scribblemania

Lagno di una scrittrice stanziale d’Europa

Che fai Clarina seduta lì? Dimmi, che fai, lamentosa Clarina? Sorgi al mattino e vai, contemplando gli schermi; indi ti posi…

Yes well. Abbiate pazienza.

Il fatto si è che non sto scrivendo abbastanza, non sto scrivendo abbastanza e non sto scrivendo abbastanza.

Col che non voglio dire che non stia scrivendo affatto – ma… prendo un sacco di appunti, faccio ricerca (lo sapevate che in epoca Regency lavavano i pavimenti con le foglie di tè usate?) e faccio freewriting (non tanto spesso quanto dovrei, forse – but still), e ogni tanto scrivo o riscrivo una flashfiction o due… Quindi no, non è che non stia scrivendo. Non sono bloccata, non sono ferma. Anzi, bene o male scrivo tutti i giorni.

Almeno un po’.

Ma “un po’” non è abbastanza.

C’è questa cosa che devo e voglio finire… erano due cose che dovevo e volevo finire – poi ho finito i Sonetti, e mi è parsa cosa bella e incoraggiante. Adesso che sono in corsa, mi son detta… E dicevo sul serio, sapete? Avevo tutte le migliori intenzioni. Però i Sonetti li ho finiti a fine agosto, e adesso navighiamo verso metà ottobre. Credete che abbia finito l’altra cosa?

Ecco, appunto.

Ho una prima stesura convincente, un po’ di lavoro di revisione, delle aggiunte, due libri in viaggio da Oltretinozza… E a questo punto non ho bisogno di dirvi che i libri sono diventati un alibi – perché avrei dovuto ordinarli molto prima, e adesso non ha poi tutto questo senso che aggiunga capitoli ulteriori prima di avere chiarito i dubbi che i libri chiariranno, giusto? E poi c’è quel workshop con Kathy Fish fra un paio di settimane, da cui mi aspetto meraviglie – e di conseguenza aggiusto e aggiungicchio e aspetto, e ci sono momenti in cui riesco persino a convincermi di avere tutte le ragioni di fare così.

Hm.

Riesco persino a ignorare la parola di sedici lettere che comincia per P e finisce per E.

Riesco persino a ignorare il fatto che, quando avrò ricevuto i libri e fatto il workshop, sarà novembre, e a novembre si prova e debutta in Teatrino Il Rumore delle Ali/L’Aviatore, e poi viene dicembre che, come ognun sa, non è il mese più produttivo, e poi a gennaio c’è la scadenza…

Yes well. In genere riesco a ignorare tutto ciò – ma ogni tanto dalle mie parti è lunedì mattina, e mi accorgo che non sto scrivendo abbastanza, e non scrivere abbastanza mi rende acida e lamentosa, e scrivo post come questo.

Quattrocento parole e rotti per dire in definitiva che…

Non sto.

Scrivendo.

Abbastanza.

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