scribblemania · teatro

Piccolo Bollettino Di Velluto Rosso

sonetti, prima stesuraDi velluto rosso – come un sipario – perché, suonino le trombe e battano i tamburi, la notte scorsa attorno all’una ho finito la prima stesura.

E sì, a tredicimila e settecento parole ho sforato un nonnulla sulle misure previste, ma non dovrebbe essere grave.

E c’è mancato poco che l’interruzione dei giorni scorsi si rivelasse problematica, ma in realtà ero talmente vicina alla fine che sono riuscita a non scivolare in un bout di procrastinazione.

E ho anche trovato una conclusione che dà un briciolo di senso ai due sonetti su Cupido. Non è che l’abbia trovata stanotte, l’avevo strologata tempo fa, ovviamente, ma stanotte ci sono arrivata.

E insomma, la stesura è finita – e non ne sono del tutto insoddisfatta.

Epperò… che dire del vago senso di vuoto che una stesura finita si lascia dietro? E badate, è un vago senso di vuoto del tutto dissennato, perché dopo una settimanetta di decantazione si torna ad occuparsene, e perché non è come se, nel corso di questa settimanetta, non avessi un milione di altre cose da fare – eppure, eppure, eppure…

Oh well. Fa nulla. Prima stesura finita – e tutto va bene.

2 pensieri riguardo “Piccolo Bollettino Di Velluto Rosso

  1. EVVIVA!Ottimo!Capisco perfettamente il senso di vuoto di cui parli. Editare e revisionare non è la stessa cosa che scrivere per la prima volta.E il senso di vuoto non è perchè le giornate siano vuote…anzi…il senso di vuoto almeno per me è perchè non sarà più possibile entrare in quella dimensione speciale che si ha mentre si tira fuori la storia.Però..a te rimane la dimensione specialissima che la tua opera avrà quando sarà rappresentata in teatro perciò puoi guardare avanti con appena appena un po’ di malinconia. :)Sì lo so che il teatro è ancora lontano ma sono sicura che ci arriverai…E ancora COMPLIMENTISSIMI per il Somnium che a quanto dici è andato davvero bene!

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  2. Grazie grazie, Cily! In realtà ci sarà da fare in revisione, e poi c’è – come dici tu – la rappresentazione (nel ’14, anno shakespeariano), ma per tutto il giorno ho sentito la mancanza dei miei Sonetti che, a parte tutto, è stato molto piacevole scrivere. E sì, il Somnium è andato davvero bene. Magari nei prossimi giorni posto qualche foto.

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