilità di risistemare i primi due capitoli prima di mandarli a Ms. Darwin. E magari, visto che hai riaperto la porta, dare un’altra occhiatina alla faccenda del non-proprio-Dottor-Lopez…

C. (scrolla le spalle con finta noncuranza e si produce in una risatella nervosa) – Ma ti pare?

SdK – Oh no, giammai. Non tu, vero? E il finale, il leone… nulla ti indurrebbe a riprenderli in mano, lo so. Lo dicevamo proprio ieri sera con lo Spirito di Ned…

C. (drizza le orecchie) – Lo Spirito di Ned? Nel senso di Ned Ned? È qui anche lui?

SdK (apre la trappola…) – Oh, no! È un bravo ragazzo, lui. Non si sognerebbe mai di venire a infrangere gli involucri mentre tu sei così evidentemente occupata con tutt’altro.

C. (entra a passo di danza nella trappola aperta) – Oh, ma no! Nessunissimo involucro infranto – anzi! Sarei così lieta… – (Chiama in nessuna direzione in particolare) – Mastro Alleyn? – (A Kit, semisottovoce) – Perché in effetti quella teoria dei colori come buccia mi piace davvero tanto, e si potrebbe applicare… e il leone, sì. E in realtà anche l’esecuzione… o meglio, le motivazioni precise dopo l’esecuzione? Ho quattro pagine di appunti e domande in proposito, e vorrei davvero…

(Lo Spirito di Kit inclina la testa dall’altra parte e sogghigna a mo’ di Gatto del Kentshire. )

C. – Oh. Ops.

SdK – Eh…

C. – Ma… No, è che… È che…

SdK (cominciando a svanire) – Tranquilla, lo so benissimo. Non stai ripensando al romanzo. Non hai nessunissima voglia di riprenderlo in mano un’altra volta. Non hai nemmeno la più lontana ombra di nostalgia di noi. Tu, nostalgia? Figurarsi!

(Ciò che resta dello Spirito scompare con un “puf!”)

C. – Aspetta, sciagurato. Torna qui! Kit? Mastro Alleyn… Ned? Siete qui?

(Una risatella echeggia da direzione indistinta)

C. – Kit!

Voce Fuori Campo con Riverbero – Torna a scrivere il tuo play nuovo, o Clarina, che novembre passa e dicembre arriva. Non vorremmo mai e poi mai che Monsieur Maquet e compagnia cantante si rodessero il fegato…

(La Clarina lancerebbe volentieri qualcosa di pesante)

SIPARIO